la giornata

Attacco a petrolio saudita frena Europa, a Piazza Affari ko Atlantia (-7,8%)

Gli indici hanno limitato le perdite nel corso della giornata grazie al sostegno dei titoli legati al greggio, ma a pesare sono le tensioni in Medio Oriente e lo stallo sulla Brexit. In calo Wall Street, mentre a Milano seduta da dimenticare per la holding che fa capo ai Benetton in attesa di novità sui vertici

Andrea Fontana ed Enrico Miele


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(Adobe Stock)

4' di lettura

L'attacco ai pozzi sauditi, che ha riacceso di colpo le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e fatto schizzare le quotazioni del petrolio di oltre il 12%, ha trascinato in rosso tutte le principali Borse europee e anche Wall Street (Dj -0,53%, Nasdaq -0,28%). Ma il prezzo del greggio alle stelle ha moltiplicato gli acquisti sui titoli più legati al comparto petrolifero nel Vecchio Continente, contenendo il calo degli indici. Il dimezzamento della produzione dell’Arabia Saudita e i timori di una crisi nelle relazioni con l'Iran, indicato come legato agli attacchi, hanno però mandato in fibrillazione il mercato, tanto che si starebbe valutando un (ennesimo) posticipo dell'Ipo del colosso Aramco, mentre sul fronte Brexit si registra l’ennesimo stallo dopo un faccia a faccia tra Juncker e il premier Johnson. A fine seduta, tra i listini peggiori c’è il FTSE MIB (-0,96%) che, oltre alla crisi dei pozzi petroliferi, ha sommato la nuova caduta di Atlantia (-7,8%) alle prese con il futuro dell’ad Giovanni Castellucci, che potrebbe essere deciso già domani in un cda straordinario. Il "super petrolio" ha invece spinto l’industria legata al greggio: in testa Tenaris (+2,7%), Saipem (+2,8%) ed Eni (+1,9%). Acquisti moderati su Cnh Industrial (+0,25%) dopo la notizia che il fondo Elliott avrebbe messo assieme una quota sotto il 3%. Seduta in affanno per il settore dei bancari, da Unicredit (-1,7%) a Intesa Sanpaolo (-1,8%), dopo la corsa della scorsa settimana legate alle mosse espansive della Bce di Draghi. Debole Salvatore Ferragamo (-1,84%) con gli analisti che definiscono incerti i tempi per il rilancio del marchio. Fuori dal listino principale svetta Salini Impregilo (+3,1%) rinvigorita dalla maxi commessa in Texas, mentre il titolo Mediaset chiude sopra la soglia di recesso per progetto Mfe a quota 2,78 euro (2,77 euro è il limite fissato dal Biscione).

Crolla Atlantia (-7,8%) , domani cda straordinario chiesto da Castellucci
Mentre Piazza Affari ha perso circa un punto percentuale nel FTSE MIB, le altre Borse hanno arretrato a ritmo meno consistente. A pesare su Milano è stato soprattutto il nuovo ko di Atlantia che scende di oltre il 7% dopo essere caduto dell'8% venerdì. Nel corso della giornata si sono tenuti i cda della controllata Autostrade per l'Italia e dell'azionista di riferimento Edizione dopo gli arresti domiciliari disposti verso tre dirigenti di controllate (Aspi e Spea) per i rapporti sulla manutenzione dei viadotti. Secondo le indiscrezioni di stampa potrebbero essere decisi ricambi ai vertici. Questo mentre Giovanni Castellucci ha chiesto, e ottenuto, dal presidente Atlantia, Fabio Cerchiai, la convocazione di un cda straordinario della holding.

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Il "super petrolio" spinge i petroliferi. Male Ferragamo
Sono state le azioni dell'industria petrolifera a sfruttare il balzo dei prezzi del greggio. Gli impatti diretti del rialzo del prezzo del petrolio, calcola Equita Sim, riguardano principalmente Eni (+1,9%), con un effetto sull'utile calcolabile in 170 milioni di euro per ogni rialzo di un dollaro al barile del Brent. La seduta ha premiato anche Pirelli & C (+0,7%), già tonica la scorsa settimana, mentre ha viaggiato intorno alla parità la galassia Agnelli, con Fiat Chrysler Automobiles (+0,1%) e la holding Exor (-0,1%). In rosso anche la maison Salvatore Ferragamo, con gli analisti convinti che “il management stia lavorando nella direzione giusta, ma che i tempi e i costi del processo siano ancora incerti”. Banca Mediolanum, dopo aver perso nel corso della giornata anche il 2%, ha chiuso con un -1% a seguito della decisione degli esperti di Ubs di togliere la raccomandazione «buy» e di assegnare una più cauta indicazione «neutral» con target di prezzo a 7 euro (7,60 il precedente). Secondo gli analisti, la prospettiva di uno scenario macroeconomico con tassi bassi a lungo, si rifletterà sui margini di interesse del gruppo e questo porta a prevedere che le stime per il 2020 non vengano raggiunte.

BTp, spread chiude poco mosso a 133 punti, decennale resta a 0,85%
Chiude sostanzialmente sui livelli di venerdi' scorso lo spread BTp e Bund che si mantiene sui minimi da meta' maggio 2018. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin T0005365165) e il pari durata tedesco ha infatti terminato la seduta a 133 punti base, uno in piu' rispetto al closing di venerdi'. Poco mosso anche il rendimento del BTp benchmark italiano che chiude allo 0,86% (era allo 0,85% in chiusura di venerdi').

Inflazione allo 0,4% ad agosto in Italia
Oggi l’Istat ha diffuso le statistiche sull'inflazione di agosto. L'inflazione si è attestata allo 0,4% sia a livello congiunturale sia a livello tendenziale. Lo afferma l'Istat diffondendo i dati definitivi riguardo allo scorso mese. La stabilità dell'inflazione e' il risultato di un quadro con pochi scostamenti rispetto al mese di luglio; da segnalare, spiega l'Istat, solamente la lieve accelerazione dei prezzi dei Beni non durevoli (da +0,2% a +0,6%). Sia l'inflazione di fondo, al netto cioè degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici sono stabili rispetto al mese di luglio, rispettivamente a +0,5% e a +0,6 per cento. L'inflazione acquisita per il 2019 è +0,8% sia per l'indice generale sia per la componente di fondo.

In Usa scende a 2 punti indice manifatturiero Ny a settembre
L'indice Empire State, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, a settembre ha perso slancio. Il dato redatto dalla Federal Reserve di New York è calato a 2 punti dai 4,8 di agosto e i 4,3 di luglio. Gli analisti si aspettavano 3 punti. La componente dell'occupazione è migliorata a 9,7 da 1,6 del mese precedente. La componente dei prezzi ricevuti è passata a 9,2 da 4,5 punti ma quella dei nuovi ordini ha perso terreno a 3,5 da 6,7 punti e quella delle consegne è scesa di 3,5 punti a 5,8, minimi di quasi tre anni.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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