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Borse deboli, Lagarde spegne ottimismo su ripresa. Brent a massimi da marzo sopra 50 $

Francoforte, come previsto, ha lasciato invariati i tassi di interesse e ha introdotto nuovi stimoli a sostegno dell'economia. Gli indici hanno scontato le parole di Lagarde, che ha anticipato una contrazione dell'economia anche nel quarto trimestre

di Stefania Arcudi e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici di oggi 10 dicembre 2020

4' di lettura

Chiusura debole per le Borse europee, in una seduta volatile, nel giorno della Bce e della conferenza stampa della presidente Christine Lagarde. Milano ha ceduto lo 0,25%, ma perdeva più di un punto, piatta Parigi e -0,33% per Francoforte, mentre ha fatto eccezione Londra (+0,5%) sulla speranza che si arriverà a un accordo sulla Brexit entro domenica, nonostante la fumata nera dopo l'incontro tra il premier Boris Johnson e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
Gli indici non si sono entusiasmati per le mosse della Bce e anzi hanno girato in negativo dopo le parole della presidente Christine Lagarde, salvo poi recuperare terreno. L'Eurotower del resto non ha stupito: come ampiamente previsto ha lasciato i tassi di interesse invariati ed è scesa in campo con misure a sostegno dell’economia, messa ancora alla prova dalla seconda ondata del Covid-19. Inoltre, la numero uno della Bce ha ribadito che la pandemia continua a rappresentare «un rischio grave» per l'econmia dell'Eurozona e ha anticipato una contrazione nel quarto trimestre, per poi chiudere il 2020 a -7,3% (poi ++3,9% nel 2021 e +4,2% nel 2022 e +2,1% nel 2023).

Wall Street poco mossa, strappa il petrolio

Dopo la frenata registrata alla vigilia, Wall Street è poco mossa. Non piace l'aumento superiore alle previsioni delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (+137.000 a 853.000 unità, contro le 757.000 attese). In rialzo superiore alle stime i prezzi al consumo (+0,2% contro +0,1% atteso su base mensile e +1,2% su base annuale). Strappa invece il petrolio, con il Wti che sale più del 3%, mentre il Brent è ai massimi da marzo, per la prima volta in nove mesi sopra i 50 dollari al barile.

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Il bazooka di Natale in arrivo da Francoforte

Christine Lagarde, la numero uno dell’Eurotower, ha annunciato un ampliamento del Pepp di 500 miliardi a 1.850 miliardi e ha lo ha allungato fino al marzo 2022, mentre la scadenza originaria era per giugno 2021. E' stato esteso fino a fine 2023 anche il reinvestimento capitale rimborsato in ambito Pepp e sono state annunciate tre aste Tltro aggiuntive fra giugno e dicembre 2021 . « Nonostante le buone notizie sul fronte dei vaccini - aggiunge - la banca centrale manterrà una politica fortemente accomodante fintanto la ripresa economica non sarà ben salda», ha detto Luigi Nardella di Ceresio Investors.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari bene i petroliferi, realizzi su Ferrari

A Piazza Affari, positivi i titoli dell’energia tra cui in particolare Saipem, Eni e Tenaris, in scia al rialzo del greggio. Seduta di acquisti per Campari (+1,46%) e Prysmian (+1,16%). Ancora debole Stmicroelectronics (-1,67%) dopo il tonfo della vigilia provocato dal rinvio di un anno al 2023 del raggiungimento del target di 12 miliardi di vendite l’anno. Realizzi su Ferrari (-1,87%) e Pirelli (-3,43%), che alla vigilia avevano chiuso con performance tra le migliori del Ftse Mib. Deboli anche Inwit (-2,92%) e Leonardo (-2,78%).

Riflettori sulle banche, interesse per Exor

Occhi puntati sulle banche, mentre si rincorrono mille ipotesi sulle future aggregazioni, che vedono come protagoniste soprattutto Unicredit e Banca Mps. Quest'ultima, secondo indiscrezioni, sarà presto costretta a lanciare un aumento di capitale, in modo da rafforzare il capitale e facilitare eventuali fusioni. Vendite soprattutto su Banco Bpm (-2,08%), mentre per quanto riguarda il risparmio gestito, Banca Mediolanum ha perso l'1,65% nel giorno in cui Banca Akros ha abbassato la raccomandazione a «neutral» da «accumulate». Sotto la lente anche Exor, dopo l'annuncio dell'ingresso nel capitale della cinese Shang Xia, di proprietà di Hermes. Anche se l'operazione è di piccola entità, potrebbe avere un potenziale per l'espansione sul mercato del lusso della Cina, quello che nei prossimi anni crescerà più di tutti.


Nuovo minimo storico a -0,30% per i BTp triennali

Scendono su nuovi minimi storici i rendimenti dei BTp a 3 e 7 anni assegnati oggi dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la quinta tranche del BTp a 3 anni scadenza 15/01/2024 per 2,75 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,879 miliardi. Il rendimento e' sceso di 11 centesimi attestandosi su un nuovo minimo storico pari a -0,30 per cento. Collocata anche la 11ma tranche del BTp a 7 anni scadenza 15/09/2027: a fronte di richieste per 4,193 miliardi l'importo emesso e' stato pari a 3 miliardi mentre il rendimento, in calo di 16 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato allo 0,19%, segnando un nuovo minimo storico anche in questo caso. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 14 dicembre.

Sotto i riflettori anche la Brexit e il Recovery Fund

Intanto a livello politico la strada per il lancio dei fondi Next Generation Ue sembra essere meno impervia visto che Ungheria e Polonia avrebbero accettato il compromesso proposto dalla Germania. Per contro è stata fumata nera sulla Brexit al termine dell’incontro tra la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il premier britannico, Boris Johnson. Le trattative, comunque, continueranno fino a domenica.

Corre il petrolio a Wall Street con vaccini e speranza aiuti

Corre il petrolio, grazie all'ottimismo sulla ripresa generato dall'inizio della campagna di vaccinazione contro il coronavirus nel Regno Unito, che sarà presto seguito dal Canada e, senza dubbio, anche dagli Stati Uniti e dal resto d'Europa. Il prezzo è sostenuto anche dall'accordo sulla produzione tra i Paesi dell'Opec+ e dalla fiducia sul raggiungimento di un accordo al Congresso statunitense per un nuovo piano di aiuti che sostenga la ripresa. Il prezzo del Wti è salito a 47,07 dollari, in rialzo del 3,4% rispetto alla vigilia. Di questo passo, il Wti potrebbe registrare la sua chiusura più alta dal 3 marzo. Anche il Brent è ai massimi dal 6 marzo e ha superato per la prima volta in 9 mesi i 50 dollari al barile, con un rialzo vicino al 4%.


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