La giornata dei mercati

L’Europa chiude in rosso nel giorno di Powell, a Piazza Affari (-1,4%) Saipem precipita a -21%

Il presidente della Fed ha confermato l'impegno a ridurre l'inflazione alzando i tassi di interesse e definito «molto forte» l'economia americana. In deciso ribasso il petrolio, euro vicino a quota 1,06 dollari. Spread a 200 punti

di Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 22 giugno 2022

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Seduta di vendite per le Borse europee, che tuttavia chiudono lontane dai minimi dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, pur confermando la stretta di politica monetaria necessaria per mettere un freno a un'inflazione «sorprendentemente alta», ha rassicurato sulla tenuta dell'economia americana, che rimane «molto forte». Cresce intanto l'attesa per l'esito degli stress test della Federal Reserve sulle 34 principali banche Usa, che si conoscerà domani. In base ai risultati degli esami sul capitale, a partire da lunedì prossimo le banche Usa potranno annunciare al mercato la distribuzione dei dividendi e soprattutto i corposi piani di buyback azionari.

Wall Street chiude debole. Il Dow Jones perde lo 0,16% a 30.481,88 punti, il Nasdaq cede lo 0,15% a 11.053,08 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,13% a 3.759,84 punti.

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A Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso in calo dell'1,36% dopo essere arrivato a perdere oltre due punti percentuali. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, Saipem è precipitata dopo il lancio dell'aumento di capitale da 2 miliardi: i termini dell'operazione la rendono «fortemente diluitiva» in base al regolamento di Borsa Italiana. Male il settore energetico che sconta il tonfo del prezzo del petrolio: Tenaris ed Eni hanno chiuso in deciso ribasso. Realizzi su Leonardo - Finmeccanica, martedì maglia rosa del Ftse Mib, mentre hanno guadagnato terreno in controtendenza Finecobank, Nexi e Amplifon.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Sul Ftse Mib penalizzati i ciclici, tengono meglio le banche

La maggior parte dei settori sono stati colpiti dalle vendite con quelli più ciclici, che più risentono dei timori per una recessione provocata dal rialzo dei tassi per frenare l'inflazione, particolarmente penalizzati. Hanno quindi perso quota i titoli tecnologici come Stmicroelectronics e quelli dell'auto come Stellantis. Hanno tenuto meglio le banche, per cui il rialzo dei tassi, almeno nel breve periodo, avrà soprattutto conseguenze positive sostenendo il margine di interesse. In ordine sparso, così, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Bper , Mediobanca e Banca Mediolanum.

Al di fuori del paniere principale Casta Diva Group ha registrato la migliore prestazione del listino dopo che Valuetrack ha avviato la copertura sul titolo fissando un "fair value" a 1,25 euro per azione, vale a dire circa il doppio della chiusura di martedì. Per gli analisti, infatti, quella attuale è «una valutazione decisamente non adeguata».

Petrolio in calo, l'euro avvicina quota 1,06 dollari

Sul mercato dei cambi, l’euro chiude di slancio una seduta volatile: la moneta unica ha superato quota 1,06 dollari prima di assestarsi a 1,0591 da 1,0558 ieri in chiusura. Un euro vale anche 143,84 yen (143,81), mentre il rapporto dollaro/yen è a 135,83 (136,19). Come detto, è in forte calo il prezzo del petrolio: il future agosto sul Wti perde il 4,56% a 104,53 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent scivola del 4,14% a 109,9 dollari. In progresso dell'1,6% a 127,5 euro per megawattora il prezzo del gas naturale in Europa.


Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread in calo a 200 punti, rendimento al 3,65%

Sull'obbligazionario, chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund che, pur in una seduta positiva per i titoli di Stato europei, ha registrato un guadagno limitato rispetto al Bund in ragione della sovraperformance del titolo decennale tedesco (rendimento in calo di 13 punti all'1,65%). A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 200 punti, dai 202 punti base della seduta precedente. Calo nettamente più sensibile per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,65% dal 3,80% del closing della vigilia.

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