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Borse nervose: Treasury ai massimi da un anno, tonfo Wall Street. Nasdaq -3,5%

Scambi segnati dal forte rialzo dei tassi sui governativi. L'Italia ne fa le spese più di altri, con lo spread tornato al di sopra della “soglia psicologica” dei 100 punti (sui livelli dell’incarico di Governo a Mario Draghi ai primi di febbraio). Effetto Covid sui conti delle società del settore oil

di Enrico Miele

La Borsa, gli indici di oggi 25 febbraio 2021

4' di lettura

Le vendite sui bond sia negli Usa che in Europa hanno messo sotto pressione i listini del Vecchio Continente, che chiudono in ordine sparso una seduta nervosa, segnata in particolare dal forte rialzo dei tassi sui titoli governativi. L'Italia ne fa le spese più di altri, con lo spread, tornato al di sopra della “soglia psicologica” dei 100 punti base, che chiude a 102 (sui livelli dell’incarico di Governo a Mario Draghi ai primi di febbraio) mentre a Wall Street il tasso del Treasury a dieci anni risale ai massimi da un anno all'1,50% (il top da febbraio 2020). Nonostante le parole tranquillizzanti di Powell della Fed, i mercati restano quindi nervosi. Nè sono bastate le indicazioni macro economiche positive arrivate dagli Usa, dove le richieste dei sussidi di disoccupazione – “termometro” della ripresa – sono calate più del previsto. Il FTSE MIB termina poco sotto una sofferta parità, chiudendo con un mini-rosso dello 0,15%.

Wall Street così ha chiuso col Dow Jones che perde l'1,76% a 31.400,26 punti, il Nasdaq il 3,52% a 13.119,43 punti (la peggior seduta da ottobre) e l'indice S&P500 il 2,45% a 3.829,25 punti.

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Ma a tenere banco a Piazza Affari è l’effetto Covid sui conti dei petroliferi: strappo di Tenaris (+13,7%) dopo aver pubblicato i numeri del quarto trimestre e soprattutto aver fornito un outlook sul 2021 promettente secondo le case di investimento. E proprio la mancanza di una chiara indicazione sui target 2021 trascina Saipem sul fondo (-9,3%). Vendite anche su Telecom Italia (-2,8%) all'indomani del balzo in doppia cifra seguito al piano strategico 2023 e ai conti. In discesa Atlantia (-1,8%) vista l'incertezza sull'accoglienza da parte della holding dell'offerta da oltre 9 miliardi di euro presentata dalla cordata guidata da Cdp per Autostrade per l'Italia.

Pil Usa nel IV trimestre +4,1%. Sussidi meglio delle attese

Il Pil negli Stati Uniti nel quarto trimestre del 2020, intanto, è stato rivisto in seconda lettura da +4% a +4,1%, contro attese del 4,2%. Migliore delle stime, invece, il dato sui sussidi alla disoccupazione, scesi di 111mila unità a quota 730mila nella settimana terminata il 20 febbraio. Ancora, in rialzo del 3,4% gli ordini di beni durevoli a gennaio, mentre il dato sui prezzi Pce (l'indicatore dell'inflazione più seguito dalla Fed) ha segnato un rialzo dell'1,4% nel IV trimestre del 2020, in linea con le attese.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Petroliferi sotto i riflettori, da Saipem a Tenaris

A Piazza Affari sul FTSE MIB sono stati protagonisti i titoli dell'industria petrolifera: Tenaris dopo aver pubblicato i numeri del quarto trimestre e soprattutto aver fornito un outlook sul 2021 promettente secondo le case di investimento; proprio la mancanza di una chiara indicazione sui target 2021 è alla base del crollo di Saipem. Le vendite hanno invece penalizzato Telecom Italia all'indomani del balzo in doppia cifra seguito al piano strategico 2023 e ai conti. In discesa Atlantia vista l'incertezza sull'accoglienza da parte della holding all'offerta da oltre 9 miliardi di euro presentata dalla cordata guidata da Cdp per Autostrade per l'Italia.

Le trimestrali danno il tono all'Europa

Nel resto d'Europa sono state così le trimestrali a determinare le performance più significative sui vari listini: a Parigi Axa ha segnato un netto rialzo grazie al dividendo migliore delle attese (1,43 euro per azione) mentre il gruppo dell'elettronica e motori per la difesa Safran ha chiuso all'insegna della debolezza dopo un esercizio duramente impattato dalla pandemia ma comunque terminato con un utile. A Londra giù Standard Chartered. Bene Telefonica e Mediaset Espana a Madrid.

Spread chiude in rialzo a 102 punti, tasso allo 0,80%

Chiusura in netto rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato. Al termine di una seduta caratterizzata da vendite pesanti sul comparto obbligazionario europeo indotte dal sell-off sui Treasury Usa, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco si è attestato a 102 punti base, in aumento rispetto ai 99 punti del closing del 24 febbraio. Brusco rialzo per il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione allo 0,80% a confronto con lo 0,69% dell'ultimo riferimento.

Euro torna sopra 1,22, dollaro "indebolito" da effetto Powell

ll dollaro è in ribasso rispetto alle altre valute principali all'indomani della testimonianza di Jerome Powell al congresso americano. L'euro/dollato torna così sopra 1,225, sui massimi dal 7 gennaio, e ai massimi da dicembre 2018 nei confronti della moneta giapponese con un cambio euro/yen a 129,78. Rimbalzo dell'euro/sterlina a 0,8650 dopo che ieri il cambio era sceso sotto 0,86 per la prima volta da febbraio 2020.da un mese. Il presidente della Federal Reserve ha detto di voler sostenere l'attuale posizione accomodante della banca centrale fino a quando la ripresa economica del paese non sarà solida e fino a che il mercato del lavoro inizierà ad avvicinarsi ai livelli pre-pandemia. «Mantenendo un tono chiaramente accomodante, Powell ha respinto qualsiasi cambiamento di direzione nel breve termine - sottolineano gli analisti di ActivTrades - segnalando che la politica monetaria soft e gli acquisti di beni sono destinati a rimanere inalterati anche di fronte a un potenziale picco dell'inflazione». Allo stato attuale, aggiungono, «la morbidezza del dollaro sembra destinata a rimanere una delle storie principali del mercato valutario, perlomeno per il futuro più prossimo».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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