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Un altro convertibile piega Piazza Affari (-1,1%) con bond Nexi. In rosso tutta Europa

Ancora record per bitcoin, che supera 51.700 dollari. In calo anche Wall Street. Occhi puntati sul Senato che in serata voterà la fiducia a Mario Draghi. Lo spread chiude in leggero rialzo a 93 punti

di Stefania Arcudi ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici di oggi 17 febbraio 2021

4' di lettura

Le Borse europee hanno chiuso in rosso, frenate da una generale diminuzione della propensione al rischio e dall'aumento dei rendimenti dei Treasury americani (quello del titolo decennale è in rialzo all'1,307% dall'1,299% della vigilia, ai massimi dal febbraio dello scorso anno). Così Parigi lo 0,3%, Francoforte l'1,1% e Londra lo 0,5%, mentre punta verso il basso anche Wall Street.
In calo dell'1,12% anche il FTSE MIB , che è stato il peggiore in Europa ed è arretrato dai massimi degli ultimi 12 mesi, nel giorno del discorso con cui il presidente del Consiglio Mario Draghi ha chiesto al Senato la fiducia per il nuovo Governo. A pesare sul listino milanese è Nexi che, come già accaduto a Pirelli a dicembre, ha “inciampato” sul collocamento di un bond convertibile che ha zavorrato la società facendole perdere il 4,4% a fine seduta.
Sulle Borse globali, da una parte gli investitori guardano alla ripresa economica, dall'altra sono preoccupati per il diffondersi delle varianti di Covid-19 che potrebbero preludere a nuovi lockdown, mentre la campagna vaccinale si scontra con i problemi di approvvigionamento. «La propensione al rischio sta diminuendo questa settimana a causa delle crescenti preoccupazioni dovute al sell-off sul mercato obbligazionario che potrebbe intaccare il rally visto di recente sui mercati azionari», commentano gli analisti di ActivTrades.

Wall Street debole, ottimismo ma timori su inflazione

Andamento in calo a Wall Street, dopo i record della vigilia. Gli investitori restano ottimisti sulle prospettive economiche degli Stati Uniti, convinti che presto saranno approvati nuovi aiuti e rassicurati dalla campagna vaccinale contro il coronavirus, che procede spedita come promesso dal presidente Joe Biden, con una media di circa 1,6 milioni di dosi iniettate al giorno.Tuttavia gli investitori hanno cominciato a manifestare dei timori per l'inflazione, alimentati dal forte incremento delle vendite al dettaglio, cresciute a gennaio del 5,3%, grazie agli assegni da 600 dollari finiti nelle tasche degli americani con l'approvazione in Congresso, a dicembre, di un piano di stimoli. Sopra le stime anche i prezzi alla produzione, cresciuti dell'1,3%, e la produzione industriale, aumentata dello 0,9%.

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Tonfo Nexi, bene bond ma paga prezzo vendita azioni

Inverte la rotta dopo una partenza in rialzo Poste Italiane dopo i risultati sopra le attese del IV trimestre chiuso con un utile di 308 milioni. L'a.d. Del Fante ha annunciato l'intenzione di distribuire un dividendo per azione di 0,486 euro, in linea con le attese. Tra i petroliferi spicca il rialzo di Eni mentre tra le banche corre Mediobanca. Penalizzata invece Nexi che ha collocato un prestito obbligazionario convertibile da 1 miliardo di euro: l'operazione è accompagnata da una simultanea vendita di azioni ordinarie a scopo di copertura da parte di alcuni sottoscrittori del bond, strategia che normalmente finisce per pesare sull'andamento dei titoli nel breve termine. In discesa Moncler. Nel settore lusso pesa il ko a Parigi di Kering dopo i deludenti conti trimestrali in particolare del marchio Gucci.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Giù Amplifon e Stellantis, tra le «piccole» crolla Aedes

In fondo al listino, invece, le vendite hanno colpito anche Amplifon (-3,1%) e Unipol (-2,8%). Perde terreno il gruppo Stellantis (-2,2%) le cui immatricolazioni di nuove auto sono diminuite a gennaio in Europa del 27,4% rispetto allo stesso mese del 2020. Di conseguenza, cede anche la holding di controllo Exor (-2,7%). Fuori dal listino principale, invece, è stata una seduta in profondo rosso per la società immobiliare Aedes che ha ceduto il 35,9% dopo che lunedì sera – a mercati chiusi – la società ha annunciato un aumento di capitale in via scindibile, a pagamento, per un importo massimo 49,98 milioni di euro e la previsione sul 2020 di un risultato netto consolidato negativo e ricompreso tra 50 e 55 milioni di euro.

Spread chiude in leggero rialzo a 93 punti

Gli occhi in Italia sono puntati sul Governo Draghi: il Premier ha pronunciato in Parlamento il discorso programmatico del suo Governo in vista dei voti di fiducia di Senato e Camera. Lo spread tra BTp e Bund, in una seduta caratterizzata ancora da vendite e rendimenti in rialzo per tutti bond dell'Eurozona, ha chiuso a 93 punti base, dai 91 punti del closing della vigilia. Sale il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta allo 0,59% rispetto allo 0,56% del riferimento precedente.

Nuovi massimi per il Bitcoin, supera 51.700 dollari

Continua a salire il valore del bitcoin, che oggi ha superato i 51.000 dollari per la prima volta. La criptovaluta creata nel 2009 ha raggiunto i 51.715 dollari intorno alle 10.50 (orario italiano), secondo i dati di Coin Metrics. Il bitcoin sta crescendo in modo sostenuto grazie all'interesse di grandi banche e società come Tesla. Solo il 16 dicembre scorso, il bitcoin superava per la prima volta i 20.000 dollari; il 30 novembre, il bitcoin raggiungeva i 19.786 dollari, superando il precedente primato di 19.783 dollari che resisteva da quasi tre anni. Michael Novogratz, ex manager di hedge fund, ha detto in un'intervista a Bloomberg di credere che il bitcoin raggiungerà i 100.000 dollari entro la fine dell'anno, se altre società decideranno di accettarlo come forma di pagamento.

Si rafforza il dollaro, euro sotto quota 1,21

Il dollaro sta guadagnando terreno rispetto alle altre principali valute. "La forza del dollaro, vista ultimamente, deriva dalle aspettative di un forte rimbalzo dell'attività economica negli Stati Uniti, sostenuta dal programma di stimolo fiscale del presidente Biden, in combinazione con una politica monetaria accomodante della Fed", spiegano gli analisti di ActivTrades. Questo scenario però, secondo alcuni, "potrebbe portare a un aumento dell'inflazione al di sopra dei livelli ritenuti ottimali, per la prima volta in decenni. Lo spettro di un'inflazione elevata, sebbene sia solo una possibilità a questo punto, è stato sufficiente a diminuire l'attrattiva dei titoli di stato, portando a un aumento dei rendimenti e sostenendo la crescente domanda per il dollaro".

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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