ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, Milano archivia l'ultima seduta del 2022 a -1,45%. Crolla il gas

Atto finale di un anno da dimenticare per i mercati,con Milano che cede da inizio anno il 13,3%. Ma senza la corsa di autunno il bilancio sarebbe stato ben peggiore e attorno al 26%

di Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 30 dicembre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Finale d’anno deludente per le Borse europee, che hanno tutte accusato perdite consistenti, peggiorando così il bilancio del 2022, già in profondo rosso. L’entusiasmo della vigilia si è dissolto sulle preoccupazioni per il rialzo dei contagi da Covid in Cina e in altri Paesi. Milano ha terminato le contrattazioni in ribasso dell'1,45%, cosicché le perdite da inizio anno sono state pari al 13,3%. E sarebbero state ben peggiori se i listini non avessero registrato la corsa d’autunno: solamente a fine settembre il calo da inizio anno per l’indice milanese sfiorava il 26%. Non va meglio Oltreoceano, dove Wall Street si appresta a chiudere l’anno peggiore dal 2008, risentendo soprattutto dei forti cali dei titoli tech, con il Nasdaq in ribasso di oltre il 33%. Intanto lo spread italiano ha chiuso a 212 punti, mentre il rendimento dei Btp a dieci anni è salito al 4,68%, dal 4,53% della vigilia. .

Wall Street si avvia ad archiviare il peggior bilancio dal 2008

La Borsa americana è debole nell'ultimo giorno di contrattazione del 20022. Gli indici registreranno il primo anno negativo dopo tre consecutivi in rialzo e il 2022 sarà archiviato anche come il peggiore dal 2008, anno della crisi finanziaria provocata dai mutui subprime. Il Dow Jones è quello che ha avuto un andamento migliore, con un calo annuale - alla chiusura di ieri - dell'8,58%, seguito da S&P 500 e Nasdaq, con cali rispettivamente del 19,24% e del 33,03%. Nonostante le perdite annuali, il Dow sta guadagnando oltre il 15% nel trimestre e interromperà una serie di tre trimestri consecutivi in calo, così come lo S&P 500, in rialzo da ottobre del 7,35%; il Nasdaq invece sta perdendo quasi l'1% e si avvia verso il quarto trimestre negativo di fila per la prima volta dal 2001. L'anno è stata caratterizzato da un mercato ribassista volatile, da un'inflazione persistente e ai massimi degli ultimi 40 anni e da un aggressivo rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve, che hanno gravato soprattutto sui titoli tecnologici e in generale su quelli della categoria 'growth', così definita perché le valutazioni di Borsa incorporano le aspettative di una forte crescita dei fondamentali negli anni a venire.

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Investitori cauti in vista rialzi tassi e frenata economia nel 2023

Le Borse europee sono partite deboli e hanno perso quota per tutta la seduta. Nell’ultimo giorno di contrattazione del 2022 gli investitori hanno preferito alleggerire le posizioni, continuando a interrogarsi sulla performance che registreranno i mercati nel 2023. Se la vigilia Wall Street e le Borse europee sono salite sulla prospettiva che la Federal Reserve possa essere meno intransigente del previsto nella lotta all’inflazione, considerando che le richieste di sussidio alla disoccupazione sono risultate peggiori delle stime nell'ultimo dato pubblicato (il numero dei lavoratori che li hanno richiesti per la prima volta è aumentato di 9.000 unità a 225.000, contro attese per un dato a 223.000), oggi hanno di nuovo fatto dietrofront pagando dazio alle notizie provenienti dalla Cina dove sembra che dilaghi il Covid. Secondo le stime di Airfinity nella Repubblica Popolare i decessi raggiungeranno il picco il 23 gennaio e saranno circa 25.000 al giorno. D’altra parte il condizionale è d’obbligo visto che Pechino sta pubblicando numeri molto più contenuti. Nel frattempo dopo Usa, Italia e Giappone anche la Spagna impone test ai viaggiatori provenienti dalla Cina. Misure che sono state adottate anche in vista del fatto che dal prossimo 8 gennaio i viaggiatori dalla Cina dovrebbero aumentare, considerando che non saranno più obbligatorie le quarantene al ritorno nel Paese. Per altro, stando ai numeri ufficiali, i contagi da Covid stanno aumentando nel Regno Unito e negli Stati Uniti, mentre in Italia e negli stati confinanti si rileva una fase di decrescita o di stasi. Covid a parte, sullo sfondo rimangono i dubbi sull’andamento che registreranno i mercati l'anno venturo, quando dovranno fare i conti con una recessione, almeno secondo le stime degli esperti. Recessione in parte provocata anche dalle politiche restrittive delle principali banche mondiali, alle prese con l’inflazione che rimane troppo elevata (in Italia a novembre era all'11,8%). Come se non bastasse, la guerra in Ucraina non accenna a sfociare in trattative di pace. Proprio oggi il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto al leader cinese, Xi Jinping, che Mosca vuole rafforzare la cooperazione militare e tecnico-militare tra i loro due Paesi. Da parte sua, Xi Jinping ha elogiato la «partnership globale e la cooperazione strategica russo-cinese che dimostrano maturità e resistenza alle sollecitazioni di questa nuova era».

A Piazza Affari scivola Tim, arginano le perdite Amplifon e Unicredit

A Piazza Affari Telecom Italia è stata la peggiore del Ftse Mib, accusando un ribasso del 3,78%. I titoli hanno risentito della delusione per il fatto che, contrariamente alle promesse del governo, entro fine 2022 non è stata presa alcuna decisione sulla rete, in modo da portarla sotto il cappello statale come auspica l’esecutivo. Il dossier, tuttavia, è complesso e gli attori in gioco hanno posizioni distanti: il socio francese Vivendi sarebbe più propenso a una scissione della rete e in ogni caso valuta l’asset molto più dell’altro azionista, Cdp. Secondo le ultime indiscrezioni Vivendi sarebbe disposta a scendere da 31 a 24 miliardi euro, ma tale livello rimane comunque distante dai 18 miliardi stimati da Cdp. Fatto sta che dall’incontro di ieri è uscita una fumata grigia con poche indicazioni sulle decisioni future. Sono andate male le banche: Intesa Sanpaolo ha lasciato sul parterre l'1,38%, Banca Pop Er l'1,13%, Banco Bpm lo 0,89%, Mediobanca l'a,34%. Ha fatto meglio Unicredit, riducendo i danni allo 0,33%. Nexi ha perso il 2,3%, ben al di sotto del prezzo di collocamento avvenuto nel 2019 (hanno chiuso a 7,3 euro, contro 9 euro). Anche Stmicroelectronics ha lasciato sul parterre l'1,5%, sulla scia alla debolezza del Nasdaq. Moncler (-1,28%) ha risentito dei timori che la diffusione del Covid in Cina possa frenare lo shopping nel Paese, a dispetto del fatto che sono state allentate le misure di sicurezza. Sono andate male le azioni oil, che però portano a casa consistenti guadagni nel 2022 (fatta eccezione di Saipem). Tenaris, la regina dell’anno con un rialzo del 79%, è scivolata dell'1,72%, Eni del 2,25% e Saipem dell'1,87%. E' stata una giornata no anche per le utility, penalizzate dalla prospettiva di un rialzo del tassi. Enel ha segnato un ribasso dell'1,39%. Amplifon, infine. ha limitato i danni allo 0,22% portando a casa la performance migliore.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Gas: finale d’anno in discesa, prezzo giù a 73 euro Mwh (-14%)

E’ crollato il prezzo del gas ad Amsterdam, accusando una frenata del 14,5% e portandosi a 73,2 euro al Mwh, livello che non si vedeva dallo scorso febbraio. E’ invece in lieve rialzo il petrolio : il future febbraio sul Wti guadagna lo 0,48% sui 78,78 dollari al barile. Sul mercato valutario, l’euro passa di mano a 1,0680 dollari (da 1,0665 ieri in chiusura) e 140,85 yen (142,19). Il cross dollaro/yen si attesta a 131,82 (133,34).


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