La giornata dei mercati

Le Borse vanno fuori giri: dopo il rally Milano chiude a -1,5%

I listini del Vecchio Continente, dopo la recente corsa, hanno segnato perdite tra l'1,5% e il 2%. Male le banche anche per l'estensione a gennaio dello stop ai dividendi. Attesa per le decisioni della Fed di mercoledì.

di Andrea Fontana e Enrico Miele

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I listini del Vecchio Continente, dopo la recente corsa, hanno segnato perdite tra l'1,5% e il 2%. Male le banche anche per l'estensione a gennaio dello stop ai dividendi. Attesa per le decisioni della Fed di mercoledì.


4' di lettura

Le Borse europee vanno fuori giri dopo la corsa delle ultime settimane che aveva riportato Wall Street ai livelli di inizio anno e l'azionario europeo ai massimi pre-Covid. Piazza Affari ha chiuso le contrattazioni in calo dell'1,5% dopo il +9% dell'ultima settimana, Londra ha ceduto addirittura il 2%. Wall Street chiude in altalena. Il Dow Jones perde l'1,09% a 27.272,30 punti, il Nasdaq sale dello 0,29% a 9.953,75 punti aggiornando il suo record storico. Lo S&P 500 cede lo 0,78% a 3.207,18 punti.

Il settore bancario è stato il più colpito a Milano come in tutta Europa. La raccomandazione dell'European Systemic Risk Board indirizzata a banche e assicurazioni per rimandare la distribuzione di cedole, almeno fino a gennaio 2021, ha infatti innescato le vendite sui titoli finanziari. Per Intesa Sanpaolo, al tema dividendi si è aggiunto l'orientamento negativo dell'Antitrust italiano a dare il via libera all'operazione di acquisizione di Ubi Banca. I titoli dei due istituti hanno perso rispettivamente il 4,6% e il 5%.

A questi fattori si sono aggiunti anche i dubbi da parte degli investitori sul fatto che il rimbalzo dei listini sia avvenuto in maniera troppo rapida rispetto alla ripresa dell'economia dal trauma del Covid-19. Se il programma monstre di stimoli all'economia messo in campo da banche centrali e governi per far fronte agli effetti dell'epidemia da Covid-19 ha favorito la ripresa dell'azionario, i segnali che arrivano dall'economia sono ancora pesanti. Lunedì 8 giugno la Banca mondiale ha stimato che nel 2020 il Pil scenderà del 5,2% per rimbalzare del 4,2% nel 2021 mentre per l'Italia l'Istat stima una flessione dell'8,3% quest'anno e un recupero del 4,6% il prossimo.

Wall Street in calo, attesa per la Fed

Anche a Wall Street è tempo di vendite: i listini che tirano il fiato. Con la seduta dell'8 giugno, anche l'indice S&P500 è tornato in positivo da inizio anno mentre il Nasdaq ha guadagnato il 10,6% nello stesso periodo. Il National Bureau of Economic Research (Nber), gruppo di ricerca guidato dai massimi esperti economici del Paese e, per questo, considerata la voce piu' autorevole sui cicli economici, ha confermato che l'economia americana è entrata in recessione. A pesare sul dietrofront dei mercati è anche la notizia di un aumento dei ricoverati per Covid-19 in Texas (uno dei primi Stati ad allentare le restrizioni) dove il governatore, Gary Abbott, ha dato il via alla fase 3 della riapertura delle attività economiche, permettendo a tutte di portare la capacità dei locali dal 25 al 50 per cento delle loro possibilità. Intanto, i riflettori sono già puntati sulla Federal Reserve, nel giorno in cui prende il via la riunione dell'istituto.

Tra i titoli da segnalare il calo in doppia cifra di Nikola, la società che progetta camion alimentati a energia elettrica e a idrogeno e che in una settimana dall'esordio ha visto raddoppiare il prezzo di quotazione. Nikola ha un accordo di partnership con Iveco.

A Piazza Affari Fiat perde oltre il 4%

A frenare Piazza Affari, che è tornata sotto la soglia simbolica dei 20mila punti, è stato in parte il tema dividendi e il dossier Intesa-Ubi. Secondo quanto emerso dalle risultanze istruttorie, preliminari quindi alla decisione finale dell'Authority, la fusione tra Intesa Sp (-4,6%) e Ubi (-5%), non sarebbe "allo stato degli atti suscettibile di essere autorizzata'". Ma le vendite hanno anche pesato su diversi titoli che speravano - pandemia permettendo - di poter distribuire le cedole nel secondo semestre. Sono così finiti in rosso UniCredit (-3,7%), Banco Bpm (-2,9%), Unipol (-1,9%), mentre ha limitato le perdite Generali (-1,1%) che avrebbe in programma il pagamento della sola seconda tranche. Tra i titoli peggiori Fiat Chrysler(-4,4%) dopo i dubbi dell'Ue sulla fusione con Peugeot nel segmento dei veicoli commerciali leggeri, che potrebbero far slittare l'operazione

Nexi va con il piano Colao, su Cnh l'effetto Nikola

Tra i protagonisti di giornata in positivo, Nexi e Cnh Industrial.L'ex Cartasì ha beneficiato della spinta ai pagamenti digitali che potrebbe derivare dal cosiddetto "piano Colao", mentre il gruppo di macchine per l'agricoltura e di veicoli commerciali ha sfruttato la scia dell'exploit messo a segno da Nikola a Wall Street: la start up dei camion a trazione elettrica che ha raddoppiato la propria capitalizzazione nella prima settimana di quotazione. Nikola è partecipata al 7% da Iveco, società del gruppo Cnh, con cui ha anche una collaborazione industriale.

Il greggio torna a calare, dopo l'avvio positivo

Il petrolio è sostanzialmente in linea con i livelli dell'8 giugno: Brent sopra 40 dollari al barile e Wti a New York sotto i 39 dollari. Restano infatti i timori su un eccesso di offerta a livello globale. Nella prima seduta settimanale il greggio ha interrotto una serie positiva che durava da sette sedute, dopo che l'Arabia Saudita ha deciso di non estendere oltre la fine di giugno i tagli addizionali della produzione, che finora si sono andati ad aggiungere a quelli decisi dall'Opec+. Sul fronte dei cambi, l'euro rialza la testa contro il dollaro e scambia a 1,136 (da 1,129 ieri sera) mentre si e' registrata un'altra seduta di acquisti sullo yen con la divisa unica scesa a 122,32 (da 122,64) e il dollaro a 107,71 (da 108,6).

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread BTp/Bund risale a 180 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il Bund di pari durata ha terminato la giornata a 180 punti base, in rialzo rispetto ai 176 punti della chiusura di ieri. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha chiuso all'1,50%, dall'1,44% del finale di ieri.

Per le Borse periodo di rally

A prescindere dai movimenti di breve periodo, le Borse stanno vivendo un poderoso rally ormai da mesi, sostenute proprio dalle politiche espansive delle banche centrali e dei Governi. Ormai Wall Street è a un soffio dall’annullare le perdite dell’anno, il Nasdaq è intorno ai massimi storici, la Borsa di Francoforte non è lontanta dai massimi. Dai minimi di marzo i rimbalzi sono stati fortissimi: il 50% circa per Francoforte, del 40% Wall Street, del 40% le Borse europee (indice Eurostoxx) e di oltre il 30% anche Milano.

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