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Settimana in rosso per le Borse frenate da coronavirus, attesa per la Fed

Si è salvata dalle vendite solamente Francoforte che è salita dello 0,36% in cinque sedute. Milano ha invece perso lo 0,7%, nonostante il recupero di oltre l'1% di venerdì

di Eleonora Micheli

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(EPA)

6' di lettura

Le notizie sulla diffusione del coronavirus partito dalla città cinese di Wuhan nell'ultima settimana hanno fatto frenare i listini del Vecchio Continente, fatta eccezione per Francoforte che, vantando un rialzo complessivo dello 0,36% ed è stata l’unica borsa a registrare un bilancio positivo. La piazza tedesca, per altro, svetta come performance 2020, pari al 2,46%, nonostante nei giorni scorsi il Fondo Monetario Internazionale abbia ritoccato al ribasso, dello 0,1%, le previsioni sulla crescita del pil della Germania, visto quest’anno in rialzo dell’1,1%. Nelle ultime cinque sedute Milano ha invece perso lo 0,71%, limando la performance da inizio anno all’1,97%. Parigi ha inoltre lasciato sul parterre l’1,34% (+0,68% da inizio anno) e Madrid l’1,23% (+0,13%). Londra, nella settimana in cui il premier Boris Johnson ha firmato l’accordo per l'uscita della Gran Bretagna dal’Unione europea ha perso l’1,15%, anche se mantiene un rialzo da inizio 2020 allo 0,58%.
Le notizie provenienti dalla Cina, dove le autorità hanno messo in quarantena numerose città e hanno deciso di annullare i festeggiamenti per il Capodanno lunare in occasione del quale in genere si verifica la più grande migrazione al mondo, hanno pesato sul prezzo del greggio, che in cinque sedute ha accusato una flessione del 7,79% (il wti).
Per quanto riguarda i titoli in evidenza a Piazza Affari, St ha registrato una volata del 10,3% nelle ultime cinque giornate, spinta dai conti del quarto trimestre 2019 pubblicati giovedì e risultati al di sopra delle attese. Inoltre i vertici dell’azienda hanno dato indicazioni ottimistiche anche per l’inizio del 2020. Le azioni di Hera hanno vantato un progresso del 6%, sfruttando l’onda lunga che ha portato le principali utility europee sui massimi da dieci anni. Hanno inoltre rialzato la testa le Atlantia (+3,5%), sulla notizia che Luigi Di Maio ha deciso di fare un passo indietro dalla leadership del Movimento 5 Stelle. Il mercato scommette che un nuovo capo possa essere più aperto al dialogo. Inoltre, come riferito dal Sole 24 Ore, è sul tavolo del gruppo l’ipotesi di una scissione di Autostrade per l’Italia, anche se i tempi di realizzazione potrebbero essere lunghi. In coda al listino è invece stata Saipem, che patendo la debolezza del greggio, ha registrato un calo del 6,9%. Hanno inoltre fatto male le Pirelli (-5,5%), penalizzate dal timore legato alla debolezza del mercato auto, oltre che al profit warning della finlandese Nokian Tyres. Infine le banche si sono mosse in ordine sparso e Ubi ha registrato il calo più accentuato, pari al 5,6%.

Sale l'attesa per le mosse di Fed e Boe sui tassi
Intanto sale già l’attesa per gli importanti appuntamenti della prossima settimana e soprattutto per la decisione che prenderà la Federal Reserve al termine della due giorni di riunione del Fomc, in calendario martedì e mercoledì prossimi. Giovedì si riunirà anche il board della Banca centrale della Gran Bretagna, che potrebbe decidere di dare una sforbiciata ai tassi adesso pari allo 0,75% anche se gli ultimi dati sull’attività manifatturiera, con l’indice Pmi salito a gennaio a 49,8 nel mese di gennaio, potrebbero ritardare una decisione del genere da parte dell’istituto

Venerdì di riacquisti dopo la rassicurazione dell'Oms
La settimana, comunque, è finita con una seduta positiva grazie alle rassicurazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul coronavirus secondo cui è per ora prematuro dichiarare un'emergenza internazionale. I listini hanno tuttavia frenato sul finale dopo le notizie provenienti dagli States dove è stato riscontrato il secondo caso di persona colpita dal coronavirus. Wall Street ha più volte cambiato la marcia. Milano venerdì ha chiuso in progresso dell'1,1%, con il FTSE MIB che si è attestato sopra l’importante soglia dei 24mila punti. Lo spread è stabile a 156 punti, anche se rimane l’incognita sull’esito delle elezioni di domenica in Emilia Romagna e Calabria. Sul fronte macro in Europa l’attività manifatturiera, pur rimanendo in contrazione, è migliorata nel mese di gennaio. L'indice Pmi si è infatti attestato a 47,8 punti, in rialzo rispetto al 46,3 di dicembre. D’altra parte è peggiorata l’attività terziaria, con l’indice dei servizi che ha frenato a 52,2 punti dai 52,8 del mese prima. Per contro negli States, l'attività manifatturiera ha continuato a perdere terreno a gennaio, con l'indice Pmi scivolato a 51,7 punti, dai 52,5 punti della lettura definitiva di dicembre. E' però migliorata l'attività dei servizi, con l'indice passato a 53,2 punti, dai 52,8 punti di dicembre.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

A Milano in evidenza Poste e Atlantia
A Piazza Affari si sono distinte le azioni di Poste Italiane (+3,17%) nel giorno in cui a Londra la società ha presentato il nuovo piano strategico tutto incentrato sull’innovazione. Tra le società a maggiore capitalizzazione, si sono messe in evidenza le azioni di Atlantia (+3,19%), sull’ipotesi riferita dal Sole 24 Ore che sia allo studio la scissione di Autostrade per l’Italia. La società verrebbe posta direttamente sotto il controllo di Edizione, la holding della famiglia Benetton. Inoltre nel capitale potrebbero fare il loro ingresso investitori come F2i o Cdp dando vita, così, a una sorta di concessione condivisa e facilitando i rapporti con lo stato sul tema delle concessioni. Il Sole, ad ogni modo, sottolinea che il piano non avrà realizzazione immediata, ma se vedrà la luce, non sarà probabilmente prima di un anno.. St (+2,78%) ha continuato a correre festeggiando ancora i risultati migliori delle attese relativi al quarto trimestre 2019. Gli analisti di Equita, pur continuando a raccomandare cautela sulle azioni, hanno rivisto al rialzo le stime sulle vendite e sull’utile per azione sia del 2020, sia del 2021. Dunque il target di prezzo è stato ritoccato a 27 euro, livello inferiore alle attuali quotazioni.

Bene Cnh, in retromarcia Azimut e Pirelli
Sono andate bene le Cnh Industrial (+1,3%), beneficiando de dati positivi diffusi da Acea sulle immatricolazioni di veicoli commerciali in Europa (+5,7% in dicembre e +2,5% nel 2019). Pirelli & C (-2,5%) è invece stata una delle peggiori del Ftse Mib risentendo del profit warning lanciato dalla concorrente finladese Nokian Tyres e che a questo punto alimenta i timori per il strategico che Pirelli presenterà alla comunità finanziaria il prossimo 19 febbraio. Nokian Tyras, infatti, pur confermando le indicazioni sui numeri fornite per il 2019, ha messo le mani avanti sulla performance del 2020, che potrebbe vedere sia un calo del fatturato, sia margini inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente. In verità la società ha puntato l’indice soprattutto su un prevedibile calo delle vendite in Russia, area in cui è poco esposta Pirelli. D’altra parte, come hanno sottolineato gli analisti di Equita, sebbene l’allarme «sia da attribuire a problemi specifici dell’azienda finlandese, genera comunque qualche dubbio sulla capacità del settore di mantenere o migliorare i propri margini operativi». Sono andati male anche i titoli di Azimut (-2,7%), che hanno ingranato la retromarcia dopo la buona performance di inizio 2020. Hanno inoltre perso quota le Banco Bpm(-1%) e le Banca Generali(-0,7%), oltre che le Unicredit (-0,98%).

A Parigi crollano Ipsen e le azioni del cognac Remy Cointreau
Nel resto d'Europa Parigi ha guadagnato lo 0,88%, Francoforte l'1,41%, Londra l'1% e Madrid lo 0,46%. Tra i titoli sotto la lente, le francesi Ipsen hanno accusato un tonfo del 23,3%, dopo la sospensione di tutti gli studi clinici relativi al palovarotene, una molecola destinata a trattare rare malattie ossee. Hanno inoltre perso l'11% le azioni del cognac Remy Cointreau, penalizzate dal calo superiore alle attese del giro d'affari relativo al suo terzo trimestre fiscale dell'anno 2019-2020. A Francofrte si sono distite le Siemens (+2,01%), dopo che il gigante industriale ha annunciato l'acquisto del'azienda indiana C&S Electric per 267 milioni.

Petrolio di nuovo nel mirino delle vendite. Euro in calo
Sul mercato valutario, l'euro si è indebolito nei confronti del biglietto verde a 1,1026 dollari (ieri a 1,1091 ieri). La moneta unica vale inoltre 120,60 yen (121,5), mentre il dollaro/yen è pari a 109,36 (109,546 in avvio). Dopo la debacle di ieri, è ancora in forte ribasso il valore del petrolio, risentendo del timore che l'offerta del 2020 supererà di gran lunga la domanda. Prospettiva, quest'ultima, peggiorata negli ultimi giorni sulle notizie provenienti dalla Cina dove tutto si è fermato per fronteggiare il rischio di epidemia del coronavirus. Il Wti, contratto con consegna marzo, scende del 2,9% a 53,99 dollari.

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