la settimana dei mercati

Svanisce “l’effetto Draghi”, Milano perde l'1,17% nella settimana della fiducia al governo

Piazza Affari chiude in calo rispetto ai livelli di venerdì scorso. Il Ftse Mib ha lasciato sul terreno l'1,17% rispetto a venerdì scorso, in una ottava poco mossa per i listini continentali (+0,21% lo Stoxx Europe 600)

di Enrico Miele e Flavia Carletti

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(Reuters)

Piazza Affari chiude in calo rispetto ai livelli di venerdì scorso. Il Ftse Mib ha lasciato sul terreno l'1,17% rispetto a venerdì scorso, in una ottava poco mossa per i listini continentali (+0,21% lo Stoxx Europe 600)


6' di lettura

Dura poco a Piazza Affari "l'effetto Draghi", con la Borsa di Milano che chiude in calo rispetto ai livelli di venerdì 12 febbraio. E questo nella settimana in cui il governo Draghi ha ottenuto la fiducia al Senato e alla Camera. Il FTSE MIB ha così lasciato sul terreno l'1,17% rispetto al venerdì precedente, in una ottava poco mossa per i listini continentali (+0,21% lo Stoxx Europe 600). Milano, tuttavia, aveva corso molto sulla scia del conferimento dell'incarico all'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi di formare il nuovo governo. Lo spread tra BTp e bund termina la settimana a 92 punti base, in linea con i livelli registrati una settimana fa. Nello stesso periodo il Dax30 a Francoforte è scivolato dello 0,4%, mentre il Cac40 a Parigi è salito dell'1,23%, in linea con l'Ibex35 a Madrid, e il Ftse100 a Londra ha guadagnato mezzo punto percentuale.

La settimana ha visto protagonisti i titoli legati alle materie prime: l'indice settoriale ha registrato un +7,18%, portando l'attivo da inizio anno a +17%. Ottava positiva anche per le banche (+4,32%) e il settore viaggi e piacere (+3,48%). A Piazza Affari, la performance registrata nella seduta di oggi fa in modo che Leonardo - Finmeccanica segni il miglior rialzo settimanale (+8,85%), seguita da Moncler (+4,06%). Sul terzo gradino del podio Eni (+3,59%), che ha beneficiato del parziale buon andamento del prezzo del petrolio: il Brent è salito dell'1,19% nell'ottava, quando il Wti è rimasto pressoché invariato. I titoli più penalizzati dalle vendite nell'ottava sono stati Diasorin (-8,67%), Amplifon (-6,80%) e Inwit (-6,14%).

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Nella seduta del 19 febbraio il Ftse Mib rialza la testa (+0,9%)

Chiusura positiva per le Borse europee invece nell'ultima seduta della settimana. A Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,94%, mentre a Parigi il Cac40 lo 0,79% e a Francoforte il Dax30 lo 0,77%. Dopo un avvio all’insegna dell’incertezza, gli indici del Vecchio Continente hanno imboccato la strada del rialzo a metà mattina, spinti dal buon dato sull’attività manifatturiera europea, che è salita ai massimi da tre anni (indice Pmi a 57,7 punti da 54,8 punti). Gli investitori, inoltre, sono tornati a scommettere sul ritorno alla normalità favorito dalle vaccinazioni di massa, sebbene continuino a destare preoccupazioni le nuove varianti del virus.

Il Fondo monetario internazionale ha anche rassicurato sul rischio rialzo inflazione negli Stati Uniti, sostenendo che le crescenti preoccupazioni che si stanno diffondendo tra molti economisti non sono giustificate, dato che gli ultimi quattro decenni mostrano quanto sia «improbabile, anche con il piano di aiuti proposto (da 1.900 miliardi di dollari), che gli Stati Uniti vivano un aumento dei prezzi che spinga in modo persistente l'inflazione molto al di sopra dell'obiettivo della Fed del 2%».

Exploit Leonardo e Moncler, scivola DiaSorin

In Europa Madrid a fine seduta è stata la migliore ma anche il FTSE MIB è arrivato a guadagnare quasi un punto percentuale (+0,94%) con gli exploit di Leonardo - Finmeccanica e di Moncler. Il gruppo aerospaziale ha beneficiato dell'accelerazione, riportata da indiscrezioni di stampa, del progetto di quotazione a Wall Street della controllata americana Drs: l'obiettivo è portare la società sul listino già in primavera e con un flottante del 40% attraverso una offerta di vendita e sottoscrizione. Moncler invece ha sfruttato i conti del 2020, chiusi con un utile netto in calo a 300,4 milioni, dai 358,7 milioni del 2019. L'azienda ha sottolineato l'andamento positivo degli ultimi mesi, che il numero uno, Remo Ruffini, ha definito «eccezionali»: nel quarto trimestre 2020 il fatturato è stato pari a 675,3 milioni, in rialzo dell'8% a tassi di cambio costanti.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Eni chiude sopra la parità nel giorno in cui il colosso petrolifero ha annunciato i numeri del 2020, archiviati con un rosso di 8,56 miliardi. I vertici dell'azienda hanno comunque confermato la cedola di 0,36 euro per azione, anche se in calo rispetto agli 0,86 euro dell'anno scorso.

Brillante anche Cnh Industrial: a supporto ci sono i conti del primo trimestre della concorrente americana Deere, che corre a Wall Street dopo aver riportato un +19% dei ricavi a 9,11 miliardi di dollari. Fuori dal paniere delle big spicca ancora il rally di Bialetti mentre è precipitata nuovamente Aedes: il gruppo dell'immobiliare avvierà lunedì 22 febbraio un aumento di capitale da 50 milioni di euro ma dovrà procedere ad altre operazioni (cessioni e un nuovo rafforzamento patrimoniale) per soddisfare il proprio fabbisogno finanziario in modo da mettere in sicurezza la società.

Wall Street in rialzo: Yellen spinge sugli stimoli

Negli Stati Uniti si muove in rialzo Wall Street dopo la peggiore seduta del mese di febbraio per le Borse americane. Gli investitori restano ottimisti sulle prospettive economiche degli Stati Uniti - rassicurati anche dalla campagna vaccinale, che procede spedita come promesso dal presidente Joe Biden - e apprezzano le parole della segretaria al Tesoro, Janet Yellen. In un'intervista alla Cnbc, Yellen ha ribadito la necessita' che il Congresso approvi un ampio piano di stimoli per riavere un'economia forte. «Il prezzo per aver fatto troppo poco sarebbe molto più alto del prezzo per aver fatto qualcosa di grande. Crediamo che i benefici supereranno di gran lunga i costi, nel lungo periodo», ha detto Yellen.

I mercati e la partita dell'inflazione

Sui mercati comunque tengono banco le aspettative dell'inflazione e, oltre ai tassi nominali (il Treasury a 10 anni si è portato in area 1,3%), sono sorvegliati speciali i tassi reali.

«A nostro avviso è troppo presto anche solo per avere un dibattito sull'inflazione e sull'aumento dei tassi d'interesse negli Stati Uniti o altrove - osserva però Andrew Lake Head of Fixed Income di Mirabaud AM - È probabile che si inizi ad assistere a riaperture graduali nella maggior parte del mondo sviluppato nel corso delle prossime settimane, man mano che la campagna di vaccinazione prende ritmo. La spinta economica che tutti ci aspettiamo - guidata da tassi di risparmio molto alti - sarà in qualche modo compensata da alti livelli di debito, disoccupazione, e quindi limitata pressione salariale. Questa lista non è esclusiva. Il dibattito acquisterà più forza quando ci dirigeremo verso la seconda metà del 2021 e inizierà una fase di maggior normalizzazione. Non bisogna dimenticare che i tassi d'interesse non devono fare nulla perché i titoli di stato reagiscano ed è probabile che ci sia una pressione al rialzo sulle curve dei rendimenti - guidata dagli Stati Uniti - a prescindere da quale sarà effettivamente la politica della Federal Reserve».

I verbali della Fed relativi all'ultima riunione del Fomc, il braccio operativo dell'istituto centrale, hanno evidenziato che l'economia Usa è ancora lontana dagli obiettivi di lungo periodo.

Sterlina super, aggancia 1,4 dollari

La sterlina si rafforza sul biglietto verde spingendosi ai massimi da tre anni, beneficiando delle notizie sul piano di vaccinazione che Oltremanica procede a pieno ritmo. La moneta ha toccato infatti 1,4008 dollari per poi tornare lievemente sotto l'importante soglia di 1,4 dollari. Si tratta del livello massimo dall'aprile del 2018. Dallo scorso 24 dicembre, dopo che è stato raggiunto un accordo commerciale per la Brexit, la sterlina si è apprezzata sul biglietto vedere e sull'euro di circa il 4%. Anche se la Gran Bretagna continua a essere duramente colpita dalla pandemia, complice la più contagiosa variante inglese del virus, la vaccinazione di massa apre scenari più positivi e soprattutto, secondo i trader, allontana l'ipotesi che la Banca centrale inglese possa ricorrere a tassi negativi per sostenere l'economia duramente colpita dalle restrizioni severe introdotte negli ultimi mesi.

Sul mercato valutario, da segnalare il ritorno dell'euro/dollaro sopra quota 1,21.

Materie prime, il rame protagonista. Giù il petrolio

Sul mercato delle materie prime,in netta flessione il petrolio: il wti, contratto con consegna ad aprile, portandosi in area 59,2 dollari al barile mentre il Brent aprile scivola sotto 63 dollari al barile. E'il rame a prendersi la scena. Si è portato sui massimi degli ultimi 12 anni. Secondo Jp Morgan sta per partire un nuovo "superciclo" sulle materie prime, spinto in particolare dall’energia pulita.

Lo spread chiude in calo a 92 punti, tasso allo 0,62%

Chiude in deciso calo lo spread BTp-Bund il giorno dopo la conferma della fiducia alla Camera ottenuta dal Governo Draghi con una larghissima maggioranza. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a 92 punti base, sette in meno rispetto all'ultimo riferimento. In calo anche il rendimento del BTp, allo 0,62%, dallo 0,66% del closing della vigilia.

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