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Borse toniche con trimestrali e Wall Street record. Milano +0,6% ma Campari va ko

I listini del Vecchio Continente chiudono con buoni rialzi in attesa della Bce di giovedì. Dati macro oltre le attese in Usa

di Cheo Condina e Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 26 ottobre 2021

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in rialzo per le Borse europee, mentre va avanti a pieno ritmo la stagione delle trimestrali, testimoniando una piena ripresa dei conti aziendali. Sale intanto l’attesa per il vertice del consiglio direttivo della Banca centrale europea, in programma giovedì. Gli indici del Vecchio Continente sono stati incoraggiati anche dai nuovi record aggiornati a Wall Street da Dow Jones e S&P 500. Milano ha terminato le contrattazioni con un rialzo dello 0,58%, mentre lo spread si è portato a 11o punti.
A Piazza Affari hanno rialzato la testa le Unicredit, dopo il calo della vigilia provocato dalla notizia dello stop alle trattative con il Mef per l’operazione di Banca Mps. Sono andate bene anche le altre banche, mentre il mercato si interroga sul risiko bancario. Pirelli & C ha chiuso in rialzo sulla scia dei conti e delle previsioni annunciate dalla concorrente Michelin. Per contro sono andate male le Amplifon, e le Campari, in calo del 4,2%. Quest’ultime nonostante la trimestrale in miglioramento.
Sul mercato dei cambi, l'euro vale 1,1593 dollari (1,1600 ieri in chiusura) e 132,43 yen (131,94). Il rapporto dollaro/yen è pari a 114,22 (113,66). Infine è in rialzo il prezzo del petrolio: il future dicembre sul Wti sale dello 0,74%, attestandosi a 84,37 dollari al barile.

Wall Street da record spinta dalle trimestrali

Nuova seduta positiva per Wall Street, con Dow Jones e S&P 500 che hanno subito aggiornato i loro record intraday, dopo quelli di ieri. La giornata di lunedì è stata caratterizzata dal record di Tesla, il cui titolo è salito oltre i 1.000 dollari e la sua capitalizzazione ha superato la soglia dei mille miliardi di dollari; dopo i primi minuti di scambi, sale dell'1,95%, dopo aver guadagnato ieri il 12,66%. L'ultima settimana di ottobre è incentrata sulle trimestrali delle grandi società tecnologiche, a partire da quella di Facebook, che ieri ha registrato un utile per azione in rialzo del 19% a 3,22 dollari, contro i 3,19 dollari attesi dagli esperti, su ricavi in rialzo del 35% a 29,01 miliardi, contro attese per 29,57 miliardi. Il titolo di Facebook perde ora l'1%. Dopo la chiusura dei mercati, attese le trimestrali di Microsoft, Alphabet, Visa e Twitter. Finora, circa l'84% delle società che hanno pubblicato le trimestrali ha registrato un utile per azione superiore alle stime, secondo Refinitiv, che stima una crescita dei profitti nel trimestre del 33,7%.

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Dati macro Usa tutti oltre le attese

Segnali positivi, dunque, sul fronte macro in Usa. Le vendite di case nuove sono aumentate a settembre e lo hanno fatto a un passo molto più rapido di quanto atteso dagli esperti. Il dipartimento del Commercio ha registrato un rialzo dell'14% rispetto ad agosto al tasso annualizzato di 800.000 unità, contro attese per un dato a 760.000 unità; il dato di agosto è stato rivisto da 740.000 a 702.000. Allo stesso tempo, a ottobre,, gli statunitensi si sono dimostrati più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente e rispetto alla previsioni degli analisti. L'indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, è salito dai 109,8 punti di settembre (rivisto dall'iniziale 109,3) a 113,8 punti; gli analisti attendevano un dato a 107,5 punti. Anche l'indice manifatturiero della Fed di Richmond a ottobre è salito a 12 punti, oltre le attese.


A Piazza Affari focus sulle banche

Le Borse europee sono partite bene e hanno allungato il passo nel corso della giornata, incoraggiate dal trend positivo di Wall Street, che ormai ha posto in secondo piano i timori che la Federal Reserve possa rivedere in maniera decisa la propria politica monetaria, per far fronte all’inflazione che sta diventando galoppante. Del resto a incoraggiare gli ordini in acquisto sono le trimestrali delle aziende Usa, l’84% delle quali ha battuto le attese degli analisti. In più in questi giorni sono in arrivo i numeri dei big della tecnologia, quelli che vantano le maggiori capitalizzazioni.

Anche in Europa è entrata nel vivo la stagione delle trimestrali, mentre tra l'altro sale l’attesa per il consiglio direttivo della Banca centrale europea, in calendario giovedì. Riunione che potrebbe essere cruciale, sebbene inizialmente fosse stata percepita dagli osservatori come interlocutoria, in vista di quella di dicembre quando saranno annunciate le nuove previsioni sull’economia, oltre che le decisioni in merito al Pepp.

La Bce potrebbe infatti già dare la linea sulla politica monetaria questo giovedì, alla luce dell’andamento dell’inflazione che non sembra voler rientrare nei ranghi tanto a breve, tra il rialzo del costo delle materie prime e i continui stop alla produzione per i colli di bottiglia provocati dalla carenza di componenti e manodopera. Tanto è vero che anche il recente rialzo dei tassi dei bond governativi rispecchia il nuovo sentiment (il Btp a dieci anni rende ormai oltre lo 0,94%).

A Piazza Affari sono andate bene le banche, beneficiando sia dei conti in crescita della svizzera Ubs (l’utile netto del terzo trimestre 2021 è salito del 9% su base annua a 2,27 miliardi di euro), sia della speculazione sul risiko bancario. Dopo l’annuncio dello stop alle trattative tra Unicredit e Mef sul dossier Banca Mps, gli investitori sono alle prese a ipotizzare varie combinazioni di consolidamento bancario. Intanto le azioni della banca guidata da Andrea Orcel sono rimbalzate, dopo la debolezza della vigilia: alcuni broker hanno mostrato di apprezzare la "fermezza" dimostrata dal ceo nel difendere le posizioni assunte sin dall’inizio nelle trattative ossia di raggiungere la neutralità sul capitale e l'accrescimento dell’utile in qualsiasi operazione e anche in quella teorica di sistema per Banca Mps. A questo punto sale l’attesa per i conti della banca, che verranno approvati il 27 ottobre, e per la presentazione del piano industriale (atteso a inizio dicembre), che sarà inevitabilmente stand alone. Quanto a Banca Mps, sebbene si punti su una proroga dei tempi stabiliti da Bruxelles per l’uscita dal capitale da parte del Mef, è ripartito il tormentone sulle possibili combinazioni dell’istituto senese con altre banche, posto che dai toni della Commissione europea è esclusa una permanenza a tempo indeterminato dello stato nell’azionariato. Le scommesse sul consolidamento bancario hanno inoltre spinto in alto le quotazioni di Banco Bpm e Bper (+0,2%), nonostante la buona performance della vigilia. E' andata bene anche Intesa Sanpaolo. Mediobanca, che il 27 ottobre diffonderà i numeri del periodo giugno-settembre e che il 28 ottobre riunirà l’assemblea dei soci, ha registrato un +0,3%.

Attesa per la Bce, il focus è sull'inflazione

La giornata clou della settimana sarà giovedì, con la riunione della Bce in calendario e l'attenzione puntata sull'inflazione. «Il focus sarà su come la Lagarde commenterà l’evoluzione dei dati e delle attese sull’inflazione - dice Luigi Nardella di Ceresio Investors - dall’ultima riunione in settembre si è infatti assistito ad un aumento dei dati puntuali e a un significativo incremento delle attese di mercato: ai massimi rispettivamente degli ultimi cinque e dieci anni lo swap sull’inflazione a cinque anni – 2,0% - e la “break-even” a 10 anni (differenza tra i rendimenti nominali e rendimenti reali delle obbligazioni governative) 1,9%. Siamo ormai vicini al target della Bce». La decisione più importante, ossia come proseguire il piano d’acquisto di obbligazioni dopo la scadenza del Pepp (il programma di acquisto per l’emergenza pandemica) a fine marzo, «è posticipata a dicembre», aggiunge Nardella.


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