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L'Europa chiude in 'rosso'. Milano (-1,3%) soffre con le trimestrali

Nonostante il buon dato sugli ordini manifatturieri tedeschi è prevalsa la cautela. Richieste sussidi disoccupazione negli Usa sotto le attese ma restano elevate

di Eleonora Micheli e Flavia Carletti

La giornata dei mercati

Nonostante il buon dato sugli ordini manifatturieri tedeschi è prevalsa la cautela. Richieste sussidi disoccupazione negli Usa sotto le attese ma restano elevate


4' di lettura

Chiusura in ribasso per l'Europa. A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso l'1,34%, a Parigi il Cac40 lo 0,98% con il Dax30 a Francoforte che ha registrato una flessione più limitata (-0,54%), grazie al dato migliore delle attese sugli ordini manifatturieri nel mese di giugno (+27,9% rispetto a maggio). Dopo un avvio volatile, dalla metà seduta gli indici del Vecchio Continente hanno imboccato la strada del ribasso e hanno avuto solo una breve reazione positiva ai dati Usa sul mercato del lavoro. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazioni sono state inferiori alle attese ma comunque restano a livelli elevati: sono state 1,186 milioni contro una stima di 1,423 milioni. Dall'andamento poco mosso di Wall Street - che ha poi chiuso in rialzo, con Dj +0,68% e Nasdaq +1% - non sono arrivati altri spunti in grado di sostenere i listini del Vecchio Continente. Gli investitori intanto continuano a guardare i numeri del Covid-19 e, anche in vista del periodo di vacanze di Ferragosto, preferiscono alleggerire le posizioni. A Piazza Affari, attenzione puntata sulle trimestrali.

Unicredit chiude in netto calo dopo i conti

Nella seduta di oggi, tra i titoli osservati speciali Unicredit (-3,87%), che ha diffuso numeri del secondo trimestre migliori delle attese con un utile di 420 milioni. D’altra parte, a causa della perdita registrata nel periodo gennaio-marzo, il semestre viene archiviato con un rosso di 2,286 miliardi di euro. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 fully loaded è cresciuto di 41 punti base rispetto a marzo al 13,85%, con un buffer di 481 punti base rispetto ai requisiti regolamentari (il target della società è di averlo tra 200 e 250 punti base). La banca ha confermato l'obiettivo di raggiungere nel 2021 un utile netto "sottostante", quello su cui si calcola il payout agli azionisti, tra 3 e 3,5 miliardi e ha promesso di tornare a remunerare gli azionisti. In particolare il programma di distribuire il 50% dell’utile netto sottostante ripartito tra un obiettivo di dividendo in contanti pari al 30% dell’utile netto sottostante e riacquisti di azioni proprie per il 20%, come era previsto dal piano industriale. Equita, comunque, ha reiterato la raccomandazione di ‘Hold’ sulle azioni di Unicredit, stimando un prezzo obiettivo a 9,1 euro. Le azioni dell'istituto, dopo un avvio tonico, hanno imboccato la strada del ribasso, anche perché in Borsa viene meno l’appeal speculativo, dopo che l'ad del gruppo bancario ha ribadito il suo no a operazioni di aggregazione. «Il nostro piano è basato su assunzioni organiche», ha dichiarato. Nelle scorse settimane erano invece circolate voci e ipotesi, soprattutto sul rumor che il manager avesse incontrato il numero uno di Banco Bpm, Giuseppe Castagna.

Bper prima della classe, male Pirelli e Tenaris dopo la semestrale

Banca Pop Er ha chiuso in testa al Ftse Mib con un progresso del 2,17%, dopo la diffusione dei numeri del primo semestre, chiusi con un utile netto in progresso del 4,2% a 104,7 milioni. In più i titoli hanno festeggiato ancora il rientro nel paniere Ftse Mib, al posto di Ubi Banca. Sull'effetto della semestrale, invece, ha terminato le contrattazioni in calo del 4,76% Pirelli & C . La società di pneumatici ha chiuso il primo semestre in perdita e ha rivisto al ribasso le stime per fine anno. Il gruppo ha anche annunciato lo slittamento dell'aggiornamento del piano industriale a inizio 2021, da fine 2020. Tenaris, con un calo del 4,95%, ha registrato la peggiore perforamance del Ftse Mib, sempre sull'impatto della semestrale, chiusa con ricavi per 3 miliardi di dollari, in contrazione del 21% rispetto ai 3,79 miliardi realizzati nei primi sei mesi dello scorso anno e un risultato operativo è negativo per 600 milioni di dollari (da +493,5 milioni) . la perdita del periodo è stata di 708 milioni rispetto all'utile di 484 milioni di un anno fa.

Occhi puntati su Creval e Roma fuori dal Ftse Mib

Fuori dal paniere principale, la Roma è balzata in avvio, ma poi ha invertito la rotta per chiudere in calo del 3,95% nel giorno in cui è stato annunciato il passaggio di proprietà. Tra i bancari, in forte evidenza le azioni del Credito Valtellinese (+4,73%) dopo che l'istituto ha annunciato la semestrale migliore delle attese e anche la cessione di un pacchetto di crediti deteriorati. A questo punto il gruppo bancario nel giro di un anno è riuscito a dimezzare la mole di Npe. Dopo un avvio in deciso rialzo, ha chiuso con un più limitato +0,78% Banca Mps. In avvio le quotazioni dell'istituto senese erano state sostenute dalle indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore, secondo le quali la banca sarebbe al lavoro per emettere un bond subordinato da 2-300 milioni sottoscritto dal Mef per “tamponare” le richieste Bce e permettere così il via libera alla vendita di 8,1 miliardi di crediti deteriorati ad Amco (acquirente anche di una parte dei deteriorati di Creval). L'andamento del titolo è stato poi zavorrato dai conti: il secondo trimestre ha visto una perdita di 845 milioni di euro.

Euro in lieve calo. Poco mosso il greggio

Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1842 dollari (1,1880 in avvio e 1,189 ieri) e a 124,979 yen (125,27 e 125,5 ) con il biglietto verde che vale 105,531 yen (105,48 e 105,5). Infine, il prezzo del petrolio è poco mosso con il contratto sul Wti consegna Settembre a 42,16 dollari al barile (-0,07%), e quello consegna Ottobre sul Brent del Mare del Nord a 45,34 dollari al barile (+0,38%).

Spread in calo a 152 punti base, rendimento sotto 1%

BTp in evidenza nella seconda parte della seduta con una corrente di acquisti che ha fatto salire i prezzi e di conseguenza ridurre i rendimenti che tornano sotto il pavimento dell'1 per cento. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005413171) e il decennale tedesco di pari durata è indicato a 152 punti base rispetto 155 punti base dell'apertura e ai 154 punti della chiusura di mercoledì 5 agosto. Il rendimento dei decennali italiani flette allo 0,99% in chiusura dopo essere risalito stamani in avvio all'1,05% dal 1,04% di rendimento al closing della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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