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Borse ancora in recupero, Milano +1,4% trainata dai petroliferi. La Fed non alza i tassi

La banca centrale Usa lascia invariato anche il programma di acquisto di bond. Corrono petroliferi, banche e auto. Wall Street in rialzo

di Cheo Condina

La Borsa, gli indici del 22 settembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo che la Banca centrale cinese ha usato il suo bazooka per contrastare la crisi Evergrande, i listini europei infilano la seconda seduta consecutiva di rialzo dopo il crollo di lunedì, puntando su un verdetto “colomba” da parte della Fed sulla politica monetaria. E infatti la Banca centrale americana ha lasciato invariati i tassi allo 0-0,25% e il programma di acquisto di asset a 120 miliardi al mese. Contribuiscono agli acquisti sui listini il ritrovato ottimismo sulla ripresa (che trascina al rialzo i titoli ciclici), il rialzo del greggio dopo il calo oltre le attese delle scorte Usa, con il Wti ora a 71,5 dollari (+1,5%) e l’ottimo avvio di Wall Street, dove il Dow Jones guadagna oltre l’1%.A Piazza Affari, che chiude con un rialzo dell’1,3% mentre lo spread scende sotto quota 100, focus sui petroliferi e in particolare su Tenaris; denaro anche su Unicredit in attesa delle prossime mosse su Mps e su Moncler oltre che su tutto il settore auto. Continua a salire Generali (+1,5% e ai massimi da 19 mesi) sull’onda degli acquisti del patto Caltagirone-Del Vecchio, ormai arrivato a un passo dalla 12,93% detenuto da Mediobanca nel Leone, e in vista del comitato nomine di venerdì. Deboli i titoli difensivi come le utility e Nexi. Sul valutario, l'euro/dollaro vale 1,1731 (ieri a 1,1724) e 128,6 yen (128,076 yen), mentre il rapporto dollaro/yen è a 109,58 (109,22).

Wall Street positiva, male Adobe e FedEx dopo i conti

Positiva anche Wall Street con il Dow Jones che chiude in rialzo dell’1% dopo le pesanti perdite di lunedì dovute alla crisi di Evergrande, gigante cinese dell’immobiliare. L'accordo con gli obbligazionisti nazionali per pagare gli interessi sul debito in scadenza del colosso cinese allontana per ora il pericolo di default. Sul fronte azionario, male il titolo di Adobe, nonostante una trimestrale migliore delle attesei e FedEx che invece ha deluso le aspettative.

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Petrolio in rally, calano le scorte negli Usa

A Milano chiudono in forte rialzo i titoli energetici, con il petrolio in salita. Bene Tenaris, Eni e Saipem. A incoraggiare gli ordini in acquisto sul comparto è il valore del petrolio, che dopo i guadagni di martedì 21 settembre, continua a salire. A spingere il prezzo del greggio sono le scommesse su un nuovo calo delle scorte statunitensi di oro nero, dopo che il rapporto settimanale dell'American Petroleum Institute ha mostrato una riduzione inaspettata delle scorte statunitensi di oltre 6 milioni di barili.

«Il problema dell'offerta, in gran parte causato dal protrarsi del recupero dai danni causati dall'uragano Ida nel Golfo del Messico, è aggravato dai previsti aumenti della domanda - spiegano gli analisti di ActivTrades - visto che i prezzi elevati del gas naturale obbligano a passare al petrolio». L'attenzione è anche sulla Federal Reserve statunitense, che potrebbe avere un impatto sull'andamento del dollaro e quindi sul prezzo del petrolio, a causa della correlazione inversa tra i due beni.

Acquisti sulle banche. Focus su Generali

A Piazza Affari Generali chiude in buon rialzo: il patto di consultazione è salito al 12,43%, a seguito del fatto che Francesco Gateano Caltagirone ha raggiunto il 6,27% del capitale. Intanto il fondatore di Banca Mediolanum, Ennio Doris, in qualità di azionista di Mediobanca, ha auspicato una mediazione e un equilibrio tra interessi dei soci e indipendenza del management. L'imprenditore, inoltre, si è dimesso dalle cariche in Banca Mediolanum, senza provocare scossoni al titolo, visto che la guida è saldamente nelle mani del figlio Massimo.

Lo spread chiude a 98 punti, sotto quota 100

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund che torna sotto quota 100 punti nel finale di seduta. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il pari durata tedesco ha segnato un'ultima posizione a 98 punti base, in flessione rispetto ai 101 punti base della chiusura di ieri. In netto calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato allo 0,66% dallo 0,69% del riferimento precedente.

Evergrande vuole allontanare default, rimborsa interessi

Il gigante immobiliare cinese in difficoltà Evergrande ha annunciato di aver raggiunto un accordo con gli obbligazionisti per allontanare il default. In una dichiarazione alla Borsa di Shenzhen, il gruppo, indebitato per circa 260 miliardi di euro, ha comunicato che una delle sue controllate, Hengda Real Estate, ha negoziato un piano per il rimborso degli interessi su un'obbligazione in scadenza nel 2025. Secondo Bloomberg, Evergrande rimborserebbe 232 milioni di yuan (30,5 milioni di euro) di debito in scadenza giovedì su questo prestito obbligazionario del 5,8% destinato al mercato obbligazionario nazionale. Si tratta di una piccola parte. Il gigante immobiliare, con sede a Shenzhen, è tutt'altro che fuori dai guai dato l'importo totale del suo debito. Altri rimborsi scadono giovedì e il gruppo non ha detto come intende onorarli.

Cina, la banca centrale inietta nel sistema 120 miliardi di yen

La banca centrale cinese (Pboc) ha iniettato nel sistema finanziario 120 miliardi di yuan (18,6 miliardi di dollari) attraverso operazioni di riacquisto ('reverse repo'), superando i 30 miliardi di yuan di scadenze odierne, per fronteggiare la crisi finanziaria di Evergrande, il colosso immobiliare del Paese indebitato per 305 miliardi a rischio default. La Pboc aveva effettuato iniezioni a breve per 100 miliardi di yuan sia venerdì sia sabato.

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