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Le Borse votano Biden nonostante l'esito sia sul filo del rasoio: Milano chiude a +2%

Il sorpasso del candidato democratico in alcuni Stati in bilico e il tweet di Trump che insiste sul sospetto di brogli hanno fatto accelerare i listini azionari che hanno chiuso in Europa vicini ai massimi di giornata. Petrolio corre dopo scorte Usa

di Andrea Fontana e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici di oggi 4 novembre 2020

4' di lettura

Il sorpasso nei voti da parte di Joe Biden in alcuni Stati americani in bilico, come Wisconsin e Michigan, e il nuovo attacco via Twitter del presidente Trump contro presunti brogli elettorali hanno fatto accelerare i mercati azionari dalle due parti dell'Atlantico: le Borse europee hanno chiuso vicine ai massimi di giornata (Parigi la migliore ha guadagnato il 2,44%=, mentre Wall Street corre soprattutto grazie ai titoli tecnologici: l'indice Nasdaq sale di quasi il 4%, l'S&P500 guadagna oltre due punti percentuali. In forte rialzo i Treasury americani, con il rendimento dei decennali che registra il calo più pesante da aprile. Wall Street chiude poi in forte rialzo. Il Dow Jones sale dell'1,35% a 27.849,84 punti, il Nasdaq avanza del 3,85% a 11.590,78 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,21% a 3.443,53 punti.

Secondo gli operatori, un esito elettorale con Biden alla Casa Bianca e il Congresso spartito tra Democratici e Repubblicani rappresenterebbe uno scenario favorevole ai mercati perché potrebbe tradursi rapidamente in un piano di stimolo all'economia colpita dal Covid-19, ma anche in una condotta moderata della nuova amministrazione con poco spazio per un incremento della pressione fiscale. Alla vigilia del voto ad esempio gli analisti di Credit Suisse indicavano come esito auspicabile dai mercati una vittoria di Biden ma con i Democratici in maggioranza risicata al Senato o addirittura in minoranza nella Camera alta del Congresso.

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Piazza Affari ha chiuso le contrattazioni in rialzo dell'1,96%. In tre sedute consecutive Milano ha recuperato quasi l'8%.

Il doppio tweet di Trump e la reazione opposta dei mercati

I risultati delle elezioni americane restano comunque incerti, anche se la bilancia via via che procede lo spoglio sembra pendere maggiormente dalla parte del candidato democratico. Il presidente Trump ha minacciato una battaglia legale sul conteggio dei voti, una mossa che in mattinata ha pesato sull'azionario e sugli asset considerati più rischiosi. «La notte scorsa ero in vantaggio, spesso solido, in molti Stati chiave, in quasi tutti i casi controllati e governati dai democratici - ha scritto più tardi Trump - Poi, uno per uno, hanno cominciato a sparire magicamente man mano che erano contate schede elettorali a sorpresa. MOLTO STRANO, e i 'sondaggisti' hanno sbagliato in modo storico e completo»: un nuovo tweet arrivato nel mezzo della seduta di Wall Street e che è stato interpretato come segnale di difficoltà per il presidente.

Intanto, sul fronte macroeconomico, l'occupazione nel settore privato statunitense è cresciuta nel mese di ottobre di sole 365.000 unità, battendo le attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 600.000 nuovi lavori. Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers i lavori sono cresciuti in tutti settori, ma ad un ritmo più lento, segno che la ripresa dalla crisi della pandemia è ancora lenta. Venerdì 6 novembre è in calendario il dato complessivo sull'occupazione e sui nuovi posti di lavoro.

A Piazza Affari bene Nexi e Intesa

Dopo una prima parte della seduta all'insegna delle vendite sono dunque tornati con forza gli acquisti sull'azionario milanese: la migliore del listino è stata Nexi salita del 6,6% sulla scia dell'annuncio della trattativa in esclusiva per l'acquisto del gruppo danese Nets. Tra l'altro, parlando al Salone dei pagamenti, l’amministratore delegato di Nexi, Paolo Bertoluzzo, ha detto che «se le aggregazioni, che abbiamo per ora annunciato e siglato andassero a termine, arriveremmo a una capacità di investimento di 300 milioni all’anno e questo aprirebbe opportunità di maggiore innovazione, sicurezza e qualità per le banche e i loro clienti. Le competenze e gli investimenti che avremmo a disposizione, assieme a Sia e Nets, sarebbero straordinari nel nostro settore a livello europeo ma anche su scala più ampia». Incremento del 3,7% per Intesa Sanpaolo grazie alla trimestrale chiusa con un utile netto di 6,4 miliardi di euro e la conferma dei target di utili e dividendi da parte del gruppo bancario. E’ continuata la corsa di Ferrari (+2,29%) dopo l’exploit della vigilia sulla scia dei risultati trimestrali e il rialzo della guidance 2020. Male tra gli industriali Pirelli, che segna la performance peggiore con Buzzi Unicem.

Il dollaro torna a indebolirsi

In discesa il biglietto verde americano che ha subìto nel corso della seduta la volatilità generale dei mercati finanziari: nella prima fase le vendite sugli asset considerati più rischiosi - a causa dell'incertezza estrema sul voto americano e della prospettiva di un risultato contestato - hanno generato un recupero delle quotazioni per la moneta statunitense, che invece ha invertito la rotta in coincidenza con la maggiore propensione al rischio del mercato: il cambio euro/dollaro è pertanto ritornato sopra quota 1,17. Durante la notte elettorale invece il cambio era sceso fino alla soglia di 1,16.

Il cambio euro / dollaro
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Oro torna sopra 1.900 dollari

Sulla scia dei movimenti del dollaro, l'oro è dapprima arretrato sotto quota 1900 dollari l'oncia per poi recuperare. I contratti spot, che erano arrivati fino a un minimo di 1.890,99 dollari l'oncia, sono in area 1908 dollari l'oncia. La possibilità di un Congresso americano diviso, come risultato del voto, rischia di rallentare l'approvazione di nuovi aiuti all'economia. "Una prospettiva che non aiuta il metallo prezioso", dicono gli analisti di Fxtm.

Petrolio allunga in rialzo: giù le scorte di greggio negli Usa

I prezzi del petrolio sono in rialzo, sulla scia del forte ribasso delle scorte americane. A New York Wti sale in area 38,5 dollari mentre il Brent avanza a 41 dollari. Nella settimana terminata il 30 ottobre, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite di 7,998 milioni di barili a 484,429 milioni di unità. Le attese prevedevano +1,1 milioni di barili. Secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, gli stock di benzina sono aumentati di 1,541 milioni di barili a 227,665 milioni di barili.

BTp, rendimento 10 anni vicino ai minimi storici

Torna sotto 130 punti lo spread tra BTp e Bund che inizialmente ha risentito dei timori per l'aumento dei contagi da Covid-19 e dei rischi economici connessi con un nuovo lockdown nazionale. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005413171) e il Bund si attesta a 129 punti base dai 132 punti base del finale del 3 novembre. Giù anche il rendimento del BTp decennale benchmark che segna 0,66% dallo 0,70% del riferimento precedente. La prima reazione alla generale incertezza dei mercati in avvio aveva portato lo spread a 140 punti con il rendimento in area 0,75%. A metà ottobre il rendimento del decennale aveva segnato i minimi storici allo 0,64%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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