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Le rassicurazioni di Powell sull'inflazione non scuotono l’Europa. A Milano (+0,15%) brilla St

Indici europei poco distanti dalla parità, Wall Street non prende abbrivio con le trimestrali delle grandi banche. Rallenta il dollaro, petrolio poco mosso, spread stabile in area 100 punti

di Stefania Arcudi

Aggiornato alle 22,16

La Borsa, gli indici del 14 luglio 2021

4' di lettura

Seduta senza direzione per le Borse europee, dopo la giornata debole di martedì 13 luglio. Gli indici hanno chiuso all’insegna dell’incertezza, imbrigliati tra dubbi sull’inflazione (non è riuscito a fugarli il presidente della Fed, Jerome Powell, che ha ribadito la convinzione che si tratti di aumenti transitori, anche se persistenti) e timori per la diffusione della variante Delta del Covid-19, che rimette al centro del dibattito Green Pass e restrizioni. Così il FTSE MIB di Milano ha chiuso in leggero rialzo e sotto i massimi di seduta, mentre sono sulla parità il CAC 40 di Parigi e il DAX 30 di Francoforte. Sono rimasti più indietro il Ftse 100 di Londra, l'IBEX 35 di Madri. Meglio l'AEX di Amsterdam.
Alla vigilia, l'aumento a sorpresa dell'inflazione americana a giugno ha spiazzato gli investitori, ma il numero uno della Fed Jerome Powell nel suo discorso alla Camera ha confermato che l'aumento dell'inflazione è temporaneo (resterà elevata nei prossimi mesi e poi scenderà) e ha ribadito che le politiche monetarie saranno di forte sostegno fino alla ripresa completa. Il mercato del lavoro, ha detto il numero uno della Fed, «è ancora indietro per iniziare il tapering dei bond».

Wall Street, chiusura contrastata

Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones sale dello 0,13% a 34.934,29 punti, il Nasdaq perde lo 0,22% a 14.644,95 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,12% a 4.374,49 punti. Dollaro in calo e rendimenti dei Treasury sotto l'1,4%. Negli Stati Uniti, in aumento oltre le attese i prezzi alla produzione a giugno, cresciuti dell'1% rispetto a maggio e del 7,3% rispetto a un anno prima, l'aumento maggiore da quando sono registrate queste statistiche, ovvero dal novembre 2010, un ulteriore elemento che fa pensare a un'inflazione elevata ancora a lungo. «I dati sull’inflazione continuano a sorprendere al rialzo, a causa però soprattutto di fattori temporanei – commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors - vedi gli aumenti record dei prezzi delle auto usate dovuti alle difficoltà di produzione delle auto nuove a causa della scarsità di forniture di semiconduttori».

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Per BofA e Citi utili oltre le stime

Indici in rialzo a Wall Street, dato che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ribadito che «l'inflazione è transitoria» e che il mercato del lavoro è «ancora indietro» per iniziare a ridurre il piano di acquisto di bond. Prosegue intanto la stagione delle trimestrali: Bank of America ha visto quasi triplicare i profitti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, superando le previsioni, ma i ricavi sono calati più del previsto, con il rallentamento delle attività legate ai mercati globali. Nei tre mesi a giugno, la banca di Charlotte ha messo a segno un utile netto di 9,2 miliardi di dollari. I ricavi totali sono scesi del 4% a 21,5 miliardi. Anche Citigroup ha battuto le stime degli analisti, con i profitti di 6,2 mld di dollari balzati di quasi sei volte e i ricavi scesi meno di quanto atteso. Il calo del giro d'affari riflette in particolare la normalizzazione delle attività dei mercati nel reddito fisso, così come l'impatto di un contesto di tassi di interesse ancora molto bassi. Bene invece l'azionario.


Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano banche in focus, acquisti su Tenaris e St

Per quanto riguarda i titoli, sul FTSE MIB la migliore è stata Stmicroelectron, che beneficia delle indiscrezioni secondo cui Apple avrebbe chiesto ai propri fornitori di preparare fino a 90 milioni di unità per il lancio del nuovo iPhone 13, il 20% in più del previsto. Ancora sotto i riflettori i petroliferi (Tenaris e Saipem in rialzo) con il greggio in calo, ma comunque vicino ai massimi del 2018, nel giorno dell’accordo tra Opec+ e Emirati Arabi Uniti sulle quote produttive (il Wti agosto -1,35% a 74,2 dollari al barile, il Brent settembre -1% a 75,67%). In coda al listino Finecobank e Leonardo , debole da inizio settimana con il comparto industriale europeo.

Banche sotto i riflettori, bene Amplifon

sotto i riflettori le banche, nel giorno in cui oltreoceano i colossi del settore sono stati protagonisti (Citigroup, Bank of America e Wells Fargo hanno tutte riportato profitti molto superiori alle previsioni, mentre i ricavi hanno segnato performance meno nette). E' andata soprattutto bene Unicredit, dopo le indiscrezioni di stampa su un possibile stop ai dossier M&A da parte del Ceo Andrea Orcel, che vorrebbe invece focalizzarsi sul rilancio della macchina operativa della banca. Ne ha risentito Banco Bpm, considerata tra i principali target di Gae Aulenti. Tra le migliori si è piazzata Amplifon e hanno segnato buone performance anche Moncler, Buzzi Unicem e Telecom Italia, mentre tra le peggiori ci sono A2a, in una giornata di debolezza per le utilities europee, Recordati e Nexi.

Il dollaro si indebolisce, l'euro torna sopra 1,18

Il dollaro perde terreno dopo il rally della vigilia, frenato dalle parole di Jerome Powell. Parlando davanti alla Camera, il presidente della Federal Reserve ha detto che l'economia sta migliorando, ma la strada è ancora lunga e l'inflazione resterà alta nei prossimi mesi, prima di cominciare a calare. Inoltre, Powell ha spiegato che il mercato del lavoro non è ancora in condizioni tali da giustificare un tapering, un giro di vite della politica monetaria ultra accomodante. L'euro/dollaro torna così sopra quota 1,18 e passa di mano a 1,1818, contro gli 1,178 dell'apertura. Ieri il Dollar Index, che misura l'andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di altre valute, aveva fatto un salto in avanti dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione statunitense che hanno sorpreso al rialzo, il che aveva fatto pensare a un aumento della pressione sulla Fed per anticipare le tempistiche del tapering, uno scenario che supporta il dollaro.

Petrolio in calo, compromesso Opec con Emirati Arabi

In una seduta in altalena tornano a scendere i prezzi del greggio, che hanno archiviato la giornata di martedì 13 luglio sui livelli più alti dall'ottobre 2018. L'Opec ha raggiunto un compromesso con gli Emirati Arabi Uniti che consentirà a quest'ultimo di incrementare la propria quota di produzione di petrolio e che dovrebbe risolvere così lo stallo tra i grandi Paesi esportatori sui livelli di output. Proprio la posizione degli Emirati Arabi Uniti era stata decisiva nelle scorse settimane per far mancare l'accordo sulla produzione a partire da agosto e sull'allungamento oltre aprile 2022 delle intese globali tra i membri dell'Opec+ sui tagli.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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