la giornata dei mercati

Borse chiudono positive dopo la Bce, a Milano (+0,46%) corrono le banche

di Cheo Condina

Il presidente della Bce, Mario Draghi (Reuters)

5' di lettura

Seduta positiva per Piazza Affari che, dopo una iniziale reazione negativa alla decisione della Bce di lasciare tassi e QE invariati, chiude a +0,46% con gli istituti di credito in evidenza. Il presidente Mario Draghi, del resto, vede meno rischi per la congiuntura europea: per questo ha eliminato il riferimento alla possibilità di utilizzare «tutti gli strumenti a disposizione». Allo stesso tempo, i tecnici dell'Eurotower hanno alzato le stime sul pil 2017-2018 (+1,8% e +1,7%) e sull'inflazione dell'area euro all'1,7% e all'1,6%. A Milano, come detto, volano le banche con Ubi Banca (+3,2%), Banco popolare Emilia Romagna (+3,3%), Intesa Sanpaolo (+2,5%) e Mediobanca (+2,6%). Bene anche Poste Italiane (+3,2%). Sale ancora Snam Rete Gas (+2,3%) dopo il nuovo piano strategico presentato martedì mentre in coda al listino spiccano i petroliferi, depressi dal calo del greggio (Il Wti cede il 2,3% a 49,1 dollari al barile). Tenaris lascia così sul terreno il 3,2% e Saipem il 2,7% mentre Stmicroelectron - dopo le indiscrezioni sui ritardi nelle forniture per Apple - cede il 2,7%. Sul resto del listino Parmalat balza del 5% e si adegua subito al prezzo d'Opa, ritoccato questa mattina al rialzo da Lactalis. Sul mercato dei cambi, l'euro è scambiato a 1,056 dollari (ieri a 1,0546). La moneta unica vale inoltre 121,3 yen (120,92), mentre il rapporto fra dollaro e yen si attesta a 114,8 (114,66). Lo spread Btp-Bund, in altalena dopo la decisione della Bce, alla fine chiude in leggero ribasso a 187 punti base.

L'Eurotower ha inoltre ribadito che i tassi resteranno ai livelli attuali o più bassi «per un periodo di tempo prolungato e ben oltre l'orizzonte del programma di acquisto titoli». Tutto invariato anche sul fronte del Qe. «Se le prospettive diventassero meno favorevoli o se le condizioni finanziarie fossero non in linea con ulteriori progressi verso un adeguamento sostenuto dell'inflazione - ha concluso la Bce - il consiglio direttivo è pronto ad aumentare il programma a livello di ammontare o a prolungarlo».

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Petroliferi in retromarcia dopo scivolone
A Piazza Affari, come nel resto d'Europa, chiudono in rosso le azioni del settore petrolifero, risentendo dello scivolone del valore del greggio, penalizzato dopo che ieri è stato annunciato un forte rialzo delle scorte petrolifere americane: il Wti, contratto con consegna ad aprile, è sceso sotto i 50 dollari per la prima volta da dicembre. Così hanno vissuto una seduta negativa le Eni , le Saipem e le Tenaris. Gli analisti di Icpbi, comunque, hanno rassicurato che «il mercato nei prossimi mesi dovrebbe continuare a trovare sostegno grazie ai tagli Opec e non-Opec, che dovrebbero portare entro giugno a un decumulo delle scorte complessive Ocse di almeno 100 milioni di barili rispetto a dicembre 2016 (pari a circa 1/3 delle scorte in eccesso rispetto alla media storica)».

L'ANDAMENTO DEL PETROLIO WTI NELL'ULTIMO ANNO
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Stm in rosso su timore ritardo consegne ad Apple
I titoli di Stmicroelectronics hanno archiviato la giornata in netto ribasso sul timore che la società italo-francese non riuscirà a consegnare in tempo utile i componenti a Apple per il lancio del nuovo iPhone, che quindi potrebbe slittare rispetto alla commercializzazione prevista per l'iPhone 7 e 7s. Secondo rumor la società sta accusando ritardi nella produzione di componenti per le immagini 3D, realizzati negli stabilimenti di Grenoble. Componenti che il nuovo iPhone dovrà essere in grado di elaborare, cosicché questo potrebbe mettere a rischio il lancio del nuovo smarthphone, tradizionalmente previsto per il mese di settembre dalla società di Cupertino.

Dopo le parole di Draghi volano le banche

Dopo l'annuncio della Banca centrale europea sui tassi si sono indebolite le azioni delle banche ma dopo le successive parole di Draghi in conferenza stampa sono schizzate subito al rialzo con Ubi Banca, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit . Già nei giorni scorsi i titoli dei principali istituti avevano tentato il recupero sull'attesa che la Bce potesse iniziare a rivedere i tassi a partire da quelli sui depositi bancari. Una banca d'affari ipotizzava un rialzo dal -0,4% al -0,3%. Per contro oggi l'istituto guidato da Mario Draghi ha confermato a -0,40% i tassi sui depositi overnight presso lo sportello Bce. Il tasso di rifinanziamento marginale resta allo 0,25%. L'Eurotower ha anche ribadito che i tassi resteranno ai livelli attuali o più bassi «per un periodo di tempo prolungato e ben oltre l'orizzonte del programma di acquisto titoli».

Telecom in recupero ma teme ancora Iliad
Telecom Italia
ha invece vissuto una giornata al rialzo anche se i gestori sposano un atteggiamento cauto nei confronti delle azioni della compagnia guidata da Flavio Cattaneo, visto che a fine anno si profila una forte concorrenza dopo l'ingresso della francese Iliad nel mercato della telefonia mobile. Il fondatore, Xavier Niel, nei giorni scorsi ha già indicato che proporrà tariffe il 10% più basse rispetto alle attuali offerte più convenienti. L'imprenditore vuole conquistare il 10-15% della telefonia mobile italiana entro il 2020 e non esclude neppure un ingresso della telefonia fissa. Come se non bastasse rimane il nodo della compagine azionaria, con Vivendi che a breve potrebbe essere chiamata dall'Agcom a scegliere se rimanere socio forte d Telecom (ha una quota di poco inferiore al 25%) o di Mediaset, dove di recente è salita quasi al 30% del capitale.

Parmalat si porta al nuovo prezzo d'opa
Fuori dal paniere principale Parmalat sale del 5,5% a 3,03 euro, sull’onda dell’annuncio della francese Sofil di Lactalis, che ha rivisto al rialzo il prezzo dell’opa totalitaria da 2,8 a 3 euro. Gli analisti di Kepler Cheuverux consigliano di aderire all'offerta messa sul piatto dal gruppo francese.

A Parigi corre Lagardere su raddoppio utile 2016 e buone stime 2017
Lagardere balza alla Borsa di Parigi dopo la diffusione dei dati di bilancio 2016 che evidenziano un aumento del 136% dell'utile netto. Il gruppo guidato da Arnaud Lagardere ha registrato nello scorso esercizio un utile netto di 175 milioni (contro 74 mln nel 2015) grazie alle positive performance della distribuzione ma anche grazie ad importanti cessioni nel settore immobiliare. Un risultato «nettamente superiore alle nostre attese (135 mln euro)», hanno rilevato gli analisti di Gilbert Dupont in un report. Il gruppo francese ha visto l'utile operativo corrente progredire del 13,5% a 395 milioni di euro, superando i suoi obiettivi che erano di +10% a inizio anno, poi rialzati a +13% in febbraio. «Dopo una positiva sorpresa dalla pubblicazione del fatturato 2017 in febbraio, i risultati dell'anno in corso sono leggermente superiori alle nostre attese e a quelle del consensus con un ebitda a 395 milioni in crescita del 13,5% (contro +13%)», spiegano a loro volta gli analisti di Invest Securities. Lagardere prevede per l'anno prossimo un rallentamento della crescita dell'indicatore chiave (ebitda), in una forchetta di 5-8% (sempre a cambi costanti e al netto di eventuali cessioni). Nel 2016 il gruppo ha beneficiato di proventi per 211 milioni di euro dalla cessione dell'immobile Carrè Daumesnil a Parigi e di diversi beni immobiliari in Spagna. Nel 2017 il gruppo potrebbe ancora beneficiare della cessione dell'immobile di Europe 1 nell'ottavo arrondissement di Parigi con il trasferimento della redazione nell'ex immobile di Canal+.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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