la giornata dei mercati

Milano chiude debole in linea con l'Europa, Tenaris paga turbolenze Argentina

Le Borse del Vecchio Continente, dopo un tentativo di rimbalzo in avvio di contrattazioni, hanno ritracciato chiudendo appena sotto la parità una seduta incolore. Intanto lo spread BTp e bund decennale ha chiuso in lieve calo. Crollano peso argentino e Borsa di Buenos Aires

di Flavia Carletti


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3' di lettura

Chiusura poco mossa per le Borse europee al termine di una seduta incolore. Il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,3%, quando il Dax30 a Francoforte ha perso lo 0,12%, il Ftse100 a Londra lo 0,37% e il Cac40 a Parigi lo 0,33 per cento. Il tentativo di rimbalzo in avvio di contrattazioni è stata una fiammata di breve durata e già prima della metà mattina gli indici del Vecchio Continente hanno invertito la rotta per poi restare deboli per quasi tutta la prima seduta della settimana, che ha visto Tokyo chiusa per festività e Wall Street viaggiare in deciso calo nel pomeriggio. Restano alte le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, con il presidente degli Usa, Donald Trump, che venerdì scorso ha dichiarato che il suo Paese non è ancora pronto a una intesa con Pechino. Ma la vera novità della giornata è che i mercati hanno iniziato a guardare con preoccupazione alle proteste a Hong Kong, che oggi hanno portato alla cancellazione di tutti i voli dalla regione amministrativa speciale della Cina. Pechino è arrivata a dire che i manifestanti - invitati a lasciare il principale terminal dell'aeroporto, occupato da quattro giorni - hanno mostrato segni di "terrorismo". Alle tensioni in Asia si sono aggiunti forti segnali di incertezza dall’Argentina. Il presidente in carica, Mauricio Macri, ha perso le elezioni primarie e questo ha provocato un forte deprezzamento della valuta locale nei confronti del dollaro e un tonfo della Borsa di Buenos Aires arrivata a perdere quasi il 30%.

Tenaris e Saipem pagano le tensioni argentine
Hanno risentito della situazione politica in Argentina alcuni titoli italiani molto esposti nell’area. In particolare le vendite hanno colpito Tenaris (-3,24%) che vanta una presenza storica nel Paese sudamericano e Saipem (-2,44%) che dalla fine del 2018 ha ottenuto diversi contratti nell'area. In rosso Pirelli (-0,93%), anche l'azienda di pneumatici è esposta in Argentina, come lo è Salini-Impregilo (-4,4%).

Campari premiata dagli acquisti, male i bancari
Ha chiuso in testa al Ftse Mib, Campari (+2,94%), seguita da Ferrari (+1,28%) che ha avuto uno sprint sul finale. Gli acquisti hanno premiato anche titoli considerati difensivi come Poste Italiane (+1,18%), Italgas (+1,14%), Snam (+0,76%) e Hera (+0,71%). Hanno chiuso in rosso la maggior parte dei bancari e finanziari, dopo un andamento volatile nel corso della seduta. Penalizzati i titoli di Finecobank (-2,26%), Bper (-2,13%), Intesa Sanpaolo (-2,07%), Azimut (-1,87%) e Unicredit (-1,45%).

Tim fa peggio del mercato, soffre la crisi di governo
Ha fatto peggio del mercato Tim (-0,87%), dopo il tonfo (-5,8%) di venerdì innescato dalla crisi di governo in Italia e dal conseguente andamento in ribasso dei titoli di Stato. Come ricordano gli analisti di Ubs in un report odierno, si conferma la forte correlazione tra l'andamento dei titoli di Stato e quello delle azioni Telecom Italia: un movimento giustificato dall'elevata leva finanziaria del gruppo di telecomunicazioni, la lenta riduzione dell'indebitamento in corso, la forte esposizione al mercato domestico con oltre l'85% del cash flow operativo derivante dalle attività italiane e il possibile rischio di una riduzione del consensus sui flussi di cassa. A questi fattori, Ubs ne aggiunge un altro di carattere industriale e strategico: il quadro politico che si va delineando, secondo il broker, «riduce ulteriormente la probabilità di un accordo nel breve termine» sulla rete fissa con Open Fiber.

Euro riconquista la soglia di 1,12 dollari, yen resta forte
Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1222 dollari (1,1186 in avvio e 1,1215 venerdì sera), e 118,18 yen (118,08 e 118,30) con il biglietto verde a 105,31 yen (105,40 e 105,69). La divisa giapponese resta forte nei confronti delle principali valute grazie alla sua caratteristica “difensiva”. Il contratto sul petrolio Wti consegna Settembre, infine, scende dello 0,2% a 54,38 dollari al barile.

Spread con Bund chiude in calo a 234 punti, rendimento all'1,75%
In attesa di scoprire modi e tempi della crisi di governo in Italia, si allentano le pressioni sullo spread. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco, dopo un avvio sui livelli della vigilia (241 punti il finale di venerd'), ha ben presto ripiegato per attestarsi in chiusura a 234 punti. Scende anche il rendimento dei BTp decennale, che chiude all'1,75% dall'1,84% di venerdì.

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