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Wall Street non basta, l'Europa chiude debole con timori per Covid. Milano -0,24%

Il mercato Usa ha beneficiato delle scommesse per un nuovo piano di aiuti dopo che il segretario Usa, Mnunchin, si è detto ottimista per un accordo con i Dem

di Eleonora Micheli e Stefania Arcudi

La giornata dei mercati

Il mercato Usa ha beneficiato delle scommesse per un nuovo piano di aiuti dopo che il segretario Usa, Mnunchin, si è detto ottimista per un accordo con i Dem


5' di lettura

Chiusura debole per le Borse europee, il 30 settembre 2020, nonostante la performance di Wall Street che procede a passo di carica sulla scommessa che sia presto in arrivo un nuovo piano di aiuti all’economia Usa per chiudere poi con il Dow Jones che guadagna l’1,20%, l'S&P 500 lo 0,82% e il Nasdaq lo 0,74%. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, si è detto «ottimista» su un accordo con i democratici per varare un quinto piano di aiuti a famiglie e imprese colpite dal coronavirus. «Ci proveremo ancora, seriamente, per farcela e siamo ottimisti di poter ottenere qualcosa», ha dichiarato, facendo dimenticare il violento faccia a faccia della notte tra i candidati alle presidenziali, Joe Biden e Donald Trump, oltre che le preoccupazioni legate all’andamento dell’economia. Proprio oggi il Dipartimento al Commercio americano ha annunciato che il prodotto interno lordo statunitense è diminuito nel secondo trimestre del 2020 del 31,4%, a causa degli effetti della pandemia di coronavirus. Anche se la terza e ultima lettura del dato diffuso dal Dipartimento al Commercio ha registrato un lieve miglioramento rispetto alla seconda lettura e alle stime degli analisti, pari al 31,7%, ha riacceso i riflettori sugli effetti deleterei della pandemia, che intanto nel mondo non accenna a fermarsi. Per l’economia Usa è stata la caduta di gran lunga più pronunciata di sempre dalla Seconda Guerra Mondiale, da quando esistono moderne statistiche trimestrali sul Pil.

in Europa il focus è sui numeri dei contagi, che continuano ad aumentare, soprattutto in alcuni Stati, facendo temere nuovi lockdown all'orizzonte. Milano ha chiuso in ribasso dello 0,24%, con lo spread stabile in area 138 punti.

Segnali positivi da manifattura cinese e mercato lavoro Usa

Sul fronte macro sono oggi arrivati anche alcuni segnali incoraggianti, a parte il brutto dato sul pil Usa. Nel dettaglio, nell’attesa del dato sul mercato del lavoro che verrà annunciato venerdì, sono arrivate indicazioni confortanti da Macroeconomics Advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga, Automatic Data Processing. Nel mese di settembre l’occupazione nel settore privato è aumentata di 749.000 posti rispetto ad agosto, livello superiore alle attese. Inoltre è stato annunciato che ad agosto il numero di compromessi per la vendita di case negli Stati Uniti è salito dell’8,8%, mettendo a segno il quarto rialzo mensile consecutivo e conquistando livelli da record. Anche rispetto all'agosto del 2019 i compromessi sono aumentati del 24,2%, testimoniando un mercato immobiliare florido.
Anche in Cina è stato annunciato che l'attività manifatturiera a settembre ha registrato il livello più alto degli ultimi sette mesi secondo l'indice Pmi dei responsabili acquisti manifatturieri cinesi calcolato dall'Ufficio nazionale di statistica cinese. L'indice ha toccato 51,5 punti contro i 51 del mese precedente e contro il minimo di 37,5 punti di febbraio, in piena pandemia.
In Europa la numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha ribadito che le politiche monetarie e fiscali devono restare espansive. Ha inoltre aperto a un'ampia revisione dell'obiettivo di inflazione, adesso fissato al 2%, in modo da non «strozzare» il mercato del lavoro.

A Piazza Affari Bper sotto la lente, bene titoli oil

Sull'azionario milanese, Bper Banca ha catalizzato l'attenzione, dopo l'ok all'aumento di capitale per l'acquisto delle filiali di Intesa Sanpaolo e Ubi Banca e la revisione al ribasso delle stime di utile per il prossimo anno, visto il rinvio del closing dell'acquisto degli sportelli. I titoli, dopo un avvio debole e dopo aver perso quota per tutta la prima parte della seduta, hanno chiuso in rialzo quasi del 2%. Tra i titoli delle banche, i migliori sono però stati quelli di Banco Bpm (+3,9%). E stata una buona seduta anche per anche per Nexi (+1,54%), sempre nell'attesa di una imminente fusione con Sia. Sono inoltre state gettonate le società legate al greggio, grazie al recupero del prezzo dell'oro nero. In evidenzaSaipem (+4,9%) e Tenaris (+3,1%).

Giù Banca Generali per rumor di mancata acquisizione

In coda al Ftse Mib, invece, si sono posizionateAmplifon (-2,65%) e Banca Generali (-4,35%), quest'ultima dopo le indiscrezioni secondo cui Mediobanca avrebbe preso in considerazione e poi accantonato una ipotesi di acquisto. Giù anche Pirelli & Ci (-1,66%), Recordati (-1,99%) e Snam Rete Gas (-2,05%). Sempre sotto i riflettoriAtlantia (-1,32%, pur avendo recuperato posizioni rispetto alle ore precedenti) dopo il cda di ieri che ha detto di essere disponibile a trattare con Cdp, ma senza le garanzie richieste. In risposta all'ultimatum del Governo su Aspi, Atlantia ha elaborato una missiva all'esecutivo in cui sottolinea di essere «sempre stata coerente con gli impegni assunti il 14 luglio». La holding ha confermato la disponibilità a proseguire le trattative con Cdp nell’ambito di un processo trasparente e a valori di mercato.

Zanetti in volata dopo opa per delisting

Fuori dal listino principale da segnalare il rally di Massimo Zanetti Beveragee (+29,17%), che è volato a 4,96 euro per azione, a un soffio dal prezzo dell'Opa (5 euro per azione) annunciata ieri sera. Mzb Holding, controllata indirettamente da Massimo Zanetti, ha deciso di promuovere un’Opa volontaria per acquisire la totalità delle azioni ordinarie di Massimo Zanetti Beverage Group e ottenere così la revoca dalla quotazione sul mercato telematico della società.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro sopra 1,17 dollari, petrolio in rialzo dopo dato scorte Usa

L'euro è rimasto abbastanza stabile rispetto al dollaro, nel giorno in cui Christine Lagarde, numero uno della Banca centrale europea,ha aperto alla possibilità che sia ripensato il target di inflazione, adesso pari al 2%.
«Abbiamo un mandato gerarchico con la stabilità dei prezzi in cima. Ma il medio termine, che è un concetto flessibile, ci permette di evitare di strozzare senza necessità l'occupazione e la crescita nel caso di un supply shock che spinga temporaneamente l'inflazione e generi un rallentamento economico», ha detto la presidente, intervenendo alla XXI conferenza "The Ecb and its Watchers" a Francoforte. Lagarde ha sottolineato come la Bce abbia tradizionalmente utilizzato l'orizzonte di medio termine per definire il proprio obiettivo di inflazione in considerazione del fatto che la politica monetaria produce i propri effetti sull'inflazione con un certo ritardo rispetto all'introduzione delle misure. Al tempo stesso questo orizzonte temporale offre sufficiente flessibilità per prendere in considerazione quello che sta avvenendo nell'economia reale, inclusa l'occupazione. Le parole, però, non hanno scosso la moneta unica, complice il fatto che in questo periodo l'inflazione rimane estremamente bassa (in Italia Istat stima che a settembre sia di -0,6% su base mensile e -0,5% su base annua). Il dollaro, invece, si avvia a chiudere il miglior mese dal luglio 2019, pur essendosi allontanato dal top registrato di recente e attestandosi poco sopra la soglia di 1,17 dollari. Il petrolio, debole in mattinata, ha imboccato la strada del rialzo dopo la diffusione delle scorte Usa, inaspettatamente calate. La scorsa settimana hanno registrato un ribasso di 1,98 milioni di barili a 492,426 milioni di unità, contro attese degli analisti per un rialzo di 0,8 milioni di barili, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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