dow jones perde 623 punti (-2,37%)

Trump scatenato contro Cina e Fed affonda le Borse

Gli indici hanno cambiato più volte direzione strette tra il braccio di ferro sui dazi, le parole di Powell a Jackson Hole e i commenti al vetriolo del presidente americano su dazi e Fed. L'ottava però si è chiusa in rialzo. l differenziale di rendimento BTp-Bund ha chiuso a 199 punti, come giovedì. Euro riaggancia 1,11 dollari, petrolio Wti cede fino al 3%

di Paolo Paronetto e Stefania Arcudi


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Jerome Powell e sullo sfondo Donald Trump (Epa)

7' di lettura

Wall Street affonda con la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. Il Dow Jones perde il 2,37% a 25.630,05 punti (persi più di 600 punti), il Nasdaq cede il 3,00% a 7.751,77 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,58% a 2.847,57 punti. Frenetica anche la seduta per le Borse europee, che hanno cambiato più volte direzione, chiudendo alla fine in calo, strette tra il nuovo capitolo del braccio di ferro commerciale Stati Uniti-Cina, il discorso del presidente della Fed Jerome Powell a Jackson Hole e i commenti pesantissimi di Donald Trump. I listini (Milano -1,65%, Parigi -0,95%, Francoforte -1,07%, Madrid -0,6% e Londra -0,47%) erano partiti in rialzo, poi hanno invertito bruscamente rotta dopo che la Cina ha imposto nuovi dazi su importazioni americane per 75 miliardi di dollari. Trump ha poi annunciato su Twitter nuovi dazi sul Made In China. A partire dall'1 ottobre saliranno al 30% i dazi su 250 miliardi di dollari di prodotti cinesi sui quali al momento gravano dazi al 25%. Sui restanti 300 miliardi di dollari di prodotti dalla Cina i dazi che scatteranno l'1 settembre saranno al 15% e non al 10%.

Le Borse avevano ritrovato quota con Powell, che si è impegnato ad agire in modo appropriato e con stimoli maggiori per l'economia americana, pur non dando indicazioni su tempi e modi, ma hanno finito in discesa dopo i commenti del presidente americano su Cina e Fed. «La mia sola domanda è, chi è il nostro più grande nemico, Jay Powell o il presidente Xi?», ha scritto su Twitter Donald Trump, da un lato dicendo che Powell «non ha fatto niente, come al solito». Sulla Cina ha detto che «l'America può fare a meno di Pechino» invitando alle aziende americane «a cercare alternative» e preannunciando una risposta a Pechino già in giornata.

A Piazza Affari i riflettori sono rimasti puntati sugli sviluppi della crisi di Governo: Sergio Mattarella ha dato del tempo ai partiti per cercare di formare un nuovo esecutivo con un programma forte. Se martedì, quando si terranno nuove consultazioni al Quirinale, non arriveranno risposte chiare, il presidente scioglierà le Camere e saranno indette nuove elezioni. Lo spread, più influenzato dalle vicende politiche che dal tema commerciale, si è mosso poco e ha chiuso a 199 punti, come ieri, dopo avere toccato brevemente 200 punti, ma restando ai minimi da fine luglio.

Scontro Usa-Cina sui dazi si infiamma
Pechino, che già aveva anticipato ritorsioni, ha così risposto al presidente americano Donald Trump, che aveva fatto sapere che avrebbe imposto, dal primo settembre, dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. I dazi cinesi spazieranno dal 5 al 10% ed entreranno in vigore con la stessa tempistica di quelli americani: un primo round dall'1 settembre e un secondo dal 15 dicembre (la data in cui il governo Trump ha deciso di posticipare, per salvare lo shopping natalizio, l'entrata in vigore di dazi su smartphone, laptop, monitor, giocattoli, console per videogiochi e certi capi d'abbigliamento). Sono inclusi anche dazi del 5% sulle importazioni di petrolio.

Trump scatenato attacca Fed e Pechino
Non si è fatta attendere la risposta, fortemente polemica, del presidente americano al discorso di Powell e alle decisioni della Cina. «La mia sola domanda è, chi è il nostro più grande nemico, Jay Powell o il presidente Xi?», ha scritto su Twitter. Secondo il presidente americano Powell «non ha fatto niente, come al solito», mentre sulla Cina ha detto che l'America può fare a meno di Pechino e ha invitato le aziende americane a cercare mercati alternativi di sbocco (la Cina resta il terzo mercato di sbocco dell’export americano dopo Canada e Messico con 120 miliardi di merci made in Usa vendute nel 2018).

Ottava ok per Europa e Milano, spread giù di quasi 10 punti
La settimana delle Borse europee è stata nel complesso positiva, nonostante lo scivolone odierno innescato dai commenti al vetriolo di Donald Trump su Cina e Federal Reserve, dopo i nuovi dazi cinesi e il discorso di Jerome Powell a Jackson Hole. La performance di Milano è stata la migliore tra i listini europei, con un rialzo dello 0,74% nelle cinque sedute (-1,6% venerdì). Parigi nell'ottava ha guadagnato lo 0,49%, Francoforte lo 0,42%, mentre Madrid ha ceduto lo 0,24% e Londra lo 0,31%. Ampia parte dei settori ha chiuso la settimana in rialzo, in particolare quello dei servizi finanziari (+1,53%), dei media (+1,06%) e della retail (+1,59%). Più debole il comparto auto (-0,20%), penalizzato dall'innalzamento dei toni nello scontro tra Stati Uniti e Cina sui dazi. E cali anche per banche(-0,5%) e assicurazioni (-0,3%). Anche a Piazza Affari l'ottava è stata positiva anche grazie al calo dello spread tra i rendimenti di BTp decennali e Bund di pari scadenza, che è sceso nella settimana a 199 punti, contro i 208 di una settimana fa e i 252 punti di fine 2018, mentre il rendimento dei titoli decennali italiani è sceso all'1,319%, contro l'1,402% di una settimana fa e il 2,773% di fine 2018. In Italia le small cap (+1,65% il Ftse Italia Small Cap Index) e il comparto bancario (+0,8%) hanno segnato la performance migliore, mentre le utility hanno fatto peggio (-0,34% nella settimana il Ftse Italia All Share Utilities). Sul Ftse Mib, su base settimanale i rialzi maggiori sono stati quelli di Juventus (+8,36%), Prysmian (+5,81%) e Unipol (+4,98%), mentre i ribassi più sostenuti sono stati quelli di Ferrari ( -1,5%), Snam (-1,29%) e Stmicroelectronics(-1,23%).

Venerdì Ftse Mib St maglia nera, giù le banche, bene Recordati
I titoli del FTSE MIB sono stati orientati dai due temi di giornata: deboli le banche (Banco Bpm +0,06%, Bper -0,85%, Unicredit -3,1%, Ubi Banca -2,06% e Intesa Sanpaolo -1,99%), in attesa di novità sulla crisi, e sono andati male i titoli esposti al tema dazi, a partire da tecnologi (Stmicroelectronics -4,45%, la peggiore del listino), auto (Pirelli -2,91% e Fiat Chrysler Automobiles -2,17%) e lusso (Ferragamo -1,49%).
I nuovi dazi annunciati da Pechino, che includono tariffe del 5% per le importazioni di petrolio americano, hanno inciso sul prezzo del Wti (ha ceduto più del 3%) e del Brent (-2%) e di conseguenza sui titoli del comparto (l'Euro Stoxx 600 di settore ha finito a –1,47%). Anche a Piazza Affari, quindi, gli andamenti sono stati simili con Saipem (-2,1%), Eni (-1,28%) e Tenaris (-1,54%) sotto pressione. Sul Ftse Mib la migliore è stata Recordati (+1,19%), seguita da Juventus (+1,09%), che allunga ulteriormente la serie positiva e porta a oltre il 12% il rialzo dal 14 agosto. Hanno tenuto anche le utility, premiate come spesso accade ai titoli difensivi in sedute turbolente come quella odierna (Terna +0,11%, Italgas -0,1%, Hera -0,29%).

Andamento dello spread Btp / Bund

Sui listini europei venerdì in calo tech, auto ed energia
L'altalena delle Borse europee si è conclusa con cali abbastanza marcati soprattutto per i comparti più esposti al braccio di ferro Usa-Cina sui dazi, ovvero tecnologici (-1.09% l'Euro Stoxx 600 di settore), energetici (-1,53%) e auto (-2,14%). Si sono attestate in ribasso anche le banche (-1,53%). Per quanto riguarda i titoli, a Parigi tra i peggiori ci sono stati proprio i tecnologici (StMicroelectronics -4,65% e Technip -3,34%) e le auto (Peugeot -1,77%, Michelin -1,59%, Renault -1,35% e il produttore di componentistica Valeo -3,82%). Automotive maglia nera anche a Francoforte, con Bmw a -3,15%, Daimler a -3,09% e Volkswagen a -1,33%. I dazi annunciati dalla Cina anche per le importazioni di petrolio americano hanno messo il freno ai titoli del settore, con Royal Dutch Shell in discesa dell'1,03% ad Amsterdam e Bp dell'1,3% a Londra.

A Parigi sprofondano i titoli della società farmaceutica Adocia
A livello europeo, gli acquisti si concentrano sul settore tecnologico e su quello del turismo, mentre perdono terreno i titoli delle'energia. A Parigi colano a picco le azioni della società farmaceutica Adocia (-34%), dopo che un tribunale arbitrale ha respinto le sue richieste di risarcimento da 1,3 miliardi di dollari nei confronti dell'ex partner Eli Lilly. A Francoforte guadagnano terreno Lufthansa e Fresenius. Bene anche Rwe, sostenuta dal giudizio positivo degli analisti di Mainfirst, e Thyssenkrupp, che continua a beneficiare dell'annuncio del ricorso contro lo stop dell'Unione europea alla fusione con il colosso indiano Tata. A Londra, dove il mercato torna a scommettere su un possibile accordo con la Ue sulla Brexit, si mettono in evidenza Hammerson, Itv ed Easyjet.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Euro ritrova 1,11 dollari, brusca frenata del petrolio
Sul mercato dei cambi, l'euro riaggancia quota 1,11 e vale 1,1142 dollari (1,1069 all’avvio e 1,108 ieri) e vale 117,599 yen (106,6 in apertura e 106,44 ieri), mentre il dollaro-yen è pari a 105,532.
Crolla bruscamente il prezzo del petrolio, dopo gli annunci della Cina, dal momento che tra i dazi imposti c'è anche un'imposizione del 5% sulle importazioni di petrolio: il future ottobre sul Wti, poco mosso prima dell'annuncio, è arrivato a perdere più del 3%, mentre i contratti sul Brent di pari scadenza più del 2%. «I prezzi del greggio hanno subito risentito del deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina e dell'impatto che questo può avere sull'economia globale. Si è visto negli ultimi mesi e i movimenti di oggi dimostrano che la situazione è destinata a continuare», hanno detto gli analisti di Clipper Data. I nuovi dazi sul greggio avranno un peso significativo visto che, stando agli ultimi dati, le esportazioni di petrolio dagli Stati Uniti alla Cina si sono attestate nell'ultimo mese a poco meno di 300.000 barili al giorno, il livello più alto in un anno.

Spread risale a 200 punti e chiude a 199, rendimento 1,32%
Torna brevemente a quota 200 punti nel finale di seduta lo spread tra BTp e Bund, sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato, con qualche pressione dal fronte intenazionale dopo il nuovo inasprirsi delle tensioni tra Cina e Usa. Pechino ha annunciato nuovi dazi su 75 miliardi di dollari di importazioni americane. Immediata la replica del presidente americano, Donald Trump che ha attaccato il Paese asiatico esortando le aziende americane ad abbandonare la Cina e trasferire la produzione in Usa. Trump non ha neppure risparmiato nuove critiche al presidente della Fed Jerome Powell. Sul fronte politico italiano, invece, si registra il primo dialogo tra il M5S e il Pd per tentare di arrivare ad una ipotesi di Governo da portare al Capo dello Stato. Al termine della seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco è indicato a 199 punti base, invariato dai 199 punti della chiusura di ieri e dopo una mattinata in cui era riuscito a restringersi. In calo il rendimento del BTp decennale, all'1,32% dall'1,35% del closing della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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