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Borse euforiche, Piazza Affari riconquista i massimi da settembre

di Eleonora Micheli


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(ANSA)

6' di lettura

Chiusura in netto rialzo e sui massimi di giornata per le Borse europee (segui qui l'andamento dei principali indici), che hanno iniziato il mese d’aprile con il segno più, nonostante dati macro europei poco confortanti. Nel Vecchio Continente, infatti, a febbraio l’attività manifatturiera è scesa a marzo ai minimi dall’aprile 2013 (l’indice Pmi si è portato a 47,5 punti), risentendo del crollo dell’attività in Germania, dove l’indice si è portato sui livelli più bassi dal luglio 2012 (a 44,1 punti). D’altra parte gli investitori si sono concentrati sulle notizie positive: in Cina l'attività manifatturiera è tornata a crescere, con l’indice che a marzo ha registrato il miglior risultato da otto mesi (indice Caixin a 50,8). Gli investitori, inoltre, sono ottimisti sulle trattative tra Stati Uniti e Cina per un accordo commerciale. Milano ha terminato le contrattazioni in rialzo dell'1,1% (nuovo massimo da settembre), nonostante l’Ocse abbia annunciato di prevedere un anno di recessione per l'Italia, con il pil 2019 in calo dello 0,2%. Lo spread è salito di oltre 5 punti a 268,6 punti, ma più che altro per un effetto tecnico legato all'aggiornamento dei benchmark. In serata, chiusura in rialzo a New York col Dow Jones che guadagna l'1,27% a 26.258,48 punti, il Nasdaq l'1,29% a 7.828,91 punti e l'indice SP500 l'1,16% a 2.867,17 punti.

Andamento dello spread Btp / Bund

Borse proseguono trend di crescita anche se dati macro sono deludenti
Le Borse europee proseguono nella via del rialzo imboccata con l’inizio del 2019, con Piazza Affari che ha recuperato i livelli del settembre 2018. Gli investitori si sono concentrati sul bicchiere mezzo pieno e così hanno festeggiato le notizie sull’attività manifatturiera cinese, tornata in espansione, mentre hanno ignorato il brutto dato sull’attività europea, peggiorata ancora nel mese di marzo, risentendo dello scivolone dell’attività tedesca il cui deterioramento è stato provocato da una diminuzione acuta e accelerata di nuovi ordini. In Italia l’indice Pmi di marzo è sceso a 47,4, dai 47,7 di febbraio. Intanto oggi l’Ocse ha lanciato un grido d’allarme sull’Italia, la cui economia dovrebbe calare dello 0,2% quest’anno.

L’Organizzazione ha suggerito una marcia indietro sul regime di pensionamento anticipato introdotto con Quota 100. Mossa che consentirebbe di liberare 40 miliardi di risorse entro il 2025. Per altro oggi anche il vicepresidente della Bce, Louis de Guindos, all’Europarlamento ha dichiarato che «passi indietro sulle riforme (sulle pensioni) dovrebbero essere evitati». Per l’Ocse il rapporto tra deficit e pil in Italia quest’anno si spingerà al 2,5% e al 3% l’anno venturo, spingendo in alto anche il rapporto tra debito e pil previsto quest’anno al 134% (dal 132% del 2018) e al 135% nel 2020. Ma il ministro all’Economia, Giovanni Tria, ha subito rassicurato che il rapporto tra deficit e pil sarà migliore rispetto alle indicazioni dell’Ocse.

Bene le banche, Unicredit in prima fila
A Piazza Affari sono andate bene le banche, Ubi Banca ha guadagnato il 3,6%, Banco Bpmil 2,97% e Banca Pop Er l'1,37%. Inoltre Intesa Sanpaoloha registrato un +1,59% e Mediobanca un +0,97% Unicredit ha vantato la performance migliore del Ftse MIb ((+4,3%), beneficiando della raccomandazione positiva di Goldman Sachs, che ritiene che la ristrutturazione della banca può dirsi avvenuta in anticipo e che l'istituto sia sulla strada giusta per centrare l'obiettivo di 9% nel ritorno sugli asset tangibili quest'anno.

Sono inoltre andate bene le Saipem (+2,3%), grazie alle indiscrezioni sulla possibile cessione delle attività di perforazione. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo di servizi per l'industria petrolifera starebbe conducendo trattative separate per valutare la cessione delle attività di drilling onshore e offshore. Tali attività contano per poco più del 10% sui ricavi di Saipem. Equita Sim ritiene ragionevole una valutazione di circa 1,9 miliardi di euro per le divisioni eventualmente in vendita. Mediobanca Securities, però, ha gettato acqua sul fuoco ricordando che in passato il management ha più volte espresso la volontà di creare joint venture con altri gruppi nell'attività di perforazione piuttosto che esplorare una vendita.

Fca sotto la lente. Ancora in rialzo Buzzi
Fiat Chrysler Automobilesha registrato un rialzo del 2,4% mentre il mercato si interroga sul futuro della società. Dopo la chiusura di Borsa sono usciti i dati sulle vendite a marzo, che per Fca si sono tradotte in un calo di quasi il 20%. Il Financial Times ha indicato che la società guidata da Mike Manley punterebbe ad accordi con altre case auto per condividere le piattaforme. Un’aggregazione sarebbe eventualmente rimandata a un secondo momento. «Se i rumours delle ultime settimane si concretizzassero con accordi di questo genere sarebbe un evento positivo, ma di impatto diluito nel tempo e di minor portata rispetto ad una fusione che allo stato attuale continuiamo a ritenere più difficile», hanno commentato gli analisti di Equita. Buzzi Unicemi ha guadagnato il 3% ancora sull'onda dei conti del 2018 annunciati la scorsa settimana.

Male Prysmian e Telecom Italia
Sono invece andate male lePrysmian (-0,98%) sull’onda dei giudizi negativi di Goldman Sachs e di Jp Morgan. Quest’ultima ha in verità mantenuto la raccomandazione "overweight", ma ha abbassato le proprie stime, mettendo in conto che l’azienda si appresta a vivere ancora un anno di transizione risentendo dell'integrazione con General Cable, della messa a punto del progetto Western Link e dell’attesa sul portafoglio ordini. I conti del primo trimestre, che verranno esaminati dal cda del 13 maggio, potrebbero risultate deludenti. D’altra parte Jp Morgan avverte che la debolezza delle azioni potrebbe essere interrotta, in senso positivo, dall'atteso contratto per il progetto Viking Link, la cui assegnazione è attesa entro la fine del secondo trimestre.

Sono state vendute le azioni di Telecom Italia(-1,7%), tanto da registrare la performance peggiore del Ftse Mib. Sono scattate le prese di beneficio dopo l’exploit di venerdì scorso, quando il mercato ha festeggiato la decisione di Vivendi di rinunciare alla votazione sulla richiesta di revoca di 5 consiglieri nominati da Elliott l’anno scorso. D’altra parte gli investitori sono ancora dubbiosi sul futuro dell'azienda dal momento che, come hanno notato gli esperti di Equita, «non è chiaro se la decisione di Vivendi sia un segnale di volontà di pacificazione o semplicemente una constatazione che la richiesta non sarebbe stata approvata dall’assemblea». Non a caso, secondo indiscrezioni e secondo i numeri di voto, il gruppo francese si è astenuto dal voto sugli altri temi all`ordine del giorno, inclusa l`approvazione del bilancio 2018. .

A Londra, Easyjet in calo quasi del 10% su timore Brexit
Nel resto d'Europa, Parigi ha è salita dell'1%, Francoforte dell'1,35% e Madrid dell'1,1%. E' rimasta un passo indietro Londra, guadagnando lo 0,52% e pagando ancora una volta dazio all'incertezza per la Brexit. Nella City la compagnia aerea low-cost Easyjet ha accusato un tonfo del 9,7%, dopo l'allarme lanciato dalla società sull'andamento del business nel secondo semestre (contabilmente da aprile a settembre, dunque sostanzialmente il periodo estivo) a causa della Brexit. «Vediamo un'attività più debole nel Regno Unito e in Europa, principalmente per le incertezze a livello macroeconomico e i numerosi punti interrogativi legati all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea», ha sottolineato il direttore generale della compagnia low cost, Johan Lundgren.

Euro sale sul dollaro. Occhi puntati sulla sterlina
Sul mercato valutario, l'euro è rimasto stabile nei confronti del dollaro a 1,1217 (da 1,1218 di venerdì). Ha ripreso vigore la sterlina nell’attesa del nuovo round al Parlamento inglese con i voti indicativi su proposte alternative all'accordo May. L’euro-sterlina si attesta a 0,8545 (da 0,8606 di venerdì), mentre il cambio sterlina-dollaro è pari a 1,3124 dollari (dagli 1,3035). Infine è in rialzo il petrolio: il wti, contratto con consegna a maggio, sale dell'1,56% a 61 dollari al barile.

Cina: per indice Caixin manifatturiero ai massimi da 8 mesiL'attività manifatturiera in Cina ha registrato a marzo il suo miglior risultato da otto mesi a questa parte. L'indice dei responsabili degli acquisti per il settore manifatturiero, calcolato da IHS Markit per il gruppo Caixin, si è attestato il mese scorso a 50,8, in miglioramento rispetto al 49,9 di febbraio, e al livello più elevato da luglio 2018. Una cifra maggiore di 50 indica un'espansione dell'attività e, inferiore a 50, una contrazione.

Vendite al dettaglio deludenti negli States
Negli Stati Uniti sono stati pubblicati dati deludenti sulle vendite al dettaglio. A febbraio sono diminuite per la seconda volta in tre mesi, deludendo le attese degli analisti. Il dato, reso noto dal Dipartimento del Commercio americano, è calato dello 0,2% su base mensile, mentre gli analisti avevano messo in conto un +0,2%. Escludendo le vendite di veicoli c'è stato un calo dello 0,4%; escludendo anche i carburanti, il ribasso è stato dello 0,6%. Il dato di gennaio è stato rivisto da +0,2% a +0,7%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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