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Wall Street peggiora con impennata contagi. Europa in rosso, Piazza Affari chiude a -1,8%

Preoccupano il continuo aumento dei contagi e l'introduzione di nuove misure restrittive. Francoforte la peggiore e Piazza Affari non è aiutata da S&P, che ha alzato l'outlook da "negativo" a "stabile". Tra i titoli forte calo degli energetici, bene invece Fca. Spread a 130 punti

di Paolo Paronetto

La giornata dei mercati

Preoccupano il continuo aumento dei contagi e l'introduzione di nuove misure restrittive. Francoforte la peggiore e Piazza Affari non è aiutata da S&P, che ha alzato l'outlook da "negativo" a "stabile". Tra i titoli forte calo degli energetici, bene invece Fca. Spread a 130 punti


4' di lettura

L'andamento dei contagi da coronavirus, che fa registrare quotidianamente nuovi record in molti Paesi del mondo e ha già spinto numerosi governi a reintrodurre misure restrittive, ha penalizzato ancora una volta i listini azionari europei. A peggiorare il mood degli investitori è poi lo stallo nei negoziati politici Usa per il lancio di un nuovo piano di aiuti quando manca ormai solo una settimana alle elezioni presidenziali del 3 novembre. A Piazza Affari, il FTSE MIB ha chiuso in calo dell'1,76% senza trovare decisivo sostegno dalla decisione di S&P di alzare l'outlook sul rating italiano a "stabile" da "negativo". Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, le vendite hanno colpito Moncler (-5,24%) e Nexi (-4,12%). Ha invece guadagnato terreno in controtendenza Fiat Chrysler Automobiles (+0,72%) grazie alle indiscrezioni secondo le quali l'Unione europea è ormai pronta a dare il via libera alla fusione con Peugeot. Davide Campari (-2,31%) ha invece risentito dell'inasprimento del coprifuoco deciso nel week end dal governo, così come tutti i titoli dei settori più colpiti dal nuovo decreto (Technogym, ad esempio, ha perso il 4,25%).

A livello continentale, la peggiore prestazione è stata quella di Francoforte: a pesare è stato il crollo del gruppo dei software Sap che ha tagliato le stime sui risultati aziendali. Milano invece ha beneficiato in parte del fatto che il 23 ottobre, a mercati chiusi, S&P Global Ratings ha migliorato l'outlook dell'Italia da «negativo» a «stabile».

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Wall Street in calo, timori Covid a 8 giorni dal voto

In calo anche Wall Street, dove l'inizio di settimana è segnato dal numero record di nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti e dalle delicate trattative su un nuovo piano di aiuti per l'economia statunitense, che ormai difficilmente porteranno a un accordo prima delle elezioni del 3 novembre. Venerdì e sabato, gli Stati Uniti hanno registrato oltre 83.000 nuove infezioni giornaliere, superando il precedente primato negativo di 77.300 casi registrato a luglio, secondo i dati della Johns Hopkins University. I casi globali sono oltre 43,1 milioni, con almeno 1,15 milioni di morti; negli Stati Uniti, registrati oltre 8,63 milioni di casi e almeno 225.239 morti.

Sul fronte delle trattative per il piano di stimolo, il fine settimana è trascorso senza il raggiungimento di un risultato, con la Casa Bianca e i democratici che hanno continuato a darsi reciprocamente la colpa. Infine, non aiuta il dato sulle vendite di case nuove, calato in settembre del 3,5%, deludendo le attese. Il prezzo mediano è stato di 326.800 dollari, il prezzo medio di 405.400 dollari.

Sul Ftse Mib male i petroliferi, banche in ripresa

A Piazza Affari, sono in rosso i titoli bancari, come Banco Bpm e Unicredit. Debole anche Bper: l'aumento di capitale da 802 milioni di euro della banca modenese funzionale all'acquisto degli sportelli Ubi Banca si è concluso con la sottoscrizione del 99,2% delle nuove azioni. Dal 27 ottobre l'asta dei diritti rimasti inoptati per sottoscrivere il restante 0,8% circa. Le vendite però sono trasversali ai vari settori con Moncler, Buzzi e Nexi tra i titoli più penalizzati. Nel comparto oil, cali consistenti per Tenaris, Eni e Saipem. In controtendenza Diasorin.

Fca-Psa, Ue verso decisione positiva prima del previsto

La decisione delle autorità antitrust europee sulla fusione tra Fca e Psa potrebbe arrivare prima del previsto (la Ue aveva inizialmente ipotizzato di dare il via libera entro fine anno, poi aveva indicato come nuova scadenza il 2 febbraio). Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie vicine al dossier, la Ue andrebbe verso una decisione positiva, dopo avere esaminato le proposte di Fca e Psa. Secondo quanto riportato da Reuters la formalizzazione da Bruxelles dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno. Un passaggio fondamentale per i due gruppi che, secondo la tabella di marcia attuale, prevedono di completare l'operazione entro il primo trimestre del 2021. Nessun commento dalla Commissione Ue né da Fca.

Astrazeneca in luce a Londra: passi avanti sul vaccino

A Londra in evidenza Astrazeneca: il gruppo farmaceutico ha confermato che il vaccino, su cui sta lavorando in collaborazione con l'Università di Oxford, ha mostrato una risposta immunitaria promettente e bassi livelli di reazioni avverse negli anziani, secondo un'analisi intermedia che il produttore di farmaci del Regno Unito ha definito "incoraggiante".
Il vaccino, ora in fase avanzata di sperimentazione umana finalizzata a dimostrare la sua efficacia e sicurezza, è in prima linea nella corsa a combattere il virus.

Petrolio in forte calo, recupera il dollaro

L'aumento dei nuovi contagi da coronavirus negli Stati Uniti e in Europa, i lockdown e le nuove misure restrittive varate in molti Paesi, Italia compresa, sollevano forti preoccupazioni sulla domanda di greggio. Questo sta facendo cadere i prezzi del petrolio, che già la settimana scorsa aveva registrato ribassi. Inoltre, sul fronte dell'offerta si aggiunge il fatto che la National Oil Corp, la maggiore compagnia petrolifera libica, controllata dallo Stato, venerdì 23 ottobre ha fatto sapere che la produzione arriverà a un milione di barili al giorno entro le prossime quattro settimane, un incremento superiore a quanto atteso dagli analisti. Anche l'Opec+, dopo i tagli dell'output decisi nei mesi scorsi, da gennaio 2021 dovrebbe incrementare la produzione di 2 milioni di barili al giorno. Petrolio in netta flessione a causa delle prospettive di contrazione della domanda: la scadenza dicembre sul Wti perde il 3,26% a 38,55 dollari al barile, mentre l'analogo contratto sul Brent arretra del 3,11% a 40,47 dollari.

Sul mercato dei cambi, l'euro incrocia il dollaro a 1,1820, in lieve calo dai valori di venerdì (1,1843). Euro/yen a 123,96 (da 124,05), dollaro/yen a 104,87 (da 104,59).

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread a 130 punti, rendimento BTp torna verso i minimi

Sull'obbligazionario, chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato dopo che S&P ha confermato il rating sovrano dell'Italia a BBB e migliorato l'outlook da negativo a stabile. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund ha terminato gli scambi a 130 punti base dai 132 punti del finale di venerdì. Scende ancora più nettamente il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una ultima posizione allo 0,70%
dallo 0,77% del closing della vigilia.

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