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Borse, settimana nera nella morsa del coronavirus. Piazza Affari cede il 3%, giù Wall Street

Nelle ultime sedute bilancio negativo per tutti i listini europei alle prese con le possibili ripercussioni sulla crescita mondiale della diffusione del coronavirus. Tra i titoli del Ftse Mib si salva Atlantia che guadagna il 3,8% visto che la revoca della concessioni ora fa meno paura (e il governo sembra propendere per una maxi-multa). Male la galassia Agnelli con Exor (-9,3%) e Cnh (-10%)

di Paolo Paronetto e Enrico Miele

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(EPA)

Nelle ultime sedute bilancio negativo per tutti i listini europei alle prese con le possibili ripercussioni sulla crescita mondiale della diffusione del coronavirus. Tra i titoli del Ftse Mib si salva Atlantia che guadagna il 3,8% visto che la revoca della concessioni ora fa meno paura (e il governo sembra propendere per una maxi-multa). Male la galassia Agnelli con Exor (-9,3%) e Cnh (-10%)


5' di lettura

Quella che si è appena conclusa è stata una settimana nera per le Borse europee, piegate dalle possibili ripercussioni sulla crescita mondiale di un contagio su vasta scala del coronavirus. Tirando le somme delle ultime sedute, l'indice peggiore è quello di Francoforte (-4,4%) seguito da Londra (-3,95%) che ha sancito l'addio definitivo del Regno Unito alla Ue. In rosso anche Parigi (-3,6%) e Madrid (-2%). Non ha fatto eccezione Piazza Affari che lascia sul terreno il 3% in una settimana e da inizio anno arretra dell'1,1%.

Venerdì pesante anche a Wall Street, che chiude in netto ribasso per i timori legati al coronavirus e ai suoi effetti economici: il Dow Jones ha lasciato sul terreno oltre 600 punti (-2,1%), l’S&P 500 ha perso l’1,8% e il Nasdaq l’1,6 per cento.

Ma le ultime sedute hanno anche registrato la "riscossa" di Atlantia. Dalla vittoria del centrosinistra in Emilia Romagna in poi, e la conseguente tenuta del governo Conte, la holding dei Benetton ha guadagnato il 3,8%, risultando il titolo migliore del listino principale. Un rialzo legato alle continua indiscrezioni che vogliono Palazzo Chigi più propenso per una maxi-multa rispetto alla revoca delle concessioni autostradali. In fondo al listino, invece, settimana da dimenticare per la galassia Agnelli sia con Cnh Industrial (-10,1%), alle prese con i nuovi dazi Usa, che Exor (-9,3%) entrambe in profondo rosso.

Venerdì il Pil ha mandato ko Milano
Nell'ultima seduta della settimana, però, più del coronavirus poté il Pil che ha mandato in rosso Piazza Affari, la peggiore a fine seduta tra le principali Borse europee con un tonfo del 2,3%. Ai timori legati a un contagio globale del virus cinese, infatti, nel corso della giornata si è sommato il brusco stop dell’economia italiana, che ha registrato la più forte frenata del Pil dal 2013 (-0,3% sul trimestre). Non va meglio alle altre piazze finanziarie che, in scia con la debolezza di Wall Street, in rosso nonostante una super Amazon (+9%), risentono delle preoccupazioni per gli effetti negativi sull’economia globale. L’Oms ha dichiarato l’emergenza internazionale ma si detta contraria alle restrizioni sui viaggi (l’Italia ha già bloccato tutti i voli da e per la Cina). E così, nell’ultimo giorno di Londra dentro la Ue prima della fatidica Brexit, nel mirino degli investitori sono finiti titoli energetici, materie prime e banche, i più penalizzati dalle vendite. Non fa eccezione il FTSE MIB dove crollano Banco Bpm (-5%) e Banca Pop Er (-4%). In flessione i settori più esposti verso l’export come Stmicroelectron (-4,4%) e Pirelli & C (-3,6%). Sul listino principale si salvano solo Leonardo - Finmeccanica (+1,9%) grazie ai dati preliminari 2019 al di sopra delle previsioni e Atlantia (+2%) con il governo Conte che sembra più orientato verso una maxi-multa rispetto alla revoca delle concessioni autostradali che aprirebbe scenari legali inediti.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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La paura di contagio zavorra le Borse
Nell'ultimo giorno di permanenza del Regno Unito nell'Unione europea, la diffusione del virus cinese è così rimasto il tema principale di incertezza sul mercato. Il timore è che il virus stesso, più le contromisure prese dalle autorità cinesi e mondiali per bloccare il contagio, possano pesare sull’economia cinese e anche globale. Non bisogna dimenticare che ormai la Cina pesa per il 19% sul Pil globale. Se è impossibile fare stime (l’impatto del coronavirus sul Pil dipende da quanto forte sarà il contagio e da quanto tempo durerà l’emergenza), sul mercato si teme che la Cina possa perdere un punto di Pil nel trimestre. L’impatto sull’economia globale potrebbe essere nell’ordine dello 0,15%-0,30%.

Si è salvata Leonardo grazie a stime 2019
Tornando a Piazza Affari, Leonardo ha beneficiato dei dati emersi dall'analisi preliminare della performance 2019, pubblicati ieri a mercato chiuso. Leonardo ha sottolineato «l'ottima performance del gruppo in linea con le aspettative di un quarto trimestre particolarmente significativo», prevedendo «ordini e ricavi al di sopra della guidance 2019». Il valore dell'ebita è inoltre atteso «nella fascia medio-alta della guidance, grazie all'ottima performance dei principali business che ha compensato il minore apporto delle joint venture (segmento manifatturiero dello spazio e Atr)». I dati preliminari «sono superiori alle stime sia di consensus raccolto dalla società che nostre», commentano gli analisti di Equita. «Riteniamo ci sia spazio per un rialzo del target small/mid single digit, ma attendiamo la full disclosure in attesa di comprendere le implicazioni per il business plan», aggiungono.

In risali Atlantia, revoca concessione più lontana
Anche Atlantia ha resistito per tutta le seduta alle vendite grazie alle ultime indiscrezioni sulle intenzioni del Governo, che sarebbe orientato a sanzionare la società per il crollo del Ponte Morandi di Genova con una multa e non con la revoca della concessione. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, infatti, secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, «la revoca dell'intero pacchetto di concessioni esporrebbe lo Stato al rischio altissimo di danni finanziari derivanti da un contenzioso legale con Atlantia». Meglio, allora, «una maxi multa che servirà a finanziare le riforme che il premier ha in cantiere». «Se le indiscrezioni riportate dalla stampa saranno confermate, sarebbero positive per Atlantia perché si avvierebbe una fase di negoziazione con il governo», commentano gli analisti di Equita sottolineando che «sarà importante verificare cosa succederà con la conversione del decreto milleproroghe e come sarà modificato».

A Londra vola Aston Martin dopo l'ingresso di Stroll
Nel resto d'Europa, è decollata del 20% Aston Martin alla Borsa di Londra, festeggiando l'ingresso nel capitale della società da parte del miliardario canadese, Lawrence Stroll, il proprietario della scuderia di Formula 1, Racing Point. L'azienda che produce le auto di James Bond ha annunciato un rafforzamento del capitale per complessive 500 milioni di sterline. Inizialmente una prima tranche di fondi, pari a 182 milioni di sterline, verrà versata da un consorzio capitanato da Stroll, che conquisterà una partecipazione pari al 16,7% del capitale. Livello, quest'ultimo, che salirà attorno al 20%, in occasione di un secondo aumento di capitale e quando Stroll stesso verrà nominato presidente della casa auto.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread ha chiuso in lieve rialzo a 137 punti
Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul secondario telematico Mts dove si registrano rendimenti in calo per i bond dell'area euro, con la sola eccezione della Spagna. Al termine della seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari durata tedesco e' indicato a 137 punti base dai 135 punti del closing di ieri. Il rendimento dei decennali italiani continua invece a scendere al di sotto della soglia dell'1% ed è indicato allo 0,93% dallo 0,95% di ieri. Il rendimento dei decennali italiani continua invece a ridursi ben sotto la soglia dell'1% e si attesta allo 0,93% dallo 0,95% di ieri.

Sul mercato dei cambi, euro in rialzo a 1,108 dollari (1,103 ieri in chiusura) ma in calo a 0,84 sterline. Lo yen perde terreno contro il biglietto verde ed è indicato a 108,42 per un dollaro (108,73). In calo, infine, il prezzo del petrolio: a ridosso della chiusura delle contrattazioni, il future marzo sul Wti cede l’1,2% a 51,5 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent perde lo 0,4% a 58 dollari

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