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Borsa, l’allarme virus piega i listini mondiali. Milano maglia nera in Europa

Gli investitori spaventati dai possibili effetti sull'economia cinese. Non bastano le mezze rassicurazioni del presidente Fed, che lascia la politica monetaria invariata e il pil Usa nelle attese. Giù i titoli dell'energia e dei viaggi, tengono le utility

di Chiara Di Cristofaro e Cheo Condina

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(EPA)

Gli investitori spaventati dai possibili effetti sull'economia cinese. Non bastano le mezze rassicurazioni del presidente Fed, che lascia la politica monetaria invariata e il pil Usa nelle attese. Giù i titoli dell'energia e dei viaggi, tengono le utility


4' di lettura

I timori per una diffusione a livello globale del virus cinese, con i primi casi conclamati in India, Filippine e Giappone, mandano ko i listini mondiali: prima l'Asia e poi l'Europa chiudono in rosso complice anche l'andamento negativo di Wall Street. Pesano soprattutto le preoccupazioni riguardo l'impatto di una possibile epidemia sull'economia cinese (e dunque globale) nonostante ieri sera la Fed abbia confermato la politica monetaria espansiva e il pil Usa nel quarto trimestre sia cresciuto in linea con le attese (+2,1%). in Asia i listini hanno registrato un'altra seduta di passione, con Taiwan che è crollata del 5,5%, Tokyo sui minimi da tre mesi e Hong Kong in calo di quasi tre punti percentuali.

In Europa vendite sui titoli dell'energia e del greggio (-2,3% il greggio Wti a 52 dollari) complici anche i conti deludenti di Shell, sui tecnologici e sui titoli legati ai viaggi con Carnival a picco a Londra. Così a Piazza Affari, maglia nera in Europa con l'Ftse Mib che chiude a -1,6%, tra le peggiori ci sono Tenaris (-4,9%) e Saipem (-3%) oltre al comparto del credito con Banco Bpm (-3,6%). Realizzi anche su Atlantia (-3,2%) ed Exor (-4%) mentre si salvano le utility - complice lo spread sui minimi (chiude invariato a 134 punti base) - con Enel (+1%) ai massimi storici. Sul resto del listino vola Safilo (+6,6%) dopo i conti preliminari sulle vendite 2019 mentre Italia Independent chiude in rialzo del 50% a valle dell'intesa con Cristiano Ronaldo per la creazione di una collezione eyewear con il brand CR7.

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Sul mercato valutario, l'euro vale 1,103 dollari (da 1,099 ieri), mentre contro yen si attesta a 119,95 (da 120,08). Il dollaro/yen è a 108,73 (109,16).

Il Pil Usa rispetta attese: +2,1% nel IV trimestre

Nel quarto trimestre del 2019, la crescita economica statunitense si è mantenuta stabile. La prima lettura del dato diffuso dal dipartimento al Commercio ha registrato un +2,1%, in linea con le attese. La crescita è stata in linea ai due trimestri precedenti: +2,1% nel terzo, +2,0% nel secondo; nel
primo, invece, c'era stato un +3,1%. L'anno 2019 si è chiuso, stando a questa stima, con una crescita pari al 2,3%. Sempre in ambito macroeconomico nei sette giorni conclusi il 25 gennaio, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito ma meno delle attese. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 7.000 unità a 216.000 unità; le attese erano per un dato a 215.000 unità. La media delle ultime quattro settimane, un misura più stabile del dato, è diminuita di 1.750 unità dalla settimana precedente a 214.500 unità.

La Boe lascia i tassi invariati ma taglia stime sul pil
La Bank of England ha lasciato i tassi di riferimento invariati allo 0,75% ed ha ridotto la stima di crescita del Pil britannico per quest'anno allo 0,8% dall'1,2% precedente. Il Comitato di politica monetaria della Banca centrale britannica ha preso la decisione sul mantenimento dei tassi attuali a maggioranza (7 favorevoli e 2 contrari) con i due dissenzienti che invece hanno votato per un taglio immediato dei tassi alla luce delle previsioni di rallentamento della crescita quest'anno anche in conseguenza della Brexit. La Banca ha lasciato tuttavia la porta aperta a un taglio dei tassi nei prossimi mesi se dai numeri del pil e dall'inflazione dovessero arrivare altri segnali deludenti. Per oggi, invece, ha prevalso tra i banchieri l'idea di continuare ad osservare i segnali positivi che arrivano dal clima di imprese e consumatori dopo la netta vittoria elettorale del premier Boris Johnson. La Banca ha rivisto al ribasso anche la stima di pil per il 2021 all'1,4% dal precedente 1,7 per cento.

Il ruolo della Fed, i timori per l'economia cinese e l'impatto sui mercati
Intanto, la Fed ha confermato la sua politica accomodante. Il presidente della banca centrale americana Jerome Powell però ha anche detto che il virus cinese crea incertezza per la crescita globale, sicuramente un segnale di allerta per l'istituto Usa e per gli investitori. «Gli investitori che speravano in una Fed più accomodante ieri sera sono rimasti delusi », commentano gli analisti di ActivTrades. Per quanto riguarda l’impatto del virus, «nell’immediato sarà molto significativo – spiega Luigi Nardella di Ceresio Investor - i dati su economia e utili aziendali nei prossimi due trimestri saranno molto erratici creando incertezza e potenzialmente opportunità di investimento in mercati che venivano da forti rialzi e, forse eccessiva, esuberanza».

G iù Royal Dutch Shell e i titoli energetici, si salvano le utility
In Europa brusco scivolone per Royal Dutch Shell a Londra, con la società che ha deluso le attese sui risultati trimestrali e zavorra il listino londinese con un calo del 4% sui minimi dal luglio del 2017, pesando su tutto il comparto energetico. Male anche British Telecom dopo i ricavi inferiori alle attese. Sempre a Londra, Carnival è tra le peggiori, con tutto il settore turistico sotto pressione. E' arrivata anche la notizia di una nave Costa Crociera bloccata fuori dal porto di Civitavecchia a causa dei timori per un possibile contagiato a bordo. Debole Deutsche Bank a Francoforte, con un rosso nel 2019 per 5,3 mld di euro.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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BTp in asta, rendimento sotto l'1%
Tassi in netto calo nell'asta BTp del Tesoro, assegnati per i complessivi 6 miliardi tra decennali e quinquennali. Emesso anche un CcTeu a quattro anni. Nell'asta il decennale benchmark è stato assegnato a un tasso dello 0,94%, in calo di 41 punti base rispetto all'asta precedente di dicembre. Nel dettaglio, il BTp 1,35% scadenza aprile 2030, assegnato in undicesima tranche per 3,25 miliardi, paga un rendimento lordo dello 0,94% con un prezzo di aggiudicazione di 103,95. Il BTp a cinque anni scadenza febbraio del 2025, invece, offerto in nona tranche, è stato assegnato per 2,75 miliardi con un tasso dello 0,31% in calo di 31 punti base rispetto all'asta precedente. Il prezzo di aggiudicazione del quinquennale è stato di 100,2. Il Tesoro ha offerto in asta anche il CcTeu scadenza dicembre 2023 assegnato per 2,75 miliardi ad un tasso dello 0,18 per cento.

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