la giornata dei mercati

Ottimismo Usa-Cina ridà slancio all'Europa e Milano strappa un +1%. Spread a 150

L’annuncio di nuovi colloqui sul tema dazi e un generale ritorno dell’appetito per il rischio hanno favorito i listini. In Italia ancora occhi puntati sul nuovo governo e sui riflessi sullo spread, sceso sotto 150 punti per poi chiudere esattamente su questa quota. Acquisti su St, banche e galassia Agnelli-Elkann. Petrolio in rialzo dopo le scorte Usa

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi


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6' di lettura

Piazza Affari (+1%) ha chiuso di buon passo spinta, come nelle sedute precedenti, dall’effetto «Conte-bis» e dal clima più sereno a livello internazionale. Le incognite restano, soprattutto in vista della manovra 2020, ma gli investitori, così come le agenzie di rating, vedono di buon occhio il minore rischio di uno scontro aperto con Bruxelles. Inoltre, la Borsa milanese ha continuato a beneficiare del fatto che alcuni ministri della nuova squadra particolarmente apprezzati dai mercati internazionali, a partire dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Questo si riflette anche sull’andamento dello spread, calato oggi anche sotto 150 punti, per poi risalire leggermente, dai 150 di ieri (contro i 161 di lunedì e i 175 di venerdì).
Anche nel resto del Vecchio Continente è tornata la propensione al rischio, con l'azionario in rialzo e i beni rifugio in discesa, in vista della ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Cina sui dazi il prossimo mese. Parigi ha finito in rialzo dell'1,11%, Madrid dell'1,43% e Francoforte dello 0,85%, nonostante il dato peggiore delle attese sugli ordini all'industria in luglio. Londra ha invece perso lo 0,55% sulla scia dell'apprezzamento della sterlina (salita a 1,234 sul dollaro mentre l'euro/sterlina è a 0,895), con il Parlamento che ha approvato il rinvio della Brexit fino al 31 gennaio 2020 nel caso in cui entro il 19 ottobre il governo non riesca a trovare un accordo con l'Ue. Allo stesso tempo è stata bocciata la richiesta di Johnson di elezioni anticipate al 15 ottobre.

Wall Street di slancio, spinta dai nuovi colloqui Usa-Cina
Netti rialzi per Wall Street, grazie alla notizia di nuovi colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina, che si terranno all'inizio di ottobre a Washington, secondo quanto riferito dal ministero del Commercio di Pechino. Il negoziatore cinese, Liu He, in mattinata (ora di Pechino) ha avuto un colloquio con i due negoziatori statunitensi, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il Rappresentante Usa per il commercio Robert Lighthizer, secondo quanto indicato dal ministero. L'annuncio segue di pochi giorni l'imposizione di nuovi dazi reciproci tra le prime due potenze mondiali. Gli investitori seguono i tanti dati economici di oggi. E' stata registrata una crescita superiore alle previsioni per l'occupazione nel settore privato statunitense ad agosto (+195.000 posti di lavoro, contro attese per un +140.000, nonostante i timori di una recessione), mentre la produttività nel secondo trimestre si è confermata in crescita del 2,3%, con il costo unitario del lavoro cresciuto del 2,6%. Non incide il calo dell'indice Pmi servizi (50,7 punti ad agosto, un valore sotto le stime, mentre l'Ism servizi, l'indice che misura la performance del terziario negli Stati Uniti, è andato oltre le attese degli analisti (salito a 56,4 punti, contro i 53,8 attesi). Infine a luglio gli ordini alle fabbriche Usa sono aumentati più del previsto (+1,4%, contro il +1% stimato).

Schiarite sul fronte commerciale e sullo scenario geopolitico
Il ritiro del contestato progetto di legge sull’estradizione a Hong Kong ha tenuto banco ieri dopo che la premier ha ufficialmente ritirato la controversa legge sull’estradizione. Nella notte, a favorire il clima di risk-on le notizie positive dal fronte commerciale: Usa e Cina si sono accordate sulla ripresa dei colloqui a livello alto ad inizio ottobre, mentre già da questo mese si terranno i colloqui preparatori. Infine, sul fronte Brexit con il sì alla legge che blocca l’ipotesi «no-deal» il Parlamento ha di fatto approvato il rinvio della Brexit fino al 31 gennaio 2020 nel caso in cui entro il 19 ottobre il governo non riesca a trovare un accordo con l’Ue (molto improbabile). Allo stesso tempo è stata bocciata la richiesta di Johnson di elezioni anticipate al 15 ottobre, favorendo un apprezzamento della sterlina. A questo punto, sottolineano gli analisti di Mps Capital Services, la sfiducia al primo ministro sembra piuttosto probabile, così come nuove elezioni che però potrebbero essere indette dopo il 31 ottobre.

Andamento dello spread Btp / Bund

BTp chiude invariato a 150 nel giorno nascita nuovo Governo
Chiusura su livelli invariati per lo spread BTp/Bund nel giorno della nascita del nuovo Governo Conte. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco ha terminato a quota 150 punti base, lo stesso livello del finale della vigilia. In netto rialzo il rendimento del BTp decennale benchmark che è risalito dai minimi storici segnati la scorsa settimana. In chiusura di seduta il rendimento decennale è salito allo 0,91% contro lo 0,82 per cento della vigilia. Alla vigilia l’andamento tra i bond tedeschi ed italiani è stato addirittura opposto, con quelli tedeschi che sono stati venduti, risentendo probabilmente delle minori tensioni geopolitiche e delle voci contrarie al Qe già a settembre da parte di alcuni membri falchi all’interno della Bce, sottolineano gli analisti di Mps Capital Services. Ieri il tasso decennale italiano ha registrato il nuovo minimo storico, scendendo brevemente sotto soglia 0,80%.

Acquisti sull'azionario, a Milano corre StMicroelectronics
Sul FTSE MIB bene le banche, Stmicroelectronics (+6,19%), dopo la conferma della guidance 2019, e la galassia Agnelli-Elkann. In particolare, Exor (+2,7%) ha beneficiato della semestrale positiva e Fiat Chrysler Automobiles (+2,93%) delle nuove indiscrezioni su un accordo in vista tra Nissan e Renault, mentre Cnh Industrial(+1,5%) prosegue positiva dopo la presentazione del piano di martedì. Sono andati bene anche i titoli del lusso (Salvatore Ferragamo +3% e Moncler +2,28%), sostenuti dalle notizie in arrivo da Hong Kong: l'annuncio del ritiro del progetto di legge sull'estradizione in Cina potrebbe fare scendere la tensione nell'ex colonia tra forze di polizia e manifestanti, cosa che dà quindi slancio ai titoli esposti ai mercati asiatici. Il calo delle tensioni sul fronte commerciale e la possibile ripartenza dei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina, che si dovrebbero tenere all'inizio di ottobre a Washington, secondo quanto riferito dal ministero del Commercio di Pechino, hanno spinto i comparti che più risentono del braccio di ferro, a partire dalle auto (Pirelli & C +2,47%). Il comparto energetico, invece, ha trovato buoni spunti grazie al rialzo del petrolio (Saipem+1,87%, Eni +1,45%, Tenaris+2,6%).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Brillante Finecobank, sotto la lente Atlantia e utility
Seduta positiva per Finecobank (+2,74%), dopo i dati sulla raccolta di agosto: la società ha registrato una raccolta netta di 397 milioni di euro (in calo del 5,5% rispetto al dato di luglio, quando la raccolta era stata di 420 milioni e in crescita dell'11% su base tendenziale). La raccolta in risparmio gestito si è attestata a 123 milioni (+21% anno su anno). Sotto osservazione, oggi con movimenti limitati, i nomi che potrebbero essere toccati dalle decisioni del nuovo Governo: il tema delle concessioni autostradali è il dossier principale e da tempo motivo di reazione per i titoli del comparto e, in particolare per Atlantia (+1,12%, ai massimi da due mesi), mentre c'è attenzione anche per le utility, per quanto riguarda i dossier acqua pubblica e gestione dei rifiuti. In coda al listino Amplifon (-3,27%), Diasorin (-1,74%) e Recordati (-1,43%), penalizzati da una generalizzata debolezza del comparto farmaceutico-sanitario nel resto del continente (-0,8% l'Euro Stoxx 600 di settore).

In Europa corrono banche, tecnologici e auto
Nel Vecchio Continente sono andati bene soprattutto i comparti esposti al discorso dazi e influenzati dalla schiarita tra Stati Uniti e Cina. Va detto che i cambi di fronte sono stati frequenti nelle ultime settimane e i titoli, in particolare auto e industriali, si sono trovati spesso in altalena. Oggi nel Vecchio Continente hanno marciato a passo rapido le banche (+2,56%), i tecnologici (+2,51%) e le auto (+2,88%), mentre hanno tirato il freno a mano i media (-0,13%), l'alimentare (-0,85%) e i farmaceutici (-0,76%). Per quanto rigurda i titoli, da segnalare il rally del gruppo della componentistica per il settore auto Valeo (+6,54% a Parigi) e di Renault (+3,26% sempre a Parigi), ma anche la buona performance a Francoforte di Volkswagen (+1,95%), Bmw (+2,01%) e Daimler (+3,14%). A Madrid degna di nota l'accelerata di Mediaset Espana (+2,76%) all'indomani del via libera delle assemblee, di Mediaset e della controllata spagnola, al progetto di fusione nella olandese MFE e soprattutto dopo l'annuncio di Mediaset che acquisterà azioni Espana per massimi 50 milioni di euro.

Petrolio accelera dopo il dato sulle scorte Usa
Il Wti con scadenza a novembre e il Brent hanno incrementato i guadagni, arrivati anche al 2% dopo il calo superiore alle attese delle scorte settimanali di greggio americane. Il dato è sceso di 4,771 milioni di barili raggiungendo i 422,98 milioni di unità, contro attese degli analisti per un ribasso di 2,1 milioni di barili.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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