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La linea dura di Trump sui dazi colpisce ancora le Borse. Ko Londra e Parigi

I nuovi attacchi del presidente Usa contro la Francia per la digital tax e contro l'Europa, oltre alla prospettiva di un lungo rinvio per l'accordo con la Cina, piegano come ieri i listini azionari. Anche Wall Street in discesa. Vendite su minerari e energia

di Chiara Di Cristofaro e Andrea Fontana


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(EPA)

3' di lettura

Il ritorno della linea dura di Donald Trump sui dazi con l'attacco alla Francia sulla digital tax e l'ipotesi rinvio a fine 2020 degli accordi con la Cina dà un altro colpo ai mercati finanziari. Dopo la caduta generale di ieri, innescata dall'annuncio delle tariffe su acciaio e alluminio contro Brasile e Argentina, sono state questa volta Parigi (-1%) e Londra (-1,7%) a registrare le conseguenze più significative mentre Piazza Affari ha comunque resistito: +0,03% il FTSE MIB. A tenere a galla il listino di Milano gli acquisti sui settori più difensivi come il farmaceutico-sanitario (+2,8% Diasorin, +2,7% Amplfion, +1,5% Recordati) e le utility (+1,6% Italgas, +1% Enel) accompagnati anche dal rialzo di Ferrari (+2%) grazie a una raccomandazione positiva di Goldman Sachs che scommette sui nuovi modelli lanciati dalla Rossa a cominciare dalla nuova Roma.

Trump: accordo Cina? Meglio dopo elezioni Usa 2020
«Non ho una scadenza per l'accordo con la Cina e potrebbe essere meglio aspettare fino a dopo le elezioni del novembre 2020» ha detto Trump parlando a Londra dove si è recato per il vertice Nato. Già ieri i tweet del presidente Usa avevano innescato le vendite sui mercati con la minaccia di una nuova ondata di dazi, questa volta su Brasile e Argentina, l'annuncio di nuove tariffe nei confronti della Francia e minacce di provvedimenti analoghi che colpirebbero anche l'Italia.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Unicredit sorprende con dividendi e buyback, ma titolo fiacco
Sull'azionario milanese, occhi puntati su Unicredit. Un piano in linea con le attese, ma con una remunerazione che ha sorpreso positivamente il mercato. Secondo gli analisti, le stime del piano al 2023 incorporano la debolezza congiunturale dei prossimi anni e sono sostanzialmente in linea con le attese ma ha sorpreso positivamente la 'cash distribution'. Il gruppo ha annunciato una creazione di valore per gli azionisti di 16 miliardi nel nuovo piano strategico al 2023. Di questi, 8 miliardi saranno di incremento del patrimonio netto tangibile, 6 miliardi di dividendi cash (con payout sull'utile ricorrente al 30% su 2020, 2021 e 2022 e al 40% sul 2023) e 2 miliardi di buyback (ogni anno per il 10% dell'utile ricorrente). Le azioni hanno comunque chiuso in lieve calo dopo una buona partenza.

Gedi (+60%) si allinea a prezzo offerta Exor, giù Cir e Cofide
Il titolo Gedi Gruppo Editoriale è balzato del 60% e si è allineato al prezzo dell'offerta Exor. Le azioni, che in apertura non erano riuscite a fare prezzo e che ieri erano sospese dalle contrattazioni, hanno chiuso a 0,455 euro. Brusco scivolone invece perCir Ord e per Cofide Ord. Nel dettaglio, Cir ha accettato l`offerta di Exor per la quota di controllo del 43,78% del capitale di Gedi a 0,46 euro. «Si tratta di un prezzo a premio rispetto al nostro target di 0,35 euro per azione - commentano gli analisti di Equita - e su multipli a premio rispetto a quelli dei peers come Cairo, Rcs o Vocento in Spagna». Quindi, per Equita, «l'operazione è un segnale positivo per l'intero settore editoriale, perché nonostante il trend negativo della carta stampata, sia in termini di raccolta pubblicitaria (mercato a -11% nei primi 9 mesi) che di circulation (settore in calo dell`8% nei 9 mesi), Gedi è stata valorizzata su multipli a premio rispetto al settore».

BTp, spread si allarga sopra 175 ma i rendimenti tornano a calare
Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bundche, pur in una contesto positivo per i bond dell'Eurozona, risente della migliore performance dei bond dei paesi della 'Core Europe', Germania in testa. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco ha terminato gli scambi a 173 punti base, dai 172 punti del riferimento precedente. Scende, invece, il
rendimento del BTp decennale benchmark che, dopo la fiammata di ieri che lo ha portato a chiudere all'1,45%, ha archiviato la seduta all'1,38 per cento.

Per approfondire:

La Borsa di Milano
La Borsa di Francoforte

La Borsa di Parigi

Lo spread BTp-Bund

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Per saperne di più

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