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Piazza Affari chiude sulla parità in attesa Conte bis, tassi Btp ai minimi storici

Mentre si attende l'esito delle consultazioni decisive al Quirinale, Milano in chiusura di seduta si porta sui livelli della vigilia, con lo spread in calo di circa dieci punti rispetto a ieri. Il rendimento del Btp decennale per la prima volta è andato sotto l'1%. Scivolone per la sterlina con i timori per un hard Brexit: Johnson ha chiesto e ottenuto dalla Regina la sospensione del Parlamento per un mese

di Chiara Di Cristofaro e Cheo Condina


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4' di lettura

L'ormai imminente Conte-bis, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronto a ridare l'incarico al premier uscente per formare un Governo Pd-M5S, spinge i rendimenti dei Btp ai minimi storici (il decennale all'1%) con Piazza Affari che limita i danni rispetto agli altri listini europei. Milano, confortata dalla prospettiva di un Governo europeista e con le elezioni che si allontanano, chiude così invariata mentre solo Londra archivia la giornata in positivo sulla scia del crollo della sterlina: aumentano i timori per una hard Brexit dopo che il primo ministro Boris Johnson ha chiesto e ottenuto dalla Regina la sospensione del Parlamento per un mese. A Piazza Affari il calo dello spread, che chiude a 175 punti base, favorisce il settore bancario con Intesa Sanpaolo (+1%) e Unicredit (+1,7%) in prima fila. Bene anche i petroliferi grazie al balzo del greggio (+3% il Wti a 56,5 dollari dopo il calo oltre le attese delle scorte Usa): Saipem ed Eni recuperano rispettivamente l'1,3% e lo 0,7%. La migliore dell'Ftse Mib è Leonardo - Finmeccanica, +4% spinta dall'overweight di Morgan Stanley mentre in coda spiccano Recordati (-2,5%), Buzzi Unicem (-2,7%) e la Juventus Fc (-2,7%). Sul resto del listino la peggiore è Italian Exhibition Group (-7,1%) dopo l'uscita a sorpresa dell'ad Ugo Ravanelli. Infine, sul valutario, l'euro chiude a 1,107 dollari (da 1,1088 dollari ieri) e 117,32 yen (da 117,374), mentre il dollaro-yen è pari a 105,88 (da 106,021).

La giornata era iniziato in rosso anche per Wall Street sulla scia dei movimenti dei rendimenti dei Treasury ma poi il listino americano ha invertito rotto. Il tasso del trentennale americano ha toccato un nuovo minimo record per la seconda giornata di fila (sotto il 2%) mentre sul tratto 2-10 anni la curva resta invertita per la quarta volta di fila con il differenziale tra decennale (all'1,459%) e due anni (all'1,504%) che si è allargato a tal punto da toccare nuovi minimi di 12 anni fa.

Spread cala, rendimento decennale ai minimi sotto l'1%
La prospettiva concreta di un nuovo Governo sostenuto da M5S e Pd ha favorito gli acquisti di BTp, con la conseguente flessione dello spread BTp-Bund e il crollo del rendimento del BTp decennale su un nuovo minimo storico. Dopo un avvio stabile poco sopra 183 punti base, il differenziale tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco ha toccato anche 174 punti base, ai minimi da marzo 2018. In netto calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che, dall'1,13% segnato in avvio, è scivolato al minimo storico, toccando prima quota 1,03%, sotto l'1,05% di maggio 2015, e successivamente, per la prima volta in assoluto, è sceso sotto la soglia dell'1%. In calo anche i rendimenti sulla scadenza a 2 e 5 anni che si attestano rispettivamente a -0,19% e allo 0,45 per cento.
Sul primario, rendimento in lieve calo per i BoT semestrali assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Tesoro ha emesso 6 miliardi di Buoni a 6 mesi scadenza 28/02/2020 spuntando un rendimento pari a -0,217%, in flessione di 1 centesimo rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda che si è attestata a 8,01 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,33. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 30 agosto

Andamento dello spread Btp / Bund

L'azionario europeo, dopo l'ottimismo della vigilia, torna in negativo, con le preoccupazioni sulla guerra commerciale e sui suoi possibili effetti recessivi che sono nuovamente in primo piano. La replica di funzionari del governo cinese, che hanno messo in discussione le precedenti dichiarazioni con cui il presidente Usa, Donald Trump, lasciava presagire un allentamento delle tensioni fra le due parti in gioco in quella che ormai passa come «guerra dei dazi» ha di fatto impresso ieri un nuovo cambio di direzione sul mercato e una inversione nella curva dei rendimenti dei Treasury. In rosso quindi l'azionario europeo. con i titoli tecnologici sotto pressione, positive le tlc e gli energetici.

Brusco scivolone al ribasso per la sterlina con la notizia della sospensione del Parlamento dal 10 settembre al prossimo 14 ottobre, a sole due settimane dal termine del 31 ottobre per l'uscita dall'Europa. La mossa di Boris Johnson, approvata dalla Regina, spiegano gli analisti di ActivTrade, è vista come un modo per garantire l'esecuzione dei suoi piani di Brexit senza accordo, evitando interferenze da parte dei parlamentari contrari a tale risultato. La sterlina regista la performance peggiore tra le principali divise mentre i bond britannici corrono al rialzo. La sterlina è arrivata a perdere l'1% contro il dollaro e contro l'euro appena si è diffusa la notizia e al momento cede cira uno 0,7%: contro dollaro il pound è scambiato a 1,22 mentre contro euro siamo a 90,84 pence.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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