ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, seduta al palo dopo la Fed. A Milano Nexi sui massimi. Euro sotto 1,2 dollari

Anche se la banca centrale americana inizia a ragionare su una diminuzione degli aiuti, gli indici non hanno registrato scossoni. Le richieste Usa alla disoccupazione allontanano timore di un surriscaldamento dell'economia

di Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 17 giugno 2021

5' di lettura

Giornata di riflessione per le Borse europee, all’indomani delle indicazioni della Federal Reserve in tema di politica monetaria. L’istituto ha aperto alla possibilità di un aumento dei tassi prima del previsto, nel 2023, in risposta all’andamento dell’inflazione, le cui stime sono state ritoccate al rialzo. Gli indici, ad ogni modo, non hanno registrato scossoni, complice l’andamento senza direzione di Wall Street (DJ-0,62%, Nasdaq +0,87%, S&P invariato). Anche il rendimento dei Treasury, ieri in rialzo, sta calando (quello dei bond a dieci anni si è portato all’1,52%). Del resto il dato Usa sulle richieste alla disoccupazione, inaspettatamente aumentate, ha calmierato i timori per un surriscaldamento dell’economia americana. Milano ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,21%, mentre lo spread è salito in area 105 punti.

Richieste Usa per disoccupazione aumentano oltre le attese

Le Borse europee, pur registrando un andamento volatile e nervoso, hanno scongiurato violenti ribassi, nonostante il messaggio della Federal Reserve sia stato 'hawkish', ossia da falco. Così gli investitori iniziano a mettere in conto che la banca centrale Usa possa presto rivedere la propria politica monetaria ultra-accomodante, tenendo presente che sono state riviste sensibilmente al rialzo le stime sull’inflazione. Secondo il Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, l’indice dei prezzi al consumo quest’anno salirà del 3,4% e non del 2,4% come indicato tre mesi fa. Nei due anni successivi correrà del 2,1% e del 2,2%. In conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha cercato di stemperare gli animi, ribadendo di credere che la pressione inflattiva sia temporanea. Tanto è vero che ieri non solo sono state confermate le linee di condotta di politica monetaria, ma in più è stato indicato che i banchieri che compongono il Fomc al momento non prevedono un rialzo dei tassi d'interesse nel 2021, come non lo prevedevano a dicembre e a marzo. Tuttavia è aumentato il numero di funzionari che vedono dei rialzi nei prossimi due anni. In effetti il dot plot, il grafico che registra, ogni tre mesi, le previsioni di ciascun funzionario della Fed, 7 componenti su 18 prevedono aumenti dei tassi d'interesse nel 2022; a marzo erano quattro, a dicembre solo uno. I componenti che prevedono almeno un aumento nel 2023 sono ora 13, mentre a marzo erano sette, a dicembre solo cinque. In più, la maggioranza di questo gruppo prevede due rialzi nel corso dell'anno. Secondo gli analisti di Mps Capital, «il messaggio giunto al mercato è di una Fed che sta preparando il campo per la rimozione delle misure di stimolo a partire dal Qe». Tanto che lo stesso Powell ha definito la riunione come «l’inizio della discussione sulla discussione del tapering». D’altra parte il dato sulle richieste alla disoccupazione ha fugato i timori di un surriscaldamento dell’economia americana: a sorpresa il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 12 giugno, è aumentato di 37.000 unità a 412.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro. Le attese indicavano richieste pari a 360.000.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Banche sotto i riflettori, Nexi aggiorna nuovi record

In Europa sono state gettonate le azioni delle banche, soprattutto nella prima parte della seduta. Del resto in un contesto di economia in crescita e rialzo del costo del denaro, salirebbe la redditività degli istituti di credito, che invece da anni deve confrontarsi con i tassi a zero. «Il Fomc ha lasciato i tassi, il ritmo degli acquisti di asset e la sua guidance tutti invariati, in linea con le aspettative, ma la riunione è stata decisamente hawkish”», hanno commentato gli analisti di Unicredit. In Italia i titoli delle banche hanno frenato sul finale cosicché Banco Bpm ha perso lo 0,41% e Banca Pop Er lo 0,73%.Intesa Sanpaoloe Mediobanca hanno difeso le posizioni, mentre Unicredit è salita dello 0,27%, spinta dall'appeal speculativo che la vede in prima fila per realizzare operazioni straordinarie.
Nexii (+1% a 17,93 euro) ha aggiornato nuovi massimi storici festeggiando la notizia della chiusura della fusione di Nets, che sarà effettiva dal primo luglio. A questo punto scatta il conto alla rovescia per l’integrazione di Sia, dopo che la società ha già depositato tutta documentazione presso l’Antitrust. Il closing, in tal caso, è previsto nel terzo trimestre.

Lusso in rialzo, Stellantis sotto la lente in vista di incentivi

Come la vigilia, sono andate bene le azioni del lusso, godendo ancora delle indicazioni di crescita di Chanel, che prevede per quest’anno un fatturato in rialzo del 35% rispetto al 2020, a sua volta in calo del 18% sul 2019. Moncler(+0,48% a 58,6 euro) si sta riavvicinando al massimi di sempre, sopra i 59 dollari. Fuori dal paniere principale, non si è arrestata la corsa di Tod's (+6,5%). Sono inoltre andate bene le Stmicroelectronics, che hanno guadagnato l'1,19%, continuando a percorrere la strada del recupero imboccata di recente. Stellantis è salita dello 0,34%, dopo i dati sulle immatricolazioni di maggio in Europa. Il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fca e Psa nel mese scorso ha vantato vendite in rialzo del 60,9% rispetto allo stesso mese del 2020. Nel primi cinque mesi le immatricolazioni di nuove auto sono salite, a livello di gruppo, del 37,9%. Nel complesso, le immatricolazioni auto in Europa sono aumentate del 73,7% superando 1,08 milioni di unità. Nell'Unione Europea sono aumentate del 53,4% rispetto allo scorso anno, per un totale di 891.665 unità. I titoli hanno inoltre risentito positivamente anche delle indiscrezioni secondo le quali il Governo ha allo studio ulteriori incentivi alla rottamazione per 400-500milioni, forse aperti anche alle auto usate (purché rispettino i parametri ambientali). Gli analisti di Equita, pur ricordando che ormai il mercato italiano rappresenta per il fatturato del gruppo solo il 9% circa, hanno messo in conto un effetto positivo di tale ipotesi e hanno confermato la raccomandazione di ‘Buy’ con target di prezzo a 20 euro.

Tra le piccole, occhi puntati su Sicit, vola la debuttante Aton

Fuori dal paniere principale, Mediasetha perso lo 0,69% a dispetto delle indiscrezioni secondo cui Dazn sarebbe in dirittura d’arrivo con Publitalia, la concessionaria di Mediaset, sulla raccolta pubblicitaria relativa alla Serie A. Cairo Comm (-0,6%), data in corsa nelle scorse settimane, verrebbe invece esclusa. Sicit Group (inv a 16,55 euro) rimane ben al di sopra del prezzo dell’opa di 15,45 euro, con il mercato che sta scommettendo su una revisione dei termini dell'offerta. Sesa ha guadagnato l'1,88%, dopo che Equita ha ritoccato il target di prezzo da 125 a 158 euro, scommettendo sul fatto che la società beneficerà del PNRR. Infine è stato un debutto da incorniciare per Aton Green Storage(+59,5%), la società che opera nel mercato dell’ingegnerizzazione e produzione di sistemi di accumulo di energia per impianti fotovoltaici.

Dollaro in rialzo. Prende fiato il greggio

Sul mercato dei cambi, l’euro ha perso quota rispetto al biglietto verde, violando al ribasso la soglia di 1,2 dollari: si attesta a 1,1919 (da 1,2117 di ieri in chiusura). Già ieri 16 giugno, dopo gli annunci della Fed, il biglietto verde aveva spiccato il volo registrando il più forte rialzo giornaliero da 15 mesi e salendo al top da due mesi. Del resto le indicazioni della banca centrale Usa hanno portato il mercato ad aumentare la probabilità di un rialzo dei tassi a fine 2022 al 77% dal 65% della scorsa settimana. Dopo la corsa delle ultime sedute ha ingranato la retromarcia il valore del greggio, insieme a quello di altre materie prime. Il wti, che la vigilia aveva riconquistato i massimi dal 10 ottobre 2018, perde oltre l'1%.

Cresce l'inflazione europea a maggio

Il tasso di inflazione annuale dell'area dell'euro è salito al 2% a maggio dall'1,6% di aprile e dallo 0,1% dell'anno precedente. Lo rende noto Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea precisando che l'inflazione annua dell'Ue si è attestata al 2,3% a maggio rispetto al 2% di aprile e allo 0,6% di un anno prima.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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