ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, le "quattro streghe" e Fed piegano i listini. A Wall Street giù le banche

Piazza Affari chiude a -0,66%, ma da inizio marzo è +6%. La banca centrale Usa stringe sui requisiti di capitale per le banche. Le scadenze tecniche su indici e azioni muovono i listini

di Andrea Fontana e Flavia Carletti

Aggiornato alle 17,35

Tassi bassi e liquidità: le Banche Centrali drogano o sostengono il mercato?

4' di lettura

Le Borse europee hanno chiuso in rosso l'ultima seduta di una settimana vissuta in costante incremento, mentre Wall Street resta incerta dopo la decisione della Federal Reserve di ritornare alle modalità pre-Covid di calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche: dai due lati dell'Atlantico vendite sui titoli degli istituti di credito. Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones perde lo 0,71% a 32.628,04 punti, il Nasdaq sale dello 0,76%% a 13.215,24 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,07% a 3.912,81 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a -0,66%, ma il bilancio di marzo resta brillante: +5,9%. Cali di almeno un punto percentuale per gli altri indici europei con l'eccezione di Amsterdam, piatta.

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Ad alimentare l'incertezza è stato anche il fatto che il 19 marzo per il calendario finanziario 2021 è stato il cossiddetto "giorno delle quattro streghe", cioè la scadenza trimestrale dei contratti future e opzioni su indici e azioni. L' appuntamento tecnico ha alimentato la volatilità dei mercati, già messi sotto pressione dai timori di una risalita dell'inflazione più rapida del previsto e dalle tensioni internazionali sugli assi Usa-Cina e Usa-Russia. I rendimenti dei Treasury americani si mantengono sui massimi da oltre un anno dopo essere saliti sopra l'1,75% per la prima volta da gennaio 2020. Sul fronte della pandemia, i nuovi lockdown introdotti in Francia preoccupano gli operatori anche se il nuovo via libera dell'Ema al vaccino Astrazeneca ha in parte rasserenato il clima.

Wall Street contrastata, banche pagano stretta Fed

Andamento incerto per Wall Street, dopo i pesanti cali della vigilia, sulla scia dell'aumento dei rendimenti dei Treasury. Restano le preoccupazioni degli investitori sul possibile aumento dell'inflazione, nonostante le rassicurazioni del presidente della Fed, Jerome Powell.Sulla Borsa americana pesano però soprattutto le decisioni della Federal Reserve , che non estenderà l'allentamento temporaneo dei requisiti di capitale per le grandi banche, annunciato un anno fa per contrastare gli effetti della pandemia di coronavirus, e che prevedeva l'esclusione dei Treasury e dei depositi dai calcoli sui coefficenti patrimoniali (supplementary leverage ratio). La Fed ha segnalato che lascerà che l'allentamento dei requisiti scada il 31 marzo. Nel mirino delle venite ci sono i principali istituti Usa come JpMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citi.

Focus anche su Nike e FedEx, dopo le trimestrali. La societa' statunitense di abbigliamento sportivo ha registrato profitti di 90 centesimi ad azione, 14 centesimi più delle attese, ma ricavi al di sotto delle stime degli analisti, cosi' come l'outlook per i ricavi dell'intero anno; il titolo è arrivato a perdere il 4% ed è tra i peggiori di giornata. FedEx ha registrato utili per 3,47 dollari ad azione, sopra il consensus di 3,23 dollari; anche i ricavi sono stati superiori alle attese: le quotazioni sono in forte rialzo.

Fine del rally per Tim, Bper paga tempi lunghi per M&A

A Piazza Affari, pioggia di vendite su Telecom, per l'incertezza dei tempi sulla rete unica. Il titolo Tim è comunque stato uno dei migliori, dopo Leonardo, nell'ultimo mese salendo di oltre il 20%. In rosso anche i bancari, guidati al ribasso da Bper (-3,98%), dopo che il numero uno dell'azionista di riferimento Unipol, Carlo Cimbri, ha frenato sullo scenario M&A, dicendo che una operazione entro fine anno sarà difficile. Tra le altre banche vendite consistenti su Unicredit e Mediobanca.
La migliore è stata Enel, grazie ai conti 2020 sopra le attese e alle guidance 2021, confermate con alto grado di visibilità. Inoltre è stato proposto un dividendo complessivo da 0,358 euro per azione, in rialzo del 9,1% rispetto a quello del 2019. Finale in calo per Poste Italiane dopo il nuovo piano al 2024 che, tra le altre cose, prevede un incremento complessivo del dividendo del 35%: dopo l'iniziale incremento le quotazioni, ai massimi da oltre un anno, sono arretrate. Nel giorno della pubblicazione dei conti 2020, Interpump Group è stata oggetto di vendite in Borsa. Il gruppo ha chiuso lo scorso anno con vendite nette per 1,294 miliardi (-5,4%), un margine operativo lordo a quota 294 milioni (-7,5%) e un utile netto consolidato di 173,3 milioni (-4%). Il cda proporrà agli azionisti un dividendo di 0,26 euro per azione, contro 0,25 euro per azione dell'esercizio precedente. Le vendite hanno colpito nel settore auto Stellantis, giù anche gli altri titoli della galassia Exor-Agnelli.

Fuori dal Ftse Mib hanno corso i titoli della coppia Cairo Communication-Rcs Mediagroupdopo i conti del gruppo che edita Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport: l'utile 2020 si è dimezzato sotto i 32 milioni, ma il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo per azione di 0,03 euro e vede i presupposti per migliorare i margini nel 2021. In evidenza Rai Way anch'essa dopo i conti del IV trimestre: per Mediobanca Securities il titolo tratta a multipli nettamente inferiori alla media di settore e l'attenzione resta sul consolidamento dei grandi gruppi delle torri per la copertura del segnale televisivo.

Spread stabile in area 95 punti

Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005422891) e il pari durata tedesco ha terminato la seduta ufficiale a 96 punti base, un punto in più della chiusura del 18 marzo. In calo il rendimento del BTp benchmark decennale allo 0,67% dallo 0,69% registrato al closing della vigilia.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Petrolio si riprende dopo il ko del Wti sotto 60 dollari

Sul mercato valutario, giornata di debolezza per la sterlina britannica, mentre resta in bilico sugli 1,19 il rapporto tra euro e dollaro. Parziale rialzo dei prezzi del petrolio dopo il tonfo avvenuto il 18 marzo che aveva riportato il Wti in scadenza aprile sotto quota 60 dollari al barile: Alla base del crollo, secondo Mps Capital Services, una serie di fattori come timori sulla domanda legati al blocco temporaneo delle vaccinazioni in Europa, minore domanda asiatica e cinese, lenta ripresa delle raffinerie USA post-ondata di gelo, scorte in rialzo e pendenza di curva sul WTI che segnala una minore domanda nel breve termine. Se a questi fattori, aggiungiamo un posizionamento speculativo sbilanciato al rialzo, il crollo (-7%) non sorprende".

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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