la giornata dei mercati

Borse deboli, a Piazza Affari giù Tim dopo causa Open Fiber. L'oro vola al top dal 2011

Recupero senza precedenti per i listini nel periodo aprile-giugno, nonostante le incertezze legate al coronavirus e i dati traballanti sulla ripresa economica. Ma restano lontani i livelli pre-Covid: da inizio 2020 il bilancio dei mercati è ancora in rosso

di Enrico Miele e Stefania Arcudi

La giornata dei mercati

Recupero senza precedenti per i listini nel periodo aprile-giugno, nonostante le incertezze legate al coronavirus e i dati traballanti sulla ripresa economica. Ma restano lontani i livelli pre-Covid: da inizio 2020 il bilancio dei mercati è ancora in rosso


3' di lettura

Nel periodo che passerà alla storia per la pandemia del Covid-19, i listini mondiali hanno realizzato un trimestre da record, con rialzi in doppia cifra da Wall Street fino all’Europa, passando per le Borse asiatiche. Non fa eccezione Piazza Affari che, dopo il brusco tonfo di febbraio, ha riguadagnato in tre mesi oltre il 13% anche se resta indietro – come le altre capitali finanziarie – rispetto ai livelli pre-Covid. Nell’ultima seduta del 30 giugno, prima di passare al secondo semestre dell’anno, il clima è stato invece più di incertezza, con gli investitori sempre alle prese con le preoccupazioni per la diffusione dei contagi in diversi Paesi, i timori per gli effetti di possibili nuovi lockdown e l’arrivo di alcuni dati macro sopra le attese, a partire dal Pmi della Cina (sia sui servizi che per il manifatturiero). Nel giorno in cui l’Ue ha deciso ufficialmente di riaprire le frontiere a 15 Paesi compresa la Cina, escludendo invece gli Usa, i listini del Vecchio Continente hanno così chiuso quasi tutti sotto la parità (con la sola eccezione di Francoforte) e il Ftse Mib ha perso lo 0,4%. E questo in attesa, a mercati europei chiusi, delle parole del presidente della Fed, Jerome Powell, sulla risposta all’emergenza innescata dal Covid-19. Il numero uno della banca centrale Usa, secondo le anticipazioni, dovrebbe sottolineare come l’outlook per l’economia rimanga «straordinariamente incerto».

A Piazza Affari svetta St, cadono banche e petroliferi

In Europa, le vendite hanno colpito nell'ultima seduta del mese soprattutto le banche e l'energia, con i prezzi del petrolio in calo, mentre gli acquisti hanno premiato il comparto high-tech. Tra i titoli a Piazza Affari ha svettato per tutta la giornata St, che ha chiuso in testa al listino, dopo la pubblicazione di conti sopra le attese per Micron. Segno opposto per Mediobanca con i realizzi che hanno colpito la maggior parte dei titoli finanziari. Debole anche Tim dopo le indiscrezioni stampa su una richiesta di risarcimento danni di 1,5 miliardi di euro da parte di Open Fibers. Fuori dal listino principale, Guala Closures ha chiuso in rosso ma sempre sopra il prezzo dell'offerta lanciata da Special Packaging Solutions. Il 1 luglio, infatti, si chiude l'Opa sul 22,57% del capitale lanciata dalla società indirettamente controllata da Investindustrial di Andrea Bonomi.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Assegnati 3,5 miliardi di BTp, rendimenti in calo

Nel corso della seduta, inoltre, si è registrata una buona domanda e rendimenti in calo per i BTp assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la quarta tranche del BTp a 5 anni per 3 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,928 miliardi. Il rendimento è sceso di 24 centesimi attestandosi allo 0,68 per cento. Collocata anche la nona tranche del BTp a 10 anni: a fronte di richieste per 2,675 miliardi l'importo emesso è stato pari a 1,292 miliardi mentre il rendimento, in calo di 22 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato all'1,20 per cento.

E lo spread si raffredda a 170 punti

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato
secondario Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di
rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il Bund di pari durata e' indicato a fine giornata a 170 punti base dai 177 punti del finale di ieri. In frazionale ribasso il rendimento del BTp decennale benchmark, all'1,26% rispetto all'1,30% dell'ultimo riferimento.

Oro supera 1.800 $, è la prima volta da 2011

Prosegue intanto la corsa al rialzo dell'oro che, per la prima volta da settembre 2011, ha superato la soglia dei 1.800 dollari l'oncia a un massimo intraday di 1.800,60 dollari. Ora, tornato poi sotto questa soglia, si avvia verso la chiusura migliore dal 2012. «Quando c'è avversione al rischio, come in questo periodo in cui le preoccupazioni per il Covid-19 non sono ancora svanite, l'oro è un'asset class che assicura ritorni positivi», hanno detto gli analisti di GraniteShares. Guardando avanti, «lo scenario più a lungo termine rimane favorevole al lingotto poiché l'incertezza persiste per via dei timori di una seconda ondata di Covid-19. Dal punto di vista tecnico il prezzo sembra essere in una fase di consolidamento» hanno aggiunto gli esperti di ActivTrades.

Piatto il petrolio, euro resiste a 1,12 dollari

Sul fronte del greggio, il contratto sul Wti consegna Agosto scende dell'1,34% a 39,17 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Brent del Mare del Nord dell'1,15% a 41,23 dollari al barile. Infine, sul mercato valutario, l'euro passa di mano a 1,1211 dollari (1,1245 alla vigilia) e 120,789 yen (121,138), quando il biglietto verde vale 107,737 yen (107,73).

(Il Sole 24 ore Radiocor)

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