ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse senza brio, giù il petrolio. In Usa sussidi a livello pre-Covid

Piazza Affari argina le perdite e chiude in pari sulla scia del miglioramento di Wall Street. In calo i titoli petroliferi bene Tim

di Eleonora Micheli ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici di oggi 25 marzo 2021

4' di lettura

Chiusura sulla parità per le Borse europee, che sul finale hanno azzerato le perdite incoraggiate dal miglioramento di Wall Street. Del resto Oltreoceano i dati macro americani sono risultati confortanti, con le richieste alla disoccupazione scese ai livelli pre-covid e la stima sul pil del quarto trimestre ritoccata al rialzo. Ma i numeri relativi all'economia non hanno provocato timori sull'inflazione, forse grazie alle parole del numero uno della Fed, Jerome Powell , che in un'intervista ha ribadito che il processo per mettere fine agli aiuti «sarà graduale» e in «grande trasparenza». Il banchiere ha inoltre commentato che gli stimoli economici e la campagna di vaccinazione stanno permettendo all'economia di riprendersi prima del previsto e che, a un certo punto, questo consentirà alla Fed di iniziare a limitare gli aiuti forniti. I tassi sui Treasury a dieci anni hanno toccato un minimo all'1,59% e si attestano in area 1,6%, ben distante dal top della scorsa settimana in area 1,74%.

In Europa destano preoccupazione i rallentamenti della campagna vaccinale e i lockdown introdotti in vari stati. Gli investitori, però, continuano a scommettere sulla ripresa e fanno i conti anche con l'approssimarsi della fine del trimestre, ribilanciando i portafogli. I mercati hanno inoltre risentito del crollo del valore del petrolio (Wti a -5%) dopo la corsa della vigilia, provocata dal blocco del canale di Suez. Ne hanno fatto le spese le azioni del settore dell'energia e delle materie prime.

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Sul mercato valutario si rafforza il dollaro con l'euro che ha fatto un tuffo sotto quota 1,18 dopo i dati americani migliori delle stime.

Usa, i sussidi e il Pil meglio delle attese

Negli States sono stati annunciati dati macro migliori delle attese. In particolare i sussidi alla disoccupazione nell'ultima settimana sono scesi a quota 684mila, il minimo dall'inizio della pandemia un anno fa. Un segnale importante di miglioramento del mercato del lavoro che registra i primi effetti positivi della campagna vaccinale.

Migliore delle attese anche il Pil del quarto trimestre 2020, che nella lettura finale è stato rivisto al rialzo a +4,3% dalla stima precedente di +4,1%.. Nel terzo trimestre, era stato registrato un +33,4%, un rimbalzo ampiamente atteso e successivo al crollo del 31,4% nel secondo trimestre, provocato dal coronavirus.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari corre Hera, Tim in rialzo

Il FTSE MIB , debole per quasi tutta la seduta, ha riconquistato le posizioni della vigilia proprio sul finale, facendo perno su azioni più difensive come le utilities. Hera (+3,4%) è stata la migliore, beneficiando dei giudizi positivi degli analisti dopo l'annuncio dei conti del 2020 e il rialzo della cedola. In più a soffiare in poppa alle quotazioni è stata l'attenzione a livello europeo verso il comparto delle utilities, accesa dopo la pubblicazione dei conti della tedesca E.On, che non solamente ha rispettato i target, ma ha annunciato previsioni di crescita anche per l'anno in corso. Si sono messi in evidenza anche le Telecom Italia (+1%) grazie all'intenzione del Governo Draghi di stringere sul tema della rete unica. In effetti il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nell'ambito di un evento organizzato da Il Sole 24 Ore ha sottolineato la necessità di superare rapidamente lo stallo sul progetto della rete unica, progetto ritenuto ancora attuale.Dopo un avvio vivace ha perso terreno Atlantia (-0,4%) in attesa di una proposta migliorativa della cordata Cdp per Aspi. Tra i peggiori Buzzi Unicem (-4,4%) che ha pagato dazio alla previsione di un calo dei margini nel 2021. Indicazione, quest'ultima, che ha messo in ombra anche i conti del 2020 archiviati con un utile netto di gruppo in rialzo del 45,2% a 560 milioni e l'annuncio della proposta di una cedola a 25 centesimi.

Male i petroliferi, contrastate le banche

Sono andati male anche i petroliferi, sulla scia dello scivolone registrato dal greggio.Tenaris ha perso il 2,7%. le banche, deboli nel corso della seduta, hanno chiuso contrastate.Mediobanca eIntesa Sanpaolohanno difeso le posizioni, mentre hanno perso terreno le Banco Bpme le Banca Pop Er. Fuori dal paniere principale, Beghelli è stata una delle peggiori dopo i conti del 2020 chiusi con una perdita di 8,9 milioni di euro, in peggioramento rispetto al "rosso" di 1,3 milioni registrato l'anno precedente. Ora il focus è sul piano industriale, dove è prevista la dismissione degli asset ritenuti, anche in prospettiva, non strategici. Nell’attesa, il gruppo nel 2020 ha registrato ricavi inferiori rispetto a quanto previsto nel budget ma la scommessa adesso è sui nuovi prodotti per la sanificazione dell’aria. Sono invece andate bene le De' Longhi, dopo che la società ha indicato stimare una crescita media annua delle vendita a cambi costanti tra il 10% e il 12%, inclusivo della neo acquisita Capital Brands (che sarà consolidata nel 2021), nel triennio 2021-23 e un miglioramento tra 40 e 100 punti base per il margine ebitda adjusted entro il 2023 rispetto al valore reported del 2020 (15,6%).L'azienda ha inoltre annunciato investimenti nel triennio per un importo totale pari a circa 100 milioni, che si confrontano con 45 milioni sostenuti nel triennio 2018-2020.

Titoli di Stato, tassi in calo per BTp short term

Oggi è andata in porto con una buona domanda e un rendimento ampiamente negativo la prima asta del BTp short term, il nuovo titolo messo in campo dal Tesoro per sostituire il CTz. Nel primo collocamento il BTp a breve termine con scadenza fissata al 29/11/2022 ha catalizzato una domanda complessiva per 5,6 miliardi a fronte di un ammontare emesso pari a 4 miliardi di euro e un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,41. Il rendimento si è attestato a -0,39 per cento.

Sul mercato primario il Tesoro ha anche collocato la 12ma tranche del BTp a 10 anni indicizzato all'inflazione dell'area euro per un importo pari a 1,248 miliardi. A fronte di una offerta compreso tra 0,75 e 1,25 miliardi di euro, il rapporto tra domanda e offerta si è attestato a 1,31. Il rendimento è stato pari a -0,60%. Il regolamento delle due emissioni cade sul prossimo 30 marzo.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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