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Europa chiude sui massimi. A Milano fari accesi sul risiko bancario

Calano i timori sul coronavirus e i listini mondiali tornano ad accelerare. A New York, il maggiore indice ha aggiornato il massimo storico, trainato dai titoli tecnologici. A Piazza Affari l'attenzione del mercato resta sull'operazione Intesa-Ubi e i possibili contraccolpi. Petrolio in rialzo e oro sopra i 1.600 dollari l'oncia

di Flavia Carletti

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(AFP)

Calano i timori sul coronavirus e i listini mondiali tornano ad accelerare. A New York, il maggiore indice ha aggiornato il massimo storico, trainato dai titoli tecnologici. A Piazza Affari l'attenzione del mercato resta sull'operazione Intesa-Ubi e i possibili contraccolpi. Petrolio in rialzo e oro sopra i 1.600 dollari l'oncia


5' di lettura

Chiusura in deciso progresso per le Borse europee, con Wall Street che continua a segnare nuovi record. A Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso segnando un +1,01%, con Parigi (+0,9%), Londra (+1,02%) e Francoforte (+0,79%) tutte in rialzo. Mentre a Milano continua a tenere banco il "risiko bancario" dopo l'Ops di Intesa Sanpaolo (+0,13%) su Ubi Banca (+0,23%), a livello internazionale c'è stato un allentamento delle tensioni legate al nuovo coronavirus, con l'Organizzazione mondiale della sanità che si è felicitata per gli «enormi progressi» compiuti nella gestione dell'epidemia dalla comparsa del virus a dicembre in Cina. Il mercato apprezza gli sforzi crescenti della Cina per sostenere l'economia.

I timori sul coronavirus e l'ottimismo del mercato
Il coronavirus continua a preoccupare, ma anche se il numero dei decessi in Cina è salito oltre quota 2mila gli investitori si confermano ottimisti e si concentrano sulle notizie positive: continuano infatti a rallentare i casi di nuovi contagi, mentre per la prima volta martedì in Cina il numero di guariti ha superato il numero dei contagiati. Il presidente cinese ha ribadito che il Paese continuerà a sostenere l’economia con misure di stimolo e che sarà in grado di rispettare gli obiettivi di crescita.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano occhi restano puntati su Intesa-Ubi, balzo di St
A Piazza Affari è rimasta alta l'attenzione sul risiko bancario e sul tentativo di matrimonio tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca. A beneficiare delle ipotesi di risiko bancario è stato soprattutto il Banco Bpm (+1,91%), che il mercato vede come il prossimo protagonista di operazioni straordinarie. Intanto, dopo un tentativo di rimbalzo in avvio, ha chiuso in terreno negativo Banca Pop Er (-0,34%), colpita dalle vendite sul coinvolgimento nella maxi operazione Intesa-Ubi, con cui la banca dovrebbe acquistare 4-500 sportelli tramite un aumento di capitale da circa 800 mln di euro. Gli acquisti hanno premiato Stmicroelectronics (+4,6%), debole ieri dopo il warning di Apple. Il comparto dei semiconduttori ha beneficiato dell'allentamento delle tensioni sulla diffusione del coronavirus. Il mercato sembra aver già archiviato anche l'allarme lanciato ieri da Apple. Il colosso di Cupertino ha detto che non riuscirà ad ottenere vendite tra i 63 e i 67 miliardi di dollari nel suo secondo trimestre fiscale, come stimato in precedenza, a causa del rallentamento della produzione e del calo della domanda in Cina in seguito allo scoppio dell’epidemia da coronavirus nel Paese. Tuttavia, per alcuni analisti, gli effetti sui conti di Apple - di cui St è fornitore - avranno una durata limitata. Inoltre, per altri esperti, gli effetti negativi saranno più pesanti per i produttori statunitensi rispetto a quelli non a stelle a strisce come St.

Il risiko bancario mette le ali a Mps (+11,46%)
Banca Mps ha chiuso con un progresso dell'11,46% mettendo a segno una delle migliori performance della Borsa di Milano. Nella seduta di ieri, Mps aveva guadagnato il 5,11%. L'Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca ha riacceso i riflettori sulle banche italiane, aprendo a un nuovo scenario di consolidamenti e il mercato scommette che Mps possa farne parte. Questa mattina, inoltre, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha dichiarato che «il Tesoro sta lavorando alla gestione molto bene e voglio fare i complimenti all'amministratore delegato e a tutto il management, i dati sono molto positivi, discutiamo con l'Europa positivamente per una pulizia ulteriore e nei tempi previsti arriverà la soluzione», aggiungendo che «il Tesoro è previsto che uscirà».

Campari sotto pressione, deludono IV trimestre e prezzo recesso
Brusco scivolone di Davide Campari (-3,4%) all'indomani dei conti 2019 e dell'annuncio della proposta del cda di trasferire nei Paesi Bassi la residenza legale del gruppo. Se qualche operatore legge il calo come una reazione da "sell on news" legata al fatto che le quotazioni avevano recuperato quota 9 euro nelle ultime sedute, tornando ai massimi da un anno, altri operatori sottolineano il fatto che il IV trimestre 2019 ha evidenziato ricavi sotto le attese e che l'outlook sul 2020 è prudente sotto il profilo dei margini. Inoltre, la società ha annunciato la proposta di trasferimento della sede in Olanda, una operazione che deve essere approvata dagli azionisti e che concede un diritto di recesso per i soci che non concorreranno alla approvazione delle delibere sul riassetto: tale recesso, si fa notare, è nettamente inferiore ai prezzi attuali (8,376 euro per azione).

Pirelli +3,33% in chiusura dopo i conti 2019 e i target del piano al 2022
Pirelli & C registra una delle migliori performance del listino milanese dopo i dati preliminari del 2019 e i target del piano al 2022. I risultati del 2019 sono in linea con le attese: il gruppo ha realizzato ricavi per 5,323 miliardi, in crescita del 2,5% sul 2018, e un ebit rettificato a 917,3 milioni, pari al 17.2% dei ricavi. L'indebitamento finanziario netto scende a 3,024 miliardi dai 3,18 miliardi di dicembre 2018 per un rapporto tra debito netto e ebitda rettificato ante costi di start up a 2,42 volte, anche in questo caso in linea con i target. Sul fronte del business plan triennale, i ricavi sono visti a 5,8 miliardi di euro nel 2022, con una crescita media annua del 3%, e margine ebit rettificato in crescita al 18%-19% dei ricavi (dal 17,2% di fine 2019).

Spread chiude in lieve rialzo a 136 punti, rendimento allo 0,94%
Seduta in leggero rialzo per lo spread BTp/Bund sul mercato secondario dei titoli di Stato Mts. In chiusura il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin T0005383309) e il pari durata tedesco è indicato a 136 punti base, dai 133 punti del finale di ieri. Il rendimento del BTp decennale benchmark si attesta nel finale allo 0,94%, a fronte dello 0,93% del riferimento precedente.

Euro scende sotto soglia 1,08 dollari, petrolio in rialzo
Sul fronte dei cambi, la moneta unica resta debole verso la valuta Usa e passa di mano a 1,0792 dollari (1,080 in avvio e 1,0819 alla vigilia) mentre recuperao sulla divisa giapponese a 119,9315 yen (118,97 e 118,43), con il biglietto verde che vale 111,157 yen (110,12 e 109,80). In chiusura dei mercati europei, infine, è in rialzo il prezzo del petrolio: il contratto consegna Aprile sul Brent del Mare del Nord sale del 2,55% a 59,22 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Wti guadagna +2,31% a 53,5 dollari al barile. Intanto, l'oro si mantiene sopra i 1.600 dollari l'oncia.

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