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Borse europee frenano sul finale: Piazza Affari si salva (+0,2%) ma crollano le banche. Male Wall Street

Sotto la lente l’andamento dei contagi Covid ma arriva qualche (timida) indicazione dai dati macro. Migliori delle attese i dati sul Pmi manifatturiero europeo, mentre la moneta unica scivola sotto quota 1,17 dollari. Spread ancora ai minimi da sette mesi

di Enrico Miele e Stefania Arcudi

La giornata dei mercati

Sotto la lente l’andamento dei contagi Covid ma arriva qualche (timida) indicazione dai dati macro. Migliori delle attese i dati sul Pmi manifatturiero europeo, mentre la moneta unica scivola sotto quota 1,17 dollari. Spread ancora ai minimi da sette mesi


4' di lettura

Rallentano il passo sul finale le Borse europee che chiudono in territorio positivo ma sotto i massimi di seduta a causa della debolezza di Wall Street, dove il Nasdaq vede di nuovo "rosso". La Borsa Usa chiude in forte calo: il Dow Jones perde l'1,92% a 26.764,25 punti, il Nasdaq cede il 3,02% a 10.632,98 punti mentre S&P 500 lascia sul terreno il 2,37% a 3.236,99 punti.

Gli investitori, che continuano a monitorare l'andamento dei nuovi contagi e i possibili lockdown, nella seduta del 23 settembre si sono concentrati maggiormente sulle indicazioni positive in arrivo dai dati macro: i segnali recenti sono quelli dei Pmi manifatturieri europei, saliti più del previsto, soprattutto per quanto riguarda il dato tedesco, ai massimi da oltre due anni. Da considerare, però, anche i dati deboli sul settore servizi, legati proprio ai timori e agli effetti delle chiusure. A fine giornata Piazza Affari registra un timido +0,18%, appesantiva soprattutto dalle banche, Parigi +0,62%, Francoforte +0,39%, Londra +1,2% e Madrid +0,39%. Intanto, sul mercato obbligazionario, sono proseguiti gli acquisti sulla carta italiana che beneficia del risultato elettorale che ha rafforzato il governo Conte e del ritorno della propensione al rischio. Così lo spread è sceso in chiusura a 134 punti base, con il rendimento del decennale che punta al minimo storico toccando lo 0,83% (minimo già toccato dai BTp trentennali all'1,75%).

A Piazza Affari al top Atlantia, crollano le banche

A Piazza Affari a fine seduta si registra il forte rialzo di Fca con il comparto auto ben comprato in tutto il Vecchio Continente. Bene anche Cnh Industrial mentre ha corso per tutta la giornata Snam che ha incassato il doppio "upgrade" di Goldman Sachs. Dopo la debolezza iniziale è scattata la holding Atlantia che ha guidato per lunghi tratti il Ftse Mib in attesa del cda di domani che dovrà decidere se procedere con la scissione di Aspi o la vendita diretta. Tra le note stonate, invece, c'è il comparto bancario, che registra forti ribassi su tutte le big, da UniCredit a Banco Bpm, passando per Bper e Intesa Sanpaolo, anche a causa delle indicazioni che arrivano dalla Fed e che certificano come la stagione di "tassi zero" sarà ancora lunga. Sul resto del listino milanese, infine, balza il gruppo Trevi dopo i conti trimestrali in crescita e il ritorno all'utile dopo ben cinque anni.

Ma resta alta l'attenzione sui contagi Covid

Gli occhi sono rimasti comunque puntati per tutta la seduta sui i bollettini dei contagi, che mostrano situazioni sempre più critiche in alcuni Paesi come Francia e Spagna, mentre il Regno Unito ha annunciato nuove misure restrittive. «Al momento l’area euro appare quella maggiormente penalizzata considerati i maggiori rischi di una seconda ondata di contagi visto i forti rialzi in Francia e Spagna, così come gli ultimi dati macro segnalano uno stallo nel ciclo di ripresa» spiegano gli analisti di Mps Capital Services, che parlano di una «conferma» in tal senso è giunta anche dai dati sui Pmi di Francia, Germania e dell’Eurozona: in particolare, a fronte di una conferma del settore manifatturiero in espansione, «il settore servizi è tornato in contrazione».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Tasso BTp ai minimi storici, spread chiude a 134

Sull'obbligazionario, la carta italiana ha continuato a beneficiare dell’onda lunga degli acquisti legati all’esito elettorale e del clima di minore avversione al rischio sui mercati. Il tasso decennale Btp si è mosso verso lo 0,85% (livelli di ottobre 2019), mentre il tasso trentennale fa segnare a tratti il minimo storico a 1,75%. Il contestuale rialzo del tasso Bund si è tradotto in un forte restringimento dello spread che è tornato a fine seduta sui livelli di marzo in area 134 punti.

Dollaro tonico, euro va sotto quota 1,17 $

A fine seduta il dollaro consolida le posizioni, sostenuto dai recenti dati macro Usa e dalle parole del membro non votante della Fed Evans, il quale ha affermato che la banca centrale potrebbe alzare i tassi prima che venga raggiunto il 2% medio di inflazione. Inoltre, l'euro ha risentito del dato debole sul Pmi servizi dell'eurozona. «La rottura al ribasso di quota 1,17 per l'euro/dollaro - commentano gli analisti di Mps Capital Services - aprirebbe lo spazio per una discesa fino ad area 1,145, livello che verrebbe raggiunto velocemente se scattassero le ricoperture dell’enorme posizionamento speculativo netto lungo sul cambio».

Tornano a salire nel corso della seduta i prezzi del greggio, con il Brent appena sopra quota 42 dollari al barile e il Wti poco sotto i 40 dollari. A favorire gli acquisti, il dato sulle scorte private di benzina e distillati, che sono calate oltre le attese anche se quelle di greggio sono aumentate.

In Usa Pmi manifattura a settembre peggio delle stime

L'attività manifatturiera statunitense è leggermente migliorata a settembre: il dato - stilato da Ihs Markit - che ne misura l'andamento è salito in modo preliminare a 53,5 punti dai 53,1 punti della fine di agosto (rivisto dall'iniziale 53,6); le attese degli analisti erano per un rialzo a 53,8. Un dato al di sopra dei 50 indica un’espansione, mentre uno al di sotto dei 50 indica una contrazione.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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