ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Europa spinta dalle speranze di ripresa, Milano (+0,6%) a un soffio dal record. Rally petrolio dopo Opec+

Gli indici manifatturieri si sono attestati a livelli record, l'inflazione Ue è salita al 2%. Spread chiude in calo a 107 punti, rendimento decennale in calo sotto 0,90%

di Stefania Arcudi ed Eleonora Micheli

Aggiornato alle 18.05

La Borsa, gli indici dell'1 giugno 2021

4' di lettura

Chiusura in rialzo, ma sotto i massimi di seduta per le Borse europee che durante le contrattazioni si sono riportate a livelli record. I timori legati all’inflazione e l’andamento contrastato di Wall Street hanno incoraggiato sul finale un andamento più cauto dei listini, che in precedenza hanno festeggiato i dati macro incoraggianti sulla manifattura europea e le aspettative per una ripresa economica florida, anche se l'inflazione sale al 2% dall'1,6% di aprile. Contribuisce anche il rally del greggio sulla previsione di un incremento della domanda di carburanti con la ripresa dei viaggi estivi e dopo le decisioni dell'Opec+ sulla produzione.

Così a Milano il FTSE MIB ha chiuso in rialzo, dopo avere toccato il top da ottobre 2008, arrivando a un massimo di seduta di 25.553 punti prima ridurre i guadagni. E' stato così superato il massimo di 25.478 punti del 19 febbraio 2020, prima che scoppiasse progressivamente l'epidemia di Covid. L'indice, come detto, si è portato sopra la soglia dei 25.500 punti per la prima volta dal 3 ottobre 2008 (quel giorno aveva chiuso a 25.911 punti), circa due settimane dopo il fallimento di Lehman Brothers che avrebbe poi trascinato le Borse in una spirale di volatilità e ribassi. Intanto il DAX 30 ha confermato i suoi massimi storici e il CAC 40 quelli dal 2000 (scoppio della bolla della New Economy).

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Wall Street in rialzo, fiducia su ripartenza

Andamento positivo anche per la Borsa americana al ritorno dalla pausa per il Memorial Day, dopo i dati da record sul Pmi manifatturiero (in rialzo a maggio a 62,1 punti, dai 60,5 di aprile) e a quelli sopra le stime sull'Ism manifatturiero (salito da 60,7 a 61,2 punti in maggio). Questo potrebbe spingere Dow Jones e S&P 500 oltre i loro record. Gli investitori non si sono fatti spaventare dall'inflazione Pce, che ha toccato i massimi degli ultimi 13 anni con il dato mensile (+0,6%) e annuale (+3,6%), convinti dalla Fed che l'aumento dei prezzi sarà solo transitorio e non provocherà cambiamenti nelle politiche molto accomodanti della Banca centrale. A prevalere è ormai l'ottimismo sulla ripresa, rafforzato da un deciso calo dei nuovi casi di Covid-19 e da una campagna di vaccinazione efficiente, con più del 50% della popolazione statunitense che ha ricevuto almeno una dose di vaccino.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari corrono i titoli oil e Atlantia. Occhi sulle Opa

A Piazza Affari sono state ben comprate le azioni del comparto ‘oil’, beneficiando della corsa del greggio, con Tenaris, Eni e Saipem in cima al Ftse Mib. Sotto i riflettori Atlantia con la cessione di Aspi a Cdp-fondi ormai vicina agli accordi vincolanti. Hanno inoltre fatto bene le azioni delle banche, con Intesa Sanpaolo in prima fila. Per contro hanno perso quota Diasorin e Amplifon, in una seduta poco brillante per il comparto farmaceutico/sanitario in Europa. Sul resto del listino tengono banco le offerte pubbliche: Cattolica Ass è rimasta sopra il prezzo dell'Opa lanciata da Generali, Retelit si consolida sopra l'Opa lanciata dal fondo Asterion.

BTp, rendimento decennale in calo sotto 0,90% dopo dati

I rendimenti dei titoli di Stato italiani, in scia con l'andamento del reddito fisso europeo, hanno virato nettamente al ribasso dopo la diffusione dei dati su Indice Pmi, Pil e inflazione nell'Eurozona. Dopo un avvio stabile a quota 0,92% il rendimento del BTp benchmark decennale ha imboccato rapidamente la strada del ribasso varcando la soglia dello 0,90% per scendere allo 0,88% e quindi chiudere allo 0,9%.
Inoltre, chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005422891) e il pari durata tedesco è indicato a 107 punti base, due in meno rispetto ai livelli della vigilia.

Inflazione in rialzo al 2% in Europa a maggio

A maggio continua il rialzo del tasso di inflazione annuale: la stima flash di Eurostat indica il 2% dopo 1,6% ad aprile. L’energia è attesa avere il tasso più alto di aumento (13,1% dopo 10,4% ad aprile) seguita da servizi (1,1% dopo 0,9%), beni industriali non energetici (0,7% dopo 0,4%), alimentari, alcol e tabacco (0,6%, stabile rispetto ad aprile). Se si esclude l’energia il tasso di inflazione è 0,9%; se si escludono anche i prezzi dei beni alimentari non processati e se si escludono pure alcol e tabacco il tasso di inflazione resta sempre a 0,9%. In Italia il tasso di inflazione annuale a maggio è dell’1,3% dopo 1% ad aprile.

La manifattura europea a livelli record. Al top anche in Italia

La giornata di lunedì, con pochi scambi e Borse deboli era stata particolarmente priva di spunti ed era “orfana” delle Borse di Londra e New York per via di una festività. A spingere gli acquisti nella seduta di martedì anche i numeri del Pmi manifatturiero europeo, salito al record di 63,1 nel mese di maggio, rispetto a 62,9 di aprile. «Tutti e tre i sottosettori hanno ancora una volta registrato a maggio forti miglioramenti delle condizioni operative», segnala Markit. Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist di Ihs Markit, «il manifatturiero dell’eurozona continua a crescere ad un tasso senza precedenti in quasi 24 anni di storia dell’indagine, con il Pmi che ha raggiunto un nuovo record per il terzo mese consecutivo. La crescita della produzione aggiunge segnali di un’economia che sta ritornando ad espandersi notevolmente durante il secondo trimestre». Anche in Italia, l'indice è salito al livello record di 62,3 a maggio.

Opec+ conferma aumento produzione 2 mln/b giorno

I paesi membri dell'Opec+, al termine di una riunione lampo (durata poco più di mezz'ora) hanno deciso di confermare l'impegno preso ad aprile di ridurre gradualmente i tagli alla produzione decisi lo scorso anno e di reimmettere sul mercato fra maggio e luglio circa 2 milioni di barili al giorno. I paesi produttori hanno riaffermato il loro impegno a un «mercato stabile nell'interesse reciproco dei paesi produttori», di forniture «sicure ed economiche» ai consumatori con un equo ritorno sul capitale investito. L'aumento della produzione avverrà tenendo conto delle condizioni di mercato. Dopo la riunione, il Wti è in rialzo di 2,42 dollari, il 3,7%, a 68,74 dollari e il Brent sale del 2,5% a 71,11 dollari.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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