ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa settimana dei mercati

La variante Omicron fa meno paura, settimana di riscatto per l’Europa. Piazza Affari recupera il 3%

Bilancio brillante per i listini azionari del Vecchio Continente grazie al calo dei timori sulla pericolosità delle mutazioni del virus. Parigi è stata la migliore (+3,3%) mentre Francoforte è salita del 2,99%

di Enrico Miele e Andrea Fontana

Aggiornato alle 19:30

Inflazione, Enrico Letta: "Molto preoccupato, servono interventi"

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settimana di risveglio a Piazza Affari e per le Borse europee piegate nella seconda parte di novembre dalla ripresa dei contagi da Covid-19, in particolare a causa della variante Omicron, e dalla possibile accelerazione delle Banche centrali nel far fronte all'inflazione con interventi di politica monetaria. Tutti i principali listini del Vecchio Continente, infatti, stavolta hanno recuperato terreno beneficiando di una maggiore propensione al rischio, mentre lo stesso è avvenuto anche a Wall Street ormai vicina - almeno per l'indice S&P500 - ai massimi dell'anno. La migliore performance settimanale (6-10 dicembre) è di Parigi (+3,3%), mentre Milano ha guadagnato il 3,02% - anche se non ha saputo tenere quota 27mila punti nel Ftse Mib - e Francoforte ha recuperato il 2,99%. La spunta per l'indice milanese è arrivata dall'exploit di UniCredit (+15,7% in cinque sedute) grazie al nuovo piano industriale, ma anche da Pirelli (+7,6% sostenuta da alcuni report positivi dei broker) e Nexi (+6,9%). In netto calo (-5%) Tim, dove le incertezze sulle sorti dell'offerta del fondo Kkr stanno facendo arretrare il titolo dai massimi di novembre.

Nell'ultima seduta le Borse perdono quota con l'inflaizone

Nonostante l’inflazione Usa in linea con le previsioni renda meno probabili slanci in avanti della Fed nella stretta monetaria, i listini azionari europei hanno invece terminato sottotono la seduta del 10 novembre. I principali indici, dopo aver rialzato la testa alla pubblicazione dei dati sui prezzi al consumo statunitensi, sono scivolati progressivamente in "rosso". Piazza Affari ha così chiuso l'ultimo giorno di contrattazioni della settimana con il FTSE MIB in calo. Deboli anche il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, il Ftse 100 di Londra e l'AEX di Amsterdam.

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Wall Street in rialzo dopo inflazione al top dal 1982

In rialzo, invece, Wall Street grazie ai tech dopo l'atteso dato sull'inflazione di novembre che si è attestato in rialzo (ma senza sorprendere) per chiudere con il Dow Jones a +0,61%, lo S&P a +0,96%, il Nasdaq a +0,73%. A novembre, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,8% rispetto al mese precedente, contro attese per un +0,7%, dopo il +0,9% di ottobre.Su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +6,8%, sopra il 6,2% di ottobre, ovvero il rialzo maggiore dal giugno 1982, contro attese per un +6,7%. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,5%, dopo il +0,6% del mese precedente, in linea con le attese.

A Milano corre Unicredit, deboli le altre banche

A Piazza Affari, oltre al rialzo di Unicredit, che nella seduta del 10 dicembre ha allungato ulteriormente dopo la corsa della vigilia in scia al nuovo piano, il resto dei bancari ha chiuso in coda al Ftse Mib, da Banco Bpm a Banca Pop Er. Debole ancora Telecom Italia in attesa di novità sull'opa di Kkr e sul futuro consiglio di amministrazione. Euforico, invece, il settore auto in Europa dopo l'esordio di Daimler Truck a Francoforte, dove la matricola ha strappato nel suo primo giorno di contrattazioni. A Milano i costruttori Stellantis e Pirelli sono stati tra i titoli migliori assieme ai farmaceutici come Diasorin. Vendite invece sulle utility e sul comparto del lusso con Moncler e Ferrari in "rosso" a fine giornata.

Giù la Juve nell'ultimo giorno di scambi sui diritti

Juventus Fc ha chiuso in calo nell'ultimo giorno di negoziazione dei diritti dell'aumento di capitale da 400 milioni, iniziato lunedì 29 novembre e che terminerà il 16 dicembre. I diritti hanno ceduto oltre il 60% per gli aggiustamenti tecnici legati alla fine degli scambi. Il club bianconero emetterà fino a 1.197.226.782 azioni ordinarie, che saranno offerte in opzione agli azionisti nel rapporto di 9 nuove azioni ogni 10 azioni detenute al prezzo di sottoscrizione di 0,334 euro per ciascuna nuova azione.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread chiude in calo a 129 punti, tasso allo 0,96%

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale tra il BTp decennale benchmark e il titolo di pari durata tedesco è indicato a fine seduta a 129 punti base, dai 135 punti base del closing del 9 dicembre. In discesa anche il rendimento del BTp decennale banchmark indicato in chiusura allo 0,96% dall'1,01% della vigilia.

Petrolio sopra 70 $, dollaro frena dopo inflazione Usa

Petrolio poco mosso, con il Wti scadenza gennaio in rialzo di mezzo punto a 71,25 dollari al barile e il Brent febbraio in aumento frazionale a 74,56 dollari. Sul fronte dei cambi l'euro riaggancia quota 1,13 dollari dopo il dato americano sull'inflazione. Il cambio euro/dollaro è infatti tornato a 1,13 (da 1,1269), mentre il dollaro/yen è sceso a 113,54 (da 113,75) e il rapporto tra sterlina e dollaro americano si è portato a quota 1,3239 (da 1,3206).

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