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Borse deboli, il doppio tonfo di Juventus e Prysmian atterra Piazza Affari

di S. Arcudi e P. Paronetto


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4' di lettura

Il doppio tonfo di Juventus Fc (-11,11% dopo la sconfitta in Champions League) e Prysmian (-9,48% dopo il nuovo stop al progetto Westernlink) ha messo al tappeto Piazza Affari, che ha chiuso la giornata in calo dello 0,47% sul FTSE MIB. Peggio ha fatto Londra, che ha scontato la debolezza di alcune big dopo i risultati di bilancio, mentre hanno terminato poco mosse Francoforte e Parigi (qui l'andamento dei listini). Tornando alle blue chip milanesi, le vendite hanno colpito anche le banche (-2,76% Unicredit) nonostante lo spread BTp-Bund in calo in area 270 punti base. Bene invece Atlantia (+1,57%), grazie ai conti della controllata spagnola Abertis, e Amplifon (+2,16%).

I mercati hanno digerito alcuni dati macro in chiaroscuro (il Pmi manifatturiero è calato nell'Eurozona e in Germania, mentre è salito in Francia, dove è invece rallentata l'inflazione), mentre più in generale gli occhi continuano a essere puntati sul braccio di ferro commerciale tra Stati Uniti e Cina, nella speranza che sia trovato un accordo di principio per mettere fine alla disputa. Il presidente americano Donald Trump ha aperto alla possibilità di fare slittare la scadenza del primo marzo, quando i dazi su prodotti cinesi per 200 miliardi di dollari dovrebbero essere alzati dal 10 al 25%. Ieri, senza particolari sorprese, i verbali della riunione della Federal Reserve hanno segnalato consenso per sospendere la normalizzazione del bilancio entro la fine del 2019, anche se i membri della Banca centrale americana non sono sicuri sulla tempistica per il prossimo rialzo dei tassi.

E' debole anche Wall Street per via di una serie di dati macroeconomici deludenti, che tornano ad alimentare preoccupazioni per un rallentamento dell'economia globale. Sul fronte macroeconomico, per la prima volta in quasi tre anni l'indice manifatturiero della Fed di Filadelfia è finito in territorio negativo a febbraio. Gli ordini di beni durevoli a dicembre sono saliti al passo più veloce di agosto (+1,2%), ma meno delle stime degli analisti. L'unico dato per ora incoraggiante è stato quello delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, scese più del previsto sui minimi di un mese fa: è un segnale che dopo lo shutdown record del governo federale, il mercato del lavoro si sta rafforzando di nuovo. L'indice Pmi manifatturiero, d'altra parte, è sceso ai minimi da 17 mesi.

A Piazza Affari a fondo Prysmian e Juventus
Prysmian non ha fatto prezzo in avvio dopo i nuovi problemi per WesternLink, il collegamento in cavo sottomarino tra Scozia e Galles. Ieri dopo la chiusura la società ha comunicato che «durante la trasmissione di energia regolata da un early use agreement siglato da entrambe le parti, è stato rilevato un problema che ha determinato la temporanea interruzione del sistema». Sono deboli le banche, nonostante il ribasso dello spread, ora a 267 punti, dopo l'avvio in leggero rialzo a 279 punti. Sul fronte opposto svettano Moncler, dopo che il Ceo Ruffini ha anticipato che i conti 2018 saranno buoni, e Amplifon. Più debole Tenaris in calo nonostante il rialzo di utile e ricavi 2018, mentre Telecom Italia sale nel giorno in cui il Ceo Luigi Gubitosi presenta in consiglio il nuovo piano che punterà sulle alleanze. Fuori dal listino principale, tra le migliori Gambero Rosso (in volatilità a +25,35%), Class Editori e Il Sole 24 Ore (entrato in volatilità a +11,52%), che continua a correre da alcuni giorni.

Juventus ko dopo debacle in Champions
La Juventus Fc è arrivata a perdere più dell'11%, dopo non essere riuscita a fare prezzo per diversi minuti in apertura, e paga la pesante sconfitta in Champions di ieri sera sul campo dell'Atletico Madrid per 2-0. Un passivo importante che pregiudica il passaggio ai quarti di finale della massima competizione continentale alla quale, come noto, è legata una fetta significativa dei ricavi dei grandi club europei. Ora, tra tre settimane, nella gara di ritorno che si disputerà a Torino, alla Juventus servirà un'impresa per ribaltare il risultato di Madrid. Intanto la Borsa punisce il titolo che comunque veniva da un lungo rally ed era vicino ai massimi storici.

Atlantia tra le migliori dopo conti Abertis
Seduta positiva per Atlantia, tra le migliori a Piazza Affari, dopo i conti della neo acquisita Abertis (nell'autunno scorso è stata costituita Abertis Partecipaciones, società di diritto spagnolo il cui capitale è detenuto da Abertis HoldCo S.A., veicolo a sua volta partecipato da Atlantia al 50% più una azione, Acs al 30% e Hochtief al 20% meno una azione). I risultati di Atlantia saranno pubblicati il 4 marzo. Secondo gli analisti, l'Ebitda di Abertis è stato in linea con le previsioni, mentre l'utile netto ha superato le stime e lo stesso vale per il debito finanziario netto, calato da 15,36 a 13,27 miliardi, grazie anche a una riduzione del capex (650 milioni contro gli 1,091 miliardi attesi). In particolare, nel 2018 il fatturato di Abertis è calato dello 0,3% a 5,271 miliardi, contro i 5,337 miliardi previsti, l'Ebitda è salito del 3% anno su anno a 3,549 miliardi e l'utile netto è aumentato dell'87% a 1,681 miliardi, meglio dei 931 milioni attesi.

Andamento dello spread Btp / Bund

Petrolio poco mosso, oro ai massimi da 10 mesi
Sul mercato dei cambi, l'euro è indicato a 1,1332 dollari, in lieve calo dagli 1,1342 di ieri, e a 125,48 yen (125,61), mentre il rapporto dollaro/yen è a 110,72 (110,85). In cauto ribasso il prezzo del petrolio: il future aprile sul Wti cede lo 0,42% a 56,92 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent si attesta a 67,04 dollari (-0,06%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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