La giornata

La guerra dei dazi tiene ancora banco. Piazza Affari (+0,7%) la spunta sul finale

L'ipotesi di uno slittamento del nuovo round di dazi americani sui prodotti cinesi rispetto alla scadenza del 15 dicembre ha permesso agli indici europei di allontanarsi dai minimi della mattina. Intanto sale l'attesa per le decisioni che prenderanno Fed e Bce

di Eleonora Micheli


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(AP)

5' di lettura

La guerra dei dazi ancora una volta ha tenuto banco sui mercati finanziari, mentre gli investitori trattengono il fiato anche in vista di appuntamenti importanti come la due giorni di riunione del Fomc, il braccio operativo della Fed, che terminerà domani, la riunione del consiglio direttivo della Bce in calendario giovedì in contemporanea alle elezioni britanniche.

Gli indici europei sono partiti deboli, ma nel pomeriggio hanno recuperato dopo l’indiscrezione rilanciata da Wall Street Journal in base alla quale Washington e Pechino stanno lavorando per posticipare l’entrata in vigore di un nuovo round di dazi previsti per il prossimo 15 dicembre.

In più i democratici della Camera dei Rappresentanti hanno annunciato di aver trovato un accordo con l’amministrazione Trump per approvare l’Usmca, l’accordo commerciale trilaterale tra gli Stati Uniti, il Messico e il Canada, che sostituirà il Nafta. Milano, che ieri era stata la peggiore, ha vantato la performance migliore salendo dello 0,72%, mentre lo spread è migliorato a 163,8 punti. Wall Street ha chiuso in calo: Dj -0,10%, Nasdaq -0,07%

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

WSJ ipotizza uno slittamento dei dazi per favorire trattative
Secondo il Wall Street Journal Usa e Cina stanno trattando per trovare un accordo sul fronte del commercio internazionale e scongiurare l'introduzione di nuovi dazi prevista domenica. Si tratta di tariffe pari al 15% che gli States imporranno su 150-160 miliardi di dollari di merci importate dalla Cina e che provocheranno molto probabilmente una risposta cinese, ossia un’aliquota del 7,5% su merci americane del valore di 50 miliardi di dollari. Intanto in questi giorni ha destato preoccupazione anche l’indiscrezione in base alla quale Pechino ha emesso una direttiva che impone il divieto di computer e software stranieri da parte del Governo cinese nell’arco dei prossimi tre anni, un bel problema soprattutto per i colossi Usa che fanno affari d’oro in Cina. A complicare il quadro sono anche le notizie sulla procedura di impeachment contro il presidente, Donald Trump. I democratici della Camera dei Rappresentanti hanno infatti presentato, in conferenza stampa, i due articoli per accusare il presidente di abuso di potere e intralcio al Congresso per aver fatto pressioni sull'Ucraina per ottenere aiuti in vista delle elezioni del 2020. Dopo oltre due mesi di indagini, gli articoli di impeachment saranno discussi domani in commissione Giustizia e un voto potrebbe essere programmato già per giovedì in modo da consentire alla Camera di votare entro la prossima settimana. In caso di voto favorevole, il processo a Trump, in Senato, potrebbe cominciare a gennaio.

Piazza Affari la migliore con Atlantia
Piazza Affari, che ieri era stata la peggiore, ha dribblato l'incertezza sui dazi salendo più degli altri listini del Vecchio Continente. Parigi ha infatti guadagnato lo 0,18%, mentre Francoforte ha perso lo 0,27% e Madrid lo 0,36%. In vista delle elezioni, Londra ha lasciato sul parterre lo 0,23%.
A Milano le Atlantia hanno vantato la performance migliore del Ftse Mib, sull’ipotesi di un ingresso nel capitale da parte di Cdp. La mossa, se andasse in porto, allontanerebbe lo scenario di revoca della concessione, temuta nelle scorse settimane. Hanno rialzato la testa anche le azioni delle banche, co Mediobanca (+2%), rimasta sotto la lente, dopo che indiscrezioni di stampa hanno rilanciato la tesi che sia allo studio una variazione dello statuto e in particolare della regola che impone che l’ad dell’istituto sia dipendente da almeno tre anni. Unicredit, inoltre, è salita dello 0,88%, Ubi Bancai dello 0,79% eIntesa Sanpaolodello 0,3%. Se Banca Pop Er ha registrato un progresso dell'1%, Banco Bpmha messo a punto un +0,45%. Sono inoltre andate bene le Nexii (+1,87%) e le Recordati(+1,69%), quest'ultime nel giorno del Capital Market Day della concorrente Sanofi.

    Juventus e Fca in controtendenza
    Le azioni della Juventus Fc hanno perso lo 0,3%, mentre procede l’aumento di capitale da 300 milioni. I diritti sono negoziabili fino a giovedì 12, mentre sono esercitabili fino al 18 dicembre. Della galassia Agnelli sono risultate deboli le Cnh Industrial (inv) e le Fiat Chrysler Automobiles (-0,55%), quest’ultime nell’attesa che sia presto firmato il memorandum of understanding con Psa Peugeot (-0,85%). Dalle pagine di Automotive News il ceo, Carlos Tavares, si è dichiarato fiducioso che il MoU «venga firmato quanto prima». Sono invece andate bene le Ferrari (+0,8%). Sono inoltre andate male le Unipol (-1,7%) e le Buzzi Unicemi (-1,8%).

    Sanlorenzo debutta con un lieve progresso
    Fuori dal paniere principale, oggi hanno debuttato in Borsa, sul segmento Star, le azioni di Sanlorenzo, la società che produce yacht. I titoli hanno chiuso in rialzo dell'1,6% rispetto al prezzo di collocamento di 16 euro. Va ricordato che il flottante della società si attesta attorno al 35,1% e la capitalizzazione è attorno a 552 milioni.

    In volata Seri, occhi puntati su Safilo
    Sono volate del 50% le Seri Industrial, dopo che la società ha comunicato che la Commissione europea ha approvato un’agevolazione per complessivi 427,06 milioni di euro a favore della controllata Fir, azienda che produce, a marchio Faam, batterie al piombo e litio per trazione, stazionario ed automotive. In particolare, Fir ha presentato un programma di investimento per la produzione di moduli e celle innovative per accumulatori al litio e per il riciclo delle batterie a fine vita. Safilo Group ha guadagnato il 10,5% nel giorno in cui la società di occhialeria ha annunciato il rinnovo della licenza con Marc Jacobs fino al 2026. Gli analisti hanno giudicato positivamente la notizia, alla luce del fatto che il brand genera il 4% del fatturato dell’azienda veneta. Gli esperti di Equita hanno inoltre evidenziato che «Marc Jacobs è uno dei brand di proprietà di Lvmh per cui la notizia ci sorprende positivamente», visto che la licenza di Dior, che scadrà nel 2020, è già noto che non è stata rinnovata, per passare alla joint venture Lvmh-Marcolin. A questo punto rimane il dubbio del futuro di altri brand del colosso francese prodotti da Safilo, come Fendi e Givenchy, in scadenza rispettivamente nel 2021 e 2022. A mercati chiusi l'azienda ha presentato il piano industriale in cui rivede al ribasso i target 2020 e prevede 700 esuberi in Italia.

    Euro in lieve rafforzamento sul dollaro, petrolio in rialzo
    Sul fronte dei cambi, la moneta unica si è rafforzata sul biglietto verde: vale 1,1095 dollari (da 1,1072 ieri in chiusura). Quota inoltre 120,61 yen (da 120,233), mentre il dollaro-yen si attesta a 108,71 (108,6). E' continuato il recupero della sterlina britannica, un euro vale 0,8421 pound. Il petrolio, dopo un avvio debole, ha virato al rialzo: il wti, contratto con consegna a gennaio, si attesta a 59,28 dollari al barile, in rialzo dello 0,44%.

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