ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Seduta debole per l'Europa. Tim (+16%) traina Milano. Euro ai minimi da giugno 2020

Il gruppo tlc balza su rumors, smentiti, di rilanci da parte di Kkr.Piazza Affari chiude in controtendenza (+0,7%). Inflazione Usa ai massimi dal 1990

di Flavia Carletti e Cheo Condina

Aggiornato alle 17.45

La Borsa, gli indici del 24 novembre 2021

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) Chiusura contrastata per l'Europa con Milano positiva e che sul finale ha allungato il passo. Mentre Wall Street procede poco mossa ma in deciso recupero dai minimi dopo una tornata di dati a luci e ombre, a Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso in rialzo, con una nuova performance brillante di Telecom Italia, sui rumors di un possibile rialzo del prezzo dell'offerta di Kkr, anche se il fondo Usa ha smentito questa possibilità. A Francoforte indietro il DAX 30 , nel giorno della pubblicazione dell'indice Ifo sulle aspettative delle imprese, sceso anche a novembre. A Parigi il CAC 40 è rimasto sulla parità, positiva Londra, debole Madrid. Quando continua a destare preoccupazione la situazione della pandemia, con l'aumento dei casi di Covid-19 in molti paesi europei, sul fronte macro, il Pil Usa del terzo trimestre risulta salito del 2,1%, leggermente sotto le stime, inferiori alle previsioni anche gli ordini di beni durevoli (-0,5% a ottobre), quando le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono state in calo a 199.000 unità, ai minimi dal 1969. È scesa la fiducia dei consumatori, mentre l'inflazione Pce a ottobre è cresciuta dello 0,6% rispetto al mese precedente, contro attese per un +0,4%, e rispetto a un anno prima è aumentata del 5%, massimo dal dicembre 1990, dopo il +4,4% del mese precedente.

Tornando ai titoli, a Piazza Affari, seduta di acquisti per Banca Mediolanum: questa notte è scomparso a 82 anni il fondatore e presidente onorario Ennio Doris. In evidenza anche Unicredit, mentre si avvicina la data del 9 dicembre, quando i vertici dell'istituto illustreranno la strategia futura alla comunità finanziaria. Sul mercato dei cambi, la moneta unica è scesa sotto 1,12 dollari, ai minimi dai primi di giugno 2020, e passa di mano a 1,1196 dollari (1,1241 in avvio e 1,1267 ieri in chiusura), e a 129,184 yen. Il biglietto verde vale 115,382 yen (114,86 e 114,97). In leggero rialzo il prezzo del greggio quando le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono aumentate per la settima volta nelle ultime 10 settimane, mentre gli esperti attendevano un secondo calo consecutivo. Il contratto consegna Gennaio sul Wti sale dello 0,51% a 78,9 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Brent dello 0,56% a 82,77 dollari al barile.

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Pil Usa sotto stime, ma richieste sussidi a minimo da 1969

In altalena Wall Street, in rialzo i rendimenti dei titoli del Tesoro, rialzo innescato lunedì dalla decisione del presidente statunitense Joe Biden di nominare Jerome Powell per un secondo mandato alla guida della Federal Reserve. Gli investitori sono preoccupati che la Fed possa decidere di aumentare i tassi d'interesse già nella prima metà del 2022, vista l'inflazione ai massimi degli ultimi 30 anni, e guardano con timore all'aumento dei casi di Covid-19 e alle nuove restrizioni imposte o in discussione in alcuni Paesi europei. Nel complesso positivi i dati macroeconomici pubblicati nel premercato: le nuove richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione sono scese di 71.000 unità a 199.000, il miglior dato dal novembre 1969. Il Pil del terzo trimestre (in seconda lettura) è aumentato del 2,1%, dopo il 2% della stima preliminare, contro attese per un +2,2%. Gli ordini di beni durevoli sono diminuiti a ottobre dello 0,5%, secondo calo consecutivo, contro attese per un +0,3%. Il deficit della bilancia commerciale a ottobre (stima preliminare) è calato del 14,6% a 82,9 miliardi di dollari, contro attese per 94,6 miliardi.

La Borsa americana ha chiuso poca mossa (Dow -0,03%, S&P 500 +0,23%, Nasdaq +0,44%).

Usa, l'inflazione core balza ai massimi dal 1990

Tra gli altri dati Usa pubblicati spicca l'inflazione che negli Stati Uniti è aumentata a ottobre, portandosi ai massimi dal dicembre 1990. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è cresciuta dello 0,6% rispetto al mese precedente, contro attese per un +0,4%, e rispetto a un anno prima è aumentata del 5%, massimo dal dicembre 1990, dopo il +4,4% del mese precedente. La componente "core" del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 4,1% rispetto a un anno prima, dopo il 3,7% del mese precedente, anche questo il più alto dal dicembre 1990. Il valore Pce è contenuto nel dato diffuso dal dipartimento del Commercio relativo ai redditi personali e alle spese ai consumi. La Fed considera il 2% il livello ottimale, ma si è impegnata a lasciarlo andare oltre questa soglia per un certo periodo di tempo per promuovere la massima occupazione.

I redditi personali e le spese per i consumi, invece, sono aumentati più delle attese. Il dipartimento del Commercio ha riportato che i redditi personali sono aumentati dello 0,5% (93,4 miliardi di dollari), le spese per i consumi sono aumentate dell'1,3% (214,3 miliardi). Le attese erano per un rialzo rispettivamente dello 0,2% e dell'1%. I redditi di settembre sono stati confermati in calo dell'1%, le spese confermate in rialzo dello 0,6%. L'indice finale sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan è stata pari a 67,4 punti, dopo i 66,8 della lettura preliminare, inferiore ai 71,7 della lettura finale di ottobre, contro attese per un dato a 66,8.

Verbali Fed: pronti ad alzare tassi se inflazione sale

L’inflazione è stata al centro del dibattito nell’ultimo incontro del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. Dai verbali emerge la preoccupazione dei componenti del comitato, che ha deciso di dare il via al tapering, ovvero alla riduzione del programma di acquisto di bond da 120 miliardi di dollari, pari a 15 miliardi di dollari a novembre e dicembre, un passo che porterebbe a mettere fine al programma entro giugno. Diversi componenti, però, hanno segnalato che le pressioni inflative potrebbero costringere a mettere fine al programma in anticipo. Dai verbali emerge inoltre che la Fed è pronta ad alzare i tassi d’interesse, se l’inflazione continuerà ad aumentare. L’andamento dell’economia, si legge, continua a dipendere da quello della pandemia di coronavirus.

Enel sale dopo il piano, bene anche Cnh

Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, in evidenza Enel dopo la presentazione del piano industriale 2022-2024. Come previsto, il gruppo ha leggermente abbassato le guidance 2022-24 rispetto alle indicazioni del precedente piano (riduzione di circa -4% sull'Ebitda e -5% sull'utile), con proiezioni comunque in linea con il consensus. Confermato invece il dividendo e il focus su elettrificazione e rinnovabili, anticipando di 10 anni l'impegno su emissioni “Net Zero” dal 2050 al 2040. Bene Cnh Industrial sulla scia della concorrente Usa Deere che guadagna oltre il 6% dopo i conti trimestrali in crescita. In rialzo anche Atlantia, Leonardo - Finmeccanica e Pirelli & C. Segno opposto per Buzzi Unicem che ha chiuso in coda al Ftse Mib, in controtendenza rispetto al comparto delle costruzioni. In una seduta di forti vendite per il comparto auto europeo, a Milano giù Stellantis. Deboli Diasorin, Prysmian e Banca Generali.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread si allarga e chiude a 130 punti

Chiusura in leggero rialzo per lo spread BTp-Bund sul mercato secondario telematico Mts. Alle ultime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il titolo di pari durata tedesco e' indicato a 130 punti, due in piu' rispetto ai 128 punti base del finale di ieri. I timori per un cambio di rotta della politica monetaria penalizzano il reddito fisso e i rendimenti del decennale italiano continuano a crescere all'1,09% dall'1,05% del closing della vigilia (0,94% lunedi').

Euro scende sotto 1,12 dollari, ai minimi da giugno 2020

Sul mercato valutario prosegue il rafforzamento del dollaro spinto dalla scommessa di un ritocco ai tassi Usa già a giugno 2022: Il cambio euro/dollaro scende sotto 1,12 (da 1,1267) ai minimi da giugno 2020, il dollaro/yen a 114,86 (114,97) ai massimi dal 2017. Lira turca a un soffio da quota 13 per un dollaro dopo il sostegno del presidente Erdogan al terzo taglio consecutivo dei tassi di interesse.

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