La giornata dei mercati

Il Dragone rallenta e pesa sulle Borse. Milano chiude a -0,8% con stacco cedole

Listini penalizzati dal pil cinese e dal calo oltre le attese della produzione industriale americana. Ancora in rialzo il petrolio

di Cheo Condina

articolo aggiornato il 18 ottobre alle ore 22.05

La Borsa, gli indici del 18 ottobre 2021

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - La frenata delle due grandi locomotive mondiali, Cina e Usa, zavorra i listini globali con l'Europa che chiude in rosso e Wall Street contrastata dopo il rally di settimana scorsa. Il pil di Pechino nel terzo trimestre è salito del 4,9%, molto meno rispetto al +7,9% del trimestre precedente mentre la produzione industriale americana, a settembre, è calata dell'1,3% su base mensile (attese +0,2%).
Le principali Borse continentali archiviano così la giornata con passivi attorno di poco inferiori all'1% con Milano (-0,83%), penalizzata comunque dallo stacco cedole di quattro big - Generali, Intesa Sanpaolo, Unipol e Banca Mediolanum, tutte in coda all'Ftse Mib - che pesa per lo 0,59%.
Tra i titoli più brillanti spiccano Banco Bpm e Bper, seguiti dal risparmio gestito, che vede Banca Generali brillante. Ancora vendite su Leonardo - Finmeccanica, già sotto pressione nelle ultime sedute per le forniture di pezzi difettosi a Boeing. In rosso i titoli industriali, in particolare la galassia Agnelli, con la holding Exor e Stellantis.
Infine, tornano a salire i rendimenti sull'obbligazionario con il Treasury decennale a un passo all'1,6% e il Btp allo 0,9% mentre il petrolio avanza ancora con il Wti a 82,5% (+0,3%).
Sul fronte dei cambi, l’euro recupera quota 1,16 dollari (1,1579 venerdì in chiusura) e si attesta a 132,61 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 114,28.

Wall Street contrastata

Apertura in calo a Wall Street, che poi in parte recupera e chiude contrastata (il Dow Jones perde lo 0,10%, il Nasdaq sale dello 0,84%, mentre lo S&P 500 avanza dello 0,34%). Alcuni fattori hanno inciso sul suo andamento: nella notte, la Cina ha comunicato di aver registrato una crescita annuale del 4,9% nel terzo trimestre, contro il 5,3% atteso dagli esperti; lo scorso mese, era stata la produzione industriale cinese a deludere le attese degli analisti. A proposito di produzione industriale, quella statunitense è diminuita a settembre dell'1,3%, contro stime per un +0,2%.. Questa mattina, poi, il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni è tornato sopra l'1,61%, aumentando le pressioni sui tech, con gli investitori che ruotano i titoli in portafoglio privilegiando i cosiddetti 'titoli value', come quelli delle banche.

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La scorsa settimana è stata caratterizzata dall'andamento positivo delle trimestrali, in particolare di quelle delle banche. Il Dow Jones ha registrato un +1,58%, la migliore settimana da giugno; lo S&P 500 ha guadagnato l'1,82%, miglior settimana da luglio; il Nasdaq Composite ha aggiunto il 2,18%, miglior settimana da agosto. Finora, 41 componenti dello S&P 500 hanno comunicato i risultati del terzo trimestre: nell'80% dei casi, registrati dati migliori delle attese. Secondo i dati ottenuti e le stime per le altre società, il terzo trimestre dell'anno dovrebbe chiudersi con una crescita dei profitti del 30%, il terzo miglior trimestre per le società sullo S&P 500 dal 2010, per FactSet.

Usa, a settembre cala la produzione industriale

A settembre, la produzione industriale negli Stati Uniti è calata rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un leggero rialzo. Stando alla Federal Reserve, l'indice ha registrato un ribasso dell'1,3% a quota 100, mentre le attese degli analisti erano per un +0,2%. Il dato di agosto è stato rivisto da +0,4% a -0,1%. La produzione manifatturiera ha registrato un calo dello 0,7%, con la produzione di veicoli e delle sue componenti crollata del 7,2%, a causa della carenza di semiconduttori; quella del settore minerario è calata del 2,3%, per le utilities registrato un -3,6%. A pesare sono state anche le conseguenze del passaggio dell'uragano Ida, soprattutto sul settore minerario. Nel terzo trimestre dell'anno, comunque, la produzione industriale è aumentata del 4,3%, quinto trimestre consecutivo con un guadagno di almeno il 4%. L'utilizzo della capacità degli impianti - che misura la produzione industriale rispetto al potenziale - è diminuito di 1 punto percentuale al 75,2%. Il dato resta sotto la media di lungo periodo (1972-2019) del 79,6%; prima dell'ultima recessione, il dato era solitamente oltre l'80%.

Cina, crescita rallenta tra crisi energia e bolla immobiliare

La crescita del Pil della Cina ha rallentato vistosamente il passo nel terzo trimestre del 2021, salendo del 4,9% annuo, ai minimi degli ultimi 12 mesi, dopo il +7,9% registrato nel secondo trimestre. Lo ha annunciato l'Ufficio nazionale di statistica cinese, secondo cui la crescita congiunturale e' stata dello 0,2%, a fronte dell'1,5% dei tre mesi precedenti e dello 0,5% atteso. A pesare sulla crescita e' stato un mix negativo di fattori tra cui spiccano la crisi energetica, i timori per l'esplosione di una bolla immobiliare dopo la crisi di Evergrande e i focolai del Covid-19 che si sono registrati nel terzo trimestre nel Paese.

Inoltre la produzione industriale cinese ha segnato a settembre 2021 un incremento del 3,1% su base annua. L'aumento e' inferiore al +5,3% annuo segnato nel precedente
mese di agosto. In particolare la produzione di acciaio ha segnato una flessione del 21,2% su base annua.In miglioramento, invece, le vendite al dettaglio che hanno registrato un aumento del 4,4% nel mese di riferimento dal +2,5% annuo segnato ad agosto.

A Piazza Affari, stacco cedola per 4 big del listino

Stacco cedola per quattro big del listino milanese in programma: l'operazione ha determinato un calo tecnico in avvio del Ftse Mib pari allo 0,59%. A trattare ex dividendo saranno: Intesa Sanpaolo (0,0996 euro per azione) che distribuirà circa 1,9 miliardi di euro provenienti dalla riserva straordinaria; Generali che staccherà 0,46 euro per azione, seconda parte dell'erogazione complessiva da 2,31 miliardi di euro iniziata in primavera con il dividendo da 1,47 euro per azione ; Banca Mediolanum che pagherà ai suoi soci la seconda tranche da 553,7 milioni del dividendo (0,75333 euro) deliberato nell'assemblea degli azionisti della primavera scorsa; Unipol che distribuirà riserve per 201 milioni attraverso una cedola da 0,28 euro per azione.Guardando ai rendimenti, lo stacco di Intesa corrisponde a un 3,86% sul prezzo di chiusura di venerdì. Il rapporto cedola/prezzo e' del 2,44% per Generali, del 7,6% per Banca Mediolanum e del 5,3% per Unipol.

Banche ancora in evidenza: torna caldo il dossier M&A

Stellantis cede terreno il giorno dopo che la società ha stretto con LG Energy Solution un memorandum of understanding per la creazione di una joint venture finalizzata alla produzione di batterie agli ioni di litio in Nord America. Stmicroelectronics perde nel giorno in cui Philips ha annunciato di avere registrato vendite in frenata nel terzo trimestre (-7,6%), risentendo della carenza di chips. Sono in rialzo le azioni oil, con Eni che si attesta ben al di sopra dei 12 euro. Torna a scaldarsi il dossier delle aggregazioni bancarie vista l'intenzione del Governo italiano di prorogare per ulteriori sei mesi gli incentivi sotto forma di crediti di imposta alle aggregazioni, l'agevolazione scade al momento a fine 2021: Banco Bpm e Banca Pop Er ancora in evidenza, Banca Generali la migliore nel risparmio gestito.

Le vendite sui titoli del lusso in tutta Europa, a cominciare dalle francesi Lmvh, Kering e Hermes, sono state le conseguenza del rallentamento della crescita cinese mentre la svizzera Richemont ha sofferto anche le indiscrezioni sulla possibile cessione di Yoox Net-a-Porter, controllata e-commerce del gruppo. Giù ad Amsterdam Philips che ha tagliato le stime sugli utili e sui ricavi 2021 dopo che il terzo trimestre ha visto una contrazione delle vendite del 7,6% (4,2 miliardi) e una flessione del 25% del margine operativo lordo.

BTp, rendimento 10 anni torna a 0,90%

In rialzo lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il pari durata tedesco segna 105 punti base dai 104 punti del finale di venerdì scorso. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si e' attestato allo 0,90% dallo 0,87% registrato al closing precedente.

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