ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Settimana in rosso per le Borse europee tra Fed e Ucraina, Milano giù del 2,9% da inizio 2022

Ottava in altalena per i listini del Vecchio Continente con gli investitori appesi alle preoccupazioni per la Fed, l'impatto della variante Omicron e la crisi ucraina

di Flavia Carletti e Andrea Fontana

Aggiornato alle 14:45

La Borsa, gli indici del 28 gennaio 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Le tensioni sulla situazione ucraina e la politica sui tassi Usa della Federal Reserve sono stati i fattori che hanno originato una settimana in altalena per le Borse europee chiusasi con un bilancio in rosso per tutti i principali listini. Lo Stoxx600 ha ceduto l'1,8% e lo stesso hanno fatto Milano e Francoforte. La peggiore è stata Amsterdam (-2,5%). I tecnologici, i servizi finanziari e i titoli industriali sono stati i settori più penalizzati. Con la performance di questa ottava, Milano è in saldo negativo del 2,86% da inizio 2022, ma tutti i principali listini - con l'eccezione di Londra - sono in calo rispetto ai livelli di fine 2021.

Venerdì 28 non basta Wall Street a sostenere l'Europa

Non basta il risveglio di Wall Street: le Borse europee, nonostante la rimonta dei listini Usa dopo i dati a due facce su redditi e consumi, chiudono con i principali indici in calo di almeno un punto percentuale dopo tre sedute consecutive di rialzo. Minerari, auto e tecnologici i settori più penalizzati. Francoforte (-1,32% il Dax40), con il crollo di Henkel dopo i risultati preliminari e la guidance deludente, e Amsterdam (-1,26% l'Aex) sono state le più penalizzate. Piazza Affari ha ceduto l'1,18% portando a -1,8% il bilancio complessivo della settimana per il Ftse Mib. A Parigi il Cac40 ha perso lo 0,82 per cento. Gli investitori continuano a guardare alla variante Omicron, stretti tra le decisioni della Fed e le tensioni con la Russia sull'Ucraina. Nel frattempo, si sono aggiunti in queste ore anche i dubbi sulla crescita economica, dopo che i dati sul Pil in Francia e Germania hanno messo in luce un rallentamento nel quarto trimestre (pur nel contesto di un robusto rialzo nel 2021). In Italia, inoltre, si fa strada l'incertezza sul Quirinale, dove non è ancora stato trovato un nome condiviso per la presidenza della Repubblica. Sul mercato valutario euro in leggero recupero a 1,1163 (1,1131). Prezzi del petrolio in allungo con il Brent marzo a 90,4 dollari al barile e con il Wti marzo a 87,5 dollari al barile.

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Wall Street passa al rialzo dopo inflazione Usa

Wall Street ha invertito la rotta ed è passata in terreno positivo, al termine di una settimana difficile e ad alta volatilità e dopo una nuova tornata di dati. Il costo del lavoro - una misura dei salari e dei benefit per i lavoratori (esclusi il personale militare e quello della pubblica amministrazione) - nel quarto trimestre è aumentato dell'1%, meno dell'1,2% previsto dagli esperti, dopo il dato record (+1,3%) del terzo trimestre. Negli ultimi 12 mesi, il costo del lavoro è aumentato del 4%, dopo il +3,7% registrato nell'anno concluso a settembre. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha sottolineato che il forte aumento dei salari è stato uno dei fattori che maggiormente hanno spinto la Banca centrale ad abbandonare una politica monetaria molto accomodante. Le spese per i consumi, intanto, sono diminuite (-0,6% su base mensile, consensus -0,7%), mentre i redditi sono aumentati (+0,3%, consensus +0,4%).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari si salva Inwit, giù Stellantis e Saipem

Tra i titoli, a Milano in evidenza Inwit (+1,66%) Bene Hera (+1,1%) dopo il piano al 2025 e Leonardo (+0,97%) grazie all'indicazione di risultati 2021 con ordini, fatturato e margini nella parte alta della guidance indicata al mercato e con un flusso di cassa doppio rispetto alle stime. Incolore la performance di Unicredit dopo i conti 2021: dopo un iniziale scatto il titolo si è adeguato alla debolezza complessiva e ha terminato le contrattazioni a -0,19%. Saipem la peggiore del Ftse Mib (-5%), mentre Cnh Industrial (-3,3%) ha scontato il tonfo di Caterpillar seguita a indicazioni da parte del gruppo Usa di margini sotto pressione a causa dei costi delle materie prime. Giù col settore auto Stellantis (-2,7%) che ha confermato in una nota il rimborso del prestito da 6,3 miliardi di euro erogato da Intesa Sanpaolo che aveva beneficiato della garanzia Sace sull'80 per cento. Fuori dal Ftse Mib, Salvatore Ferragamo ha perso il 4,3% dopo aver diffuso i dati preliminari 2021, dietrofront per De'Longhi (-5,8%) oggetto di forti acquisti nelle ultime sedute favoriti anche dai conti 2021.

In Usa inflazione Pce +5,8% dicembre, al top dal 1983

L'inflazione negli Stati Uniti continua a salire. A dicembre, la misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (Personal consumption expenditures price index), è cresciuta dello 0,4% rispetto al mese precedente (a novembre +0,6%) e del 5,8% rispetto a un anno prima, dopo il +5,7% di novembre; è il dato più alto dal 1983. La componente "core" del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,5% rispetto al mese precedente (+0,5% a novembre) e del 4,9% rispetto a un anno prima, dopo il 4,7% del mese precedente, la più alta dall'inizio del 1983. Le attese per il dato 'core' erano per un +4,8%.

Spread BTp/bund in calo a 138 punti base

Chiusura in ribasso per lo spread tra BTp e Bund sul mercato telematico secondario Mts dei titoli di Stato europei. In chiusura il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco è indicato a 138 punti base, 6 in meno rispetto all'apertura a 144 punti base e tre in meno rispetto ai 141 punti del closing di ieri. In leggero ribasso il rendimento del BTp decennale benchmark all'1,35% da un'ultima posizione all'1,36% del riferimento precedente.

BTp: assegnati 3,5 miliardi decennali, sale tasso

Rendimenti in netta crescita per i BTp e CcTeu assegnati in asta dal Tesoro che ha collocato titoli di Stato a medio-lungo termine per 8 miliardi complessivi. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso l'undicesima tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/08/2026 per 3 miliardi a fronte di una richiesta pari a 4,603 miliardi. Il rendimento è salito di 31 centesimi attestandosi allo 0,50%. Collocata anche la quinta tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/06/2032: a fronte di richieste per 4,842 miliardi l'importo emesso è stato pari a 3,5 miliardi mentre il rendimento, in crescita di 36 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato all'1,39%. Infine, l'undicesima tranche del CcTeu scadenza 15/04/2029, assegnata per 1,5 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,443 miliardi (1,63 il rapporto di copertura), ha spuntato un rendimento lordo dello 0,08%, (+6 centesimi sull'asta precedente).

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