ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Wall Street da record, S&P500 sopra 4mila. Il New Deal di Biden dà fiducia anche all'Europa

Il maxi-piano infrastrutturale del presidente americano dà speranza sulla ripresa mondiale. Indietreggiano i tassi sui Treasury Usa. Euro ancora sotto quota 1,18 dollari

di Eleonora Micheli ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici di oggi 1 aprile 2021

4' di lettura

Effetto Biden sulle Borse europee, che hanno chiuso in rialzo, spingendosi quasi tutte sui massimi dell’anno. Il mega-piano da oltre 2mila miliardi di dollari presentato dal presidente americano ha spinto Wall Street in alto, tanto che l’S&P500 ha violato per la prima volta nella storia i 4mila punti, chiudendo a quota 4.020 (+1,2%). Corre anche il Nasdaq (+1,76%), che così recupera la debolezza registrata nelle scorse settimane e causata essenzialmente dal rialzo dei tassi dei Treasury: oggi i decennali sono in calo all’1,67%.

Del resto anche la presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, ha cercato di allontanare I timori su possibili fiammate inflazionastiche, affermando che il piano «spingerà la crescita, non l'inflazione». A corroborare la tesi sono stati anche sulle richieste alla disoccupazione, giudicati deludenti: le nuove richieste settimanali di sussidio sono aumentate nell'ultima settimana di 61.000 unità a 719.000, oltre le attese degli analisti. In Europa, comunque, gli investitori sposano ancora un atteggiamento di prudenza, sia in vista del lungo fine settimana di Pasqua, sia per i dubbi sulla ripresa, che potrebbe essere posticipata nel tempo rispetto a quella di altri Paes, come gli States, i a causa della lentezza dei piani vaccinali. In più in numerosi Paesi del Vecchio Continente sono prolungate le restrizioni per far fronte all'andamento dei contagi da Covid-19. Milano ha terminato le contrattazioni con un progresso dello 0,25%, mentre lo spread si è attestato in area 95 punti. Il listino milanese ha fatto peggio delle altre piazze, fatta eccezione per Madrid che è rimasta al palo.

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A Piazza Affari corrono farmaceutici, bene St e Moncler

A Piazza Affari si sono messe in evidenza le azioni i farmaceutiche: hanno fatto bene Recordatii (+2,20%) e Diasorin (+2,16%). Si sono mosse al rialzo anche le Stmicroelectronics (+1,7%) sulla scia del settore tecnologico in fermento in tutta Europa dopo che il colosso taiwanese Tsmc ha annunciato di voler investire 100 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per espandere la propria capacità produttiva di chip alla luce dell'aumento della domanda di nuove tecnologi. Anche Moncler (+1,7%) è stata gettonata, all'indomani della notizia che è avvenuto il closing dell'acquisizione di Stone Island. Hanno inoltre fatto bene le ra gli altri titolo in luca Amplifon (+2,1%) . Per l'azienda del piumino si apre a questo punto un nuovo capitolo di rilancio. Per contro l’ultima seduta della settimana si è invece chiusa all’insegna della debolezza per la holding Atlantia(-0,3%) dopo la presentazione dell'offerta finale per Autostrade per l'Italia da parte della cordata tra Cdp Equity, Blackstone e Macquarie. He.

Pirelli ancora sotto tono, debole anche Tim

Ancora vendite suPirelli & C(-0,2%) dopo la presentazione del nuovo piano al 2023. Secondo gli analisti, però, i target annunciati dalla società sono in linea con il consensus di mercato. «Gli obiettivi al 2022 puntano a un ebit tra 816 e 884 milioni», che è «ancora al di sotto del livello 2019 di 917 milioni nonostante efficienze nette sul fronte dei costi per 170 milioni totali tra il 2021 e il 2022», notano gli esperti di Mediobanca. «Sebbene Pirelli abbia un buon track record in termini di ristrutturazione - aggiungono - raggiunge questo livello di efficienze è abbastanza impegnativo e dalla crescita della concorrenza in alcuni mercati potrebbe derivare rischi di execution». Gli esperti di Piazzetta Cuccia confermano la raccomandazione "underperform". Deboli in chiusura anche Inwit(-0,7%) ed Enel (-0,68%). Cnh Industrial ha guadagnato lo 0,3% mentre gli investitori si interrogano da una parte sull'impatto che avrà sull'azienda il piano Biden, e dall'altra sull'eventuale esercizio della “golden power” nell'ipotesi di cessione di Iveco ai cinesi di Faw. In fondo al listino Telecom Italia (-0,4%) in attesa di sviluppi sulla rete unica dopo che è stata avvia l'operatività della newco FiberCop con l'ingresso di Kkr e Fastweb.

Panaria vola dopo il lancio dell'opa

Fuori dal listino principale sono volate del 22,8% a 1,83 euro le Panariagroup, dopo l’annuncio dell’opa finalizzata al delisting dei titoli. In effetti Finparia, il socio di riferimento dell’azienda di ceramiche facente capo alla famiglia Mussini, ha lanciato un’opa al prezzo di 1,85 euro offrendo un un premio pari al 20,8% rispetto ai valori della vigilia e del 71,1% sulla media degli ultimi sei mesi. L’offerta riguarda 11.788.406 azioni, quotate sul segmento Star di Borsa Italiana, che rappresentano il 25,99% di Panariagroup Industrie Ceramiche. Finparia già detiene oltre il 69% del capitale. Devono inoltre essere dedotti dall'opa i titoli di altri soggetti che agiscono con l’offerente (pari al 3,75%) e le azioni proprie detenute dalla stessa Panariagroup Industrie Ceramiche (pari allo 0,95%). Negli ultimi mesi sono state lanciate numerose opa finalizzate al delisting dei titoli: da Carraro a Astm, fino a Ima.

L'euro in lieve recupero sul dollaro. Petrolio in leggero rialzo

L'euro ha ripreso leggermente quota rispetto al dollaro, portandosi in area 1,176, beneficiando anche dai buoni dati dal fronte macro. L'indice Pmi manifatturiero della zona euro è salito a marzo a 62,5 dal 57,9 di febbraio, appena sopra la stima preliminare di 62,4. Ci sono stati aumenti record della produzione, nuovi ordini, esportazioni e attività di acquisto, ma i ritardi dal lato dell'offerta hanno determinato l'aumento dei costi di input. «La tendenza al miglioramento è diffusa in tutta l'area con l'aumento della domanda interna e la ripresa delle esportazioni; in netto miglioramento la fiducia delle imprese, con aspettative di crescita che hanno raggiunto livelli record a febbraio e marzo», ha affermato Chris Williamson, chief business economist di IHS Markit. In Italia, l'indice Pmi manifatturiero ha raggiunto 59,8, il livello più alto da 21 anni, dal 56,9 di febbraio. Il prezzo del petrolio, pur continuano a salire, ha rallentato la corsa dopo le indiscrezioni che l'Opec+ avvierà un graduale aumento della produzione. Il future maggio sul Wti è tornato sotto la soglia dei 60 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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