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Borsa, nuovo exploit per Atlantia. Nella settimana del Conte bis Milano sfiora +3%

Lo spread è sceso a 151,7 punti nell'attesa del giudizio di Moody's. In Europa Francoforte ha vantato la performance migliore, nonostante sia emerso che a luglio la produzione industriale tedesca sia calata del 4,2% su base annua. A Milano bene anche Ferrari, deboli le utilities

di Eleonora Micheli


Germania verso la recessione, ondata di indici negativi

7' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee, in una giornata ricca di dati macro. In Europa è emerso che il pil del secondo trimestre della zona euro ha rallentato il passo, salendo dell’1,2% su base annua (dopo il +1,3 e +1,6% dei due trimestri precedenti), e che in Germania la produzione industriale l ha accusato una brusca frenata. Nel pomeriggio, inoltre, negli Stati Uniti sono stati diffusi i numeri sul mercato del lavoro di agosto a luci e ombre che pongono dubbi sulle mosse di politica monetaria della Fed. A tal proposito in serata il numero uno dell’istituto Usa potrebbe fornire qualche indicazione parlando all'“Economic Outlook and Monetary Policy” all'Università di Zurigo, in Svizzera.

Milano ha terminato le contrattazioni stabile (-0,04%), in un giorno in cui Istat ha certificato che l’economia italiana sta vivendo una fase di stagnazione. Lo spread ha chiuso in calo a 152 punti, anche se sale l’attesa per il giudizio che in tarda serata Moody’s darà sul debito pubblico italiano. Francoforte (+0,54%) è stata la migliore del Vecchio Continente, sull’ipotesi che il Governo tedesco scenderà in campo con misure di sostegno alla congiuntura negativa. Londra è rimasta sotto i riflettori, anche se dopo le ultime mosse del Parlamento inglese pare meno probabile una Brexit no deal.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Volatilità alle stelle nell'atesa delle mosse della Fed e della Bce
Le Borse europee hanno più volte cambiato la direzione di marcia e alla fine hanno chiuso abbastanza stabili. La migliore è stata Francoforte, salita dello 0,54%, in un giorno in cui è emerso un brutto dato macro: la produzione industriale tedesca ha accusato uno scivolone del 4,2% annuo nel mese di luglio, dopo il calo dell’1,1% di giugno. Il dato ha creato particolare apprensione tra gli analisti, tanto più che si somma a quella della vigilia sugli ordini all’industria manifatturiera, calati a luglio del 2,7% mensile. La Borsa tedesca ha tuttavia reagito con un rialzo, sulla scommessa che Berlino scenderà in campo con misure straordinarie per scongiurare la recessione, dopo che il pil del secondo trimestre è già calato dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, risentendo dell’andamento del commercio internazionale. Del resto proprio oggi il ministero dell’Interno ha commentato: «L’attività industriale rimane debole. Dato il debole inizio della seconda metà dell’anno e la ripresa ancora invisibile degli ordini industriali, non vi sono prospettive di miglioramento». Negli Stati Uniti il dato sul mercato del lavoro si è prestato a più interpretazioni, in vista delle mosse della Fed, il cui comitato direttivo si riunirà il prossimo 17 e 18 settembre. Da una parte la delusione per lo scarso numero di posti creati, 130mila, depone a favore di un imminente taglio del costo del denaro. D’altra parte la disoccupazione che rimane ai minimi da 50 anni e i salari medi orari, che sono saliti del 3,2% annuo (sopra il range tra 1,9 e 2,2% segnato dal 2012 in poi e oltre la media del 2% degli ultimi sei anni) alimentano i dubbi su nuovi annunci da parte dell'istituto centrale Usa, che già a luglio ha dato una sforbiciata di 25 punti base ai tassi. Fondamentale sarà anche la decisione che prenderà la Bce la prossima settimana (il consiglio direttivo si riunirà giovedì).

Il cambio euro / dollaro

Banche contrastate, deboli le utilities su ipotesi di carbon tax
A Piazza Affari le azioni delle banche si sono mosse in ordine sparso in un giorno in cui lo spread è rimasto abbastanza stabile e l'Istat ha certificato un andamento debole dell'economia. Sono andate male le utilities, che però erano andate bene nelle ultime settimane. I titoli hanno risentito della prospettiva che il nuovo Governo potrebbe presentare una proposta a firma M5S per l`introduzione di una carbon tax che colpisca l`utilizzo del carbone nei processi industriali, incluse le attività di acciaierie, cementieri e generazione elettrica. Come hanno commentato gli esperti di Equita, la misura sarebbe negativa per i due principali produttori di energia coal in Italia, ossia Enel (-0,68%) eA2a (-0,36%). D’altra parte, hanno sottolineato gli analisti, considerati gli attuali livelli di produzione, l'impatto non sarà rilevante e parzialmente compensato dal conseguente aumento dei prezzi dell`energia. I titoli di Enel, per altro, non hanno reagito alle parole dell’ad, Francesco Starace, che da Cernobbio ha confermato la possibilità che siano cedute le attività in Romania. E' passato in ombra anche l'annuncio che la società ha collocato con successo un bond per un controvalore di 1,5 miliardi di dollari con scadenza al settembre 2024, operazione che in prospettiva riduce ulteriormente il costo del debito.

Atlantia ancora sugli scudi, +10% in poche sedute
La nomina del nuovo Governo ha continuato a favorire gli acquisti suAtlantia (+1,4%), che così da fine agosto hanno guadagnato oltre l’11%, riportandosi sui livelli che non si vedevano dal crollo del Ponte Morandi. Del resto è stata accantonata l’ipotesi di una revoca delle concessioni autostradali. Il neo-ministro alle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha dichiarato in un'intervista che il programma dell’esecutivo prevede la revisione delle concessioni, con l'obiettivo di incrementare gli investimenti, la sicurezza e ridurre i costi per gli utenti. Il ministro, inoltre, ha speso parole a favore del Passante di Genova. «E’ pronto e rivederlo significherebbe perdere altro tempo», ha dichiarato.

Ancora in rialzo anche St nell'atteaa sia svelato il nuovo iPhone
St ha registrato un progresso dello 0,55%, facendo salire a circa il 10% i guadagni degli ultimi cinque giorni. I titoli rimangono sotto la lente nell’attesa che la prossima settimana sia presentato il nuovo iPhone. Secondo indiscrezioni, il gruppo di Cupertino lancerà anche smarthphone low cost per recuperare quote di mercato nei paesi emergenti. St è legata a doppio filo ad Apple, essendo quest'ultima il primo cliente del gruppo.

Bene la galassia Agnelli, Ferrari la migliore aspettando Monza
Hanno continuato a percorrere la strada del rialzo le Fiat Chrysler Automobilest (+0,2%), beneficiando ancora dell’ipotesi che non sia chiusa la porta per un’alleanza con Renault (-0,4%), soprattutto se il Governo francese rivedrà gli accordi con la giapponese Nissan. Della galassia Agnelli, Cnh Industrial, con un balzo proprio sul finale, è salita dello 0,27%, Exor ha guadagnato lo 0,91% e Ferrari l'1,16%, nell’attesa del Gp di Monza, dopo la vittoria di Charle Leclerc in Belgio. Le azioni della Juventus Fc hanno invece perso lo 0,38%, dopo la debolezza delle ultime settimane e in vista del cda che il prossimo 19 settembre approverà il bilancio 2018-2019 chiuso a giugno. Secondo la semestrale di Exor, pubblicata nei giorni scorsi, la squadra dovrebbe avere accusato una perdita attorno a 40 milioni.

Vola Enetronica, male Iervolino nell'attesa del film a Venezia
Fuori dal paniere principale, si sono distinte le Enertronica (+14,7%) e le Netweek (+11,98%), mentre hanno battuto la fiacca le azioni della matricola Iervolino Entertainment (-7,4%), nonostante la società sia al centro dell'attenzione visto che presenterà alla mostra del cinema di Venezia, in anteprima mondiale, il film in concorso “Waiting for the Barbarians”.

Thyssenkrupp in volata, Kone interessata agli ascensori
Nel resto d'Europa si sono messe in evidenza le tedesche Thyssenkrupp (+4,67%), sulla notizia che la finlandese Kone ha presentato una manifestazione di interesse per la divisione degli ascensori. Sono inoltre salite dell'1% le Siemens dopo che il gruppo ha realizzato l'emissione di un bond da 3,5 miliardi di euro.

Euro stabile nell'attesa di Powell, debole il greggio
Sul fronte dei cambi, l'euro è rimasto stabile nei confronti del dollari mentre si avvicinano appuntamenti importanti: la prossima settimana si riunirà il direttivo della Bce, che potrebbe lanciare misure espansive. IL prossimo 17 e 18 settembre, inoltre, sarà la volta del Fomc. Il petrolio, infine, è debole risentendo dei timori di un rallentamento dell’economia globale, dopo i dati deludenti sulla congiuntura europea.

Piazza Affari la migliore dell'ultima settimana e la più forte del 2019
Il nuovo Governo M5S-Pd trova ampio consenso tra gli investitori: a riprova Piazza Affari nell'ultima settimana, quella che ha visto nascere l'esecutivo, ha vantato la performance migliore d'Europa, riconquistando il primo posto del podio anche come rialzi da inizio anno. Il Ftse Mib è infatti salito in cinque sedute del 2,9%, portando al 19,7% i guadagni del 2019. Merito dello spread precipitato da 174 punti a 152 punti, con i rendimenti dei Btp a dieci anni in caduta allo 0,88% dall'1% di venerdì scorso.
Le altre piazze europee hanno guadagnato tutte attorno al 2%, fatta eccezione di Londra che è stata il fanalino di coda, salendo solamente dell'1%, in una settimana movimentata dalle sedute parlamentari e dall'approvazione della legge che allontana la prospettiva di una Brexit senza deal. Ad ogni modo da inizio anno il mercato londinese è salito dell'8,2%, meno rispetto a Parigi e Francoforte (entrambi +18,3%), ma più di Madrid che ha registrato un progresso pari al 5,2%.
Tornando a Milano il titolo che ha corso di più è stato quello di Atlantia (+11,1% in cinque sedute e +36,3% da inizio anno), in festa perché, come ha confermato nel corso di un'intervista la neo ministro alle Infrastrutture, Paola De Micheli, il Governo non revocherà la concessione autostradale al gruppo, ma piuttosto procederà a una revisione. Fatto sta che le quotazioni dell'azienda che fa capo ai Benetton hanno riconquistato i livelli che non vedevano dal crollo del Ponte Morandi, nell'agosto dell'anno scorso. Hanno inoltre rialzato la china le Pirelli (+8,6% e +8,5%), seconda per performance. Al terzo posto si è distinta Stmicroelectronics (+8,1%), che tra l'altro da inizio anno vanta una volata di oltre il 40%. L'azienda di chips ha beneficiato tanto della distensione dei rapporti tra Usa e Cina, con le due potenze che dovrebbero tornare al tavolo delle trattative a ottobre, quanto dell'attesa per il nuovo iPhone della Apple che verrà svelato la prossima settimana. La società, del resto, è uno dei principali fornitori del gruppo Usa. Per contro il peggior titolo del listino è stato quello della Juventus, che ha lasciato sul parterre il 2,8% (+34,9% da inizio anno), nonostante sabato scorso, al calcio di inizio del campionato, abbia sconfitto il Napoli. Gli investitori, però, preferiscono sposare un atteggiamento cauto in vista del bilancio 2018-2019 che verrà approvato il 19 settembre e che si profila con una perdita da 40 milioni di euro, appesantito dal cartellino di Christiano Ronaldo.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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