la giornata

Borse in volata con ritorno speranza negoziati Usa-Cina. Piazza Affari +1,36%-

I mercati azionari hanno chiuso in positivo dopo i segnali incoraggianti sul negoziato tra Washington e Pechino in materia commerciale. Corre Wall Street

di Flavia Carletti e Andrea Fontana


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4' di lettura

L'apertura di Washington a Pechino sui dazi, con lo slittamento a dicembre delle nuove tariffe sui prodotti tecnologici di largo consumo, ha ribaltato le sorti della giornata dei mercati finanziari europei rilanciando l'azionario e il petrolio, da entrambe le sponde dell'Atlantico, e innescando
realizzi sull'oro e sullo yen. Le Piazze continentali- sottotono in mattinata per il deludente Zew tedesco e per le piazze "calde" di Hong Kong e Buenos Aires - hanno terminato tutte in buon rialzo: Milano è stata la migliore guadagnando l'1,36% grazie al riscatto del settore bancario, questa mattina ai minimi da 3 anni nel Ftse Italia Banche, e al rimbalzo dei titoli più sensibili all'andamento del negoziato Usa-Cina sui rapporti commerciali.

Usa: slittano i dazi su prodotti tecnologici cinesi
Come annunciato lo scorso 1 agosto dal presidente americano Donald Trump, i nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi entreranno in vigore l'1 settembre. Tuttavia, l’amministrazione Trump ha deciso che non tasserà alcuni prodotti per motivi «sanitari e di sicurezza nazionale». Per alcuni articoli come telefoni cellulari, laptop computer, console per videogame, certi giocattoli, monitor di computer e alcuni capi di abbigliamento e calzature i dazi slittano al 15 dicembre.

Dopo una partenza in rosso - con gli operatori a guardare soprattutto i titoli di Stato americani e la curva dei rendimenti piatta e prossima all'inversione (un segnale interpretato dal mercato con un alta probabilità di recessione per l'economia Usa) - Wall Street ha cambiato decisamente orientamento e ora sale di circa un punto percentuale. Dai dati sull'inflazione americana, risultata superiore alle previsioni nella sua componente "core", è arrivata la convinzione che il taglio di tassi Usa a settembre sarà limitato a 25 punti base.

Mattinata in rosso: Hong Kong ed economia tedesca hanno pesato
I mercati questa mattina hanno pagato la prosecuzione delle proteste anti Pechino a Hong Kong e il rischio politico in Argentina. L'aeroporto di Hong Kong è stato inizialmente riaperto ma le manifestazioni in corso hanno portato a un nuovo stop. Lo scalo è uno dei più importanti al mondo, ottavo per traffico aereo. A Buenos Aires ieri la Borsa ha perso il 38%, mentre il peso argentino è arretrato del 23% sul dollaro (e perde oggi un altro 7%) : il presidente attuale Macrì rischia di non essere riconfermato alle elezioni di ottobre e i mercati temono il peggio per l'economia argentina. In Europa sul fronte macro è arrivato un dato negativo dalla Germania. Nel mese di agosto peggiora più delle attese l'indice Zew, che misura le aspettative di crescita dell'economia tedesca. L'indice si è attestato a -44,1 da -24,5 di luglio, quando le stime erano per una flessione più contenuta a -30. Si tratta del dato peggiore da otto anni.

Banche e StMicroelectronics si riscattano a Milano
Banco Bpm
e Ubi Banca sono salite di quasi il 4%, Unicredit del 3% tra gli istituti di credito mentre i BTp recuperano terreno e lo spread si riduce chiudendo in calo a 223 punti aspettando il dibattito in Senato sui tempi della crisi di governo in Italia. StMicroelectronics ha chiuso a +3,2% sfruttando la vivacità di tutto il comparto tech e del Nasdaq (+1,9%). Bene anche l'automotive (+3,3% Pirelli, +1,5% Fca). In recupero anche i petroliferi, visto lo scatto del greggio dopo l'annuncio di Washington, e i titoli delle società ieri penalizzate dal crollo del peso argentino a
causa del rischio elevato, secondo i mercati, di una mancata conferma del presidente Mauricio Macrì alla guida del Paese sudamericano.

Spread con Bund ripiega sotto quota 230, rendimento 1,62%
Continua l'attesa sull'evolversi della crisi di Governo italiana e cala ancora la pressione sullo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts che si riporta abbondantemente sotto quota 230 punti base. In chiusura il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco si attesta a 223 punti base dai 234 del finale di ieri. Scende anche il rendimento dei BTp decennale indicato al termine della seduta all'1,62% dal riferimento di 1,75% della vigilia.

LEGGI ANCHE / Argentina, Macrì perde le primarie presidenziali: tracollano Borsa e peso

Dollaro alla riscossa, petrolio torna a guadagnare
Sul mercato dei cambi, riscossa del dollaro dopo l'inflazione Usa e soprattutto dopo l'apertura di Washington a Pechino sui dazi. Il biglietto verde è trattato a meno di 1,12 dollari per un euro e soprattutto recupera verso lo yen giapponese portandosi a 106,7 yen per un dollaro (105 stamattina). Balzo del petrolio. Il contratto del Wti a settembre al Nymex vola a 57 dollari. Il Brent sale a 60,8 dollari.

Argentina, rimbalza la Borsa di Buenos Aires. Peso sempre giù
L'indice di riferimento della borsa di Buenos Aires, il Merval, segna un rialzo dell'8% a 29.741 punti dopo il tonfo di ieri del 37,93%. Il sell-off e' stato la dimostrazione di come gli investitori siano stati negativamente sorpresi dalla sconfitta alle primarie del presidente Mauricio Macri, a favore del libero mercato. Oggi il peronista Alberto Fernandez, dato per vincitore alle presidenziali del prossimo ottobre, ha cercato di tranquillizzare dicendo che non vuole provocare un default, l'ennesimo, della nazione. Criticando Macri per avere aumentato il debito, Fernandez ha detto che in Argentina serve cambiare modello economico. Se l'azionario rimbalza, il dollaro continua a rafforzarsi sul peso. Un biglietto verde compra 57 peso.

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