AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùle previsioni per il 2020

Borse, per Blackrock il Mes può dare stabilità. Resta l’incertezza politica per Italia

di Corrado Poggi

default onloading pic
(Ansa)

4' di lettura

Dopo il rallentamento dell'economia globale registrato nel 2019, nel 2020 si dovrebbe verificare una moderata riaccelerazione della congiuntura con conseguente riduzione dei rischi di recessione. E' quanto prevedono gli esperti di Blackrock secondo il «global outlook 2020» presentato oggi a Milano che per il prossimo anno delinea una posizione «moderatamente favorevole al rischio».
«Riteniamo che il trend di crescita si possa stabilire già nella prima metà dell'anno - ha detto il chief investment officer per l'Italia Bruno Rovelli - trainato da una ripresa del comparto manifatturiero a livello globale e dai settori più interessati dai tassi come l'immobiliare. Inoltre la domanda di servizi e di beni di consumo rimane solida così come nel complesso la situazione patrimoniale. Non bisogna tuttavia attendersi un'espansione al ritmo del 2018 anche perchè la spinta della politica monetaria si è largamente esaurita. Se prima l'attenzione collettiva era incentrata sul ciclo monetario, ora sotto i riflettori sarà maggiormente il ciclo reale e dunque non bisogna attendersi tassi di crescita sui livelli del picco di due anni fa. Ci sarà una ripresa ma limitata che comunque consentirà di invertire la rotta dopo un rallentamento che ormai dura da 14 mesi».
A livello globale, Blackrock ritiene che un aiuto alla congiuntura e alla valutazione degli asset di rischio verrà dalle condizioni finanziarie favorevoli e da un lieve aumento dell'inflazione negli Stati Uniti. In Cina è attesa una stabilizzazione dell'economia ma con scarse possibilità di maxi-interventi di stimolo all'economia come avvenuto in passato mentre nell'eurozona un fattore di supporto significativo potrebbe arrivare solo dalla politica fiscale ma Blackrock non vede la possibilità che questo avvenga, quantomeno nel corso del 2020.

Gli elementi di rischio
In questo outlook per il 2020 non mancano gli elementi di incertezza. Primo fra questi, ha spiegato Rovelli, è quello che riguarda la questione commerciale fra Stati Uniti e Cina. Al momento pare che fra i due paesi si sia instaurata una tregua anche in vista delle elezioni presidenziali americane ma «una eventuale significativa escalation delle dispute commerciali potrebbe mettere sotto pressione il sentiment del mercato e minare l'attesa ripresa del settore manifatturiero e degli investimenti in conto capitale» che sottintende la visione tattica di Blackrock. L'altro elemento di incertezza riguarda invece la Brexit anche se la netta affermazione di Boris Johnson alle elezioni sembra consentire finalmente una maggiore chiarezza su quelli che potrebbero essere gli sviluppi futuri.

Le view tattiche di investimento su azioni e bond
Per quanto riguarda le view tattiche di investimento, Blackrock ritiene che i mercati azionari siano oggi prezzati in modo ragionevole ma in una prospettiva di lungo termine appaiono maggiormente attraenti gli equity markets del Giappone, del Canada e dei mercati emergenti. Per quanto riguarda il settore obbligazionario, Blackrock ha un orientamento «underweight» sui sovrani dell'Eurozona in considerazione del fatto che i rendimenti sono scesi significativamente a causa della politica monetaria ultra-espansiva adottata dalla Bce, una politica che appare destinata a rimanere in vigore ancora a lungo. Un ulteriore restringimento degli spread appare dunque improbabile nell'eurozona. «Nell'ambito dell'esposizione ai titoli governativi - si legge nell'outlook - vediamo la necessità di una maggiore inclinazione verso i Treasury Usa che offrono un rendimento maggiore ma tenendo anche in considerazione i bond governativi cinesi». A livello corporate appaiono infine interessanti gli high-yield.

In Italia fondamentali credito solidi ma permane rischio politico
L'economia italiana può contare su fondamentali di credito solidi che legittimerebbero anche uno spread più contenuto per quanto riguarda i Btp ma continua a pagare un rischio politico che appare di lungo periodo. «I fondamentali di credito dell'economia italiana sono solidi - ha detto Rovelli - se uno guarda il surplus delle partite correnti l'Italia ha un surplus eccezionalmente robusto e la posizione finanziaria netta sull'estero del Paese è quasi in pari. Questi sono elementi di forza statica del Paese che lo rendono resiliente agli sviluppi politici che non sempre sono di molto supporto».
«Il problema del Paese - ha aggiunto - però non è la qualità statica del credito ma il fatto che non cresce. Da questo punto di vista facciamo tuttora fatica a identificare le condizioni sotto le quali la crescita italiana possa riaccelerare in modo significativo. Sicuramente non sembrano esserci le condizioni per chiudere il gap di crescita con l'eurozona, al limite per stabilizzarlo. Le condizioni in assoluto per questo obiettivo più limitato sembrano esserci, ma l'incertezza politica nel Paese rimane elevata e questo continuerà a pesare sulla fiducia in parte del settore corporate ma anche del settore consumer».

Underweight sui sovrani dell’Eurozona
Blackrock, ha aggiunto l'economista, è al momento «sottopeso» in generale sul debito sovrano dell'eurozona e in questa analisi rientrano i titoli sia dei Paesi core che periferici. «Gli spread si sono ristretti in modo importante in quest'area - ha detto - quindi vediamo scarso valore nelle obbligazioni dell'eurozona». Per quanto riguarda rischi sistemici, Blackrock «non ne vede per quanto riguarda l'Italia» ma la situazione rimane molto fluida da punto di vista del rischio politico. «E' un Paese che è stato dominato dal rischio politico nell'arco degli ultimi anni - ha detto - e purtroppo la politica ha un impatto sul debito pubblico tema che continua a pesare strutturalmente sul mercato italiano. Se uno guardasse i fondamentali di credito lo spread dovrebbe essere ancora più stretto però persiste sicuramente un rischio politico che secondo me è di lungo periodo per il Paese e in un certo senso prescinde anche da chi è al governo».

Il Mes uno strumento utile che non danneggia nessuno
Sul Mes Rovelli non ha dubbi: «E' una cosa utile, non danneggia nessuno e potenzialmente rende i mercati più stabili sotto la maggior parte delle condizioni. Non dobbiamo dimenticare che il vero problema non sono i meccanismi di cui oltretutto erano disponibili tutte le informazioni sul sito del Mes da almeno un anno. Le crisi non le generano i meccanismi ma le politiche economiche e non dobbiamo dimenticare questa cosa che è fondamentale» .
«Non è che se esiste il fondo monetario allora è più probabile che un paese faccia default – ha aggiunto - il paese fa default sia che esista o non esista il fondo monetario. E' il modo in cui fa default che cambia, può farlo in modo organizzato o in modo caotico ma al default ci si arriva per le politiche economiche, non per i meccanismi utili a gestirlo».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Corrado PoggiRedattore Radiocor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese, francese e spagnolo

    Argomenti: Bce, politica monetaria, società di rating, compagnie farmaceutiche, trasporti e auto

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...