ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Spettro recessione frena i listini, Milano tiene con gli acquisti sull'energia

Pesanti le parole del presidente di Goldman Sachs sul futuro dell'economia Usa. Anche dalla Cina sono arrivati segnali preoccupanti. Spread a 190 punti base. Euro ritrova la soglia di 1,04 dollari

di Flavia Carletti

“L’effetto guerra premia il Brasile”

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura debole per Borse europee al termine di una seduta cauta, frenata dai dati cinesi. E in serata chiusura contrastata per Wall Street. A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni piatto (-0,06%), a Parigi il Cac40 è sceso dello 0,23% e a Francoforte il Dax40 dello 0,45 per cento. In controtendenza Londra dove il Ftse100 è salito dello 0,63 per cento. Nel mese di aprile, in Cina la produzione industriale è scesa del 7% rispetto a marzo e del 2,9% su anno. In calo anche le vendite al dettaglio, -11,1% su base annua, peggiore flessione da due anni. Inoltre, oggi la Commissione Ue ha tagliato le stime per il 2022 e il 2023 rispetto alle previsioni di febbraio. In questo clima, il presidente di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha dichiarato che c'è un rischio «molto, molto alto» di recessione negli Stati Uniti. La banca d'investimento statunitense ha tagliato le previsioni per lo S&P 500 da 4.700 a 4.300 punti «visti i tassi d'interesse più alti e il rallentamento della crescita economica». A limitare i danni sono stati gli acquisti in particolare sui settori energia e utility.

Eurozona, taglio crescita pil 2022 a 2,7%, 2023 a 2,3%

La Commissione europea ha tagliato le stime di crescita del Pil quest’anno e l’anno prossimo rispetto alle previsioni di febbraio: il pil viene stimato nell’area euro crescere del 2,7% e del 2,3% rispettivamente contro la precedente previsione di 4% e 2,7%. Nella Ue 2,7% e 2,3% rispetto alla precedente previsione 4% e 2,8%. Il tasso di inflazione nell’area euro aumenterà quest’anno al 6,1% rispetto al 2,6% nel 2021 (stima di febbraio 3,5%); nel 2023 calerà al 2,7% (stima di febbraio 1,7%). Il tasso di disoccupazione si attesterà sul 7,3% in calo rispetto al 7,7% nel 2021 per portarsi al 7% l’anno prossimo. Nella Ue il tasso di inflazione sarà quest’anno al 6,8%, l’anno prossimo al 3,2%. La disoccupazione al 6,7% e al 6,5% rispettivamente.

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Debole Wall Street, per Goldman rischio recessione alto

Wall Street chiude contrastata con Dow Jones +0,08%, Nasdaq -1,20% e S&P 500 -0,39%. Secondo il presidente di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, c'è un rischio molto alto di recessione negli Stati Uniti. La banca d'investimento statunitense ha tagliato le previsioni per lo S&P 500 da 4.700 a 4.300 punti «visti i tassi d'interesse più alti e il rallentamento della crescita economica». Anche l'agenzia Fitch ha avvertito che ci sarà un rallentamento della crescita globale nel 2022 e 2023. L'inflazione resta molto alta negli Stati Uniti, vicina ai massimi degli ultimi 40 anni, ma ad aprile è leggermente scesa rispetto a marzo.

A Milano nuovo balzo di Saipem, bene Interpump

A Piazza Affari ha chiuso in testa al Ftse Mib Saipem (+8,12%), dopo un balzo di oltre 9 punti percentuali nella seduta di venerdì scorso. Bene anche Tenaris (+4,27%) ed Hera (+3,96%). Segno opposto per Nexi (-4,66%), in una giornata negativa anche per altri titoli attivi nel settore dei pagamenti digitali. I risultati del primo trimestre migliori delle previsioni e le buone prospettive per il 2022 hanno sostenuto anche oggi le quotazioni di Interpump. Il titolo, che già venerdì aveva reagito con un rialzo superiore al 5% ai conti, ha guadagnato il 5,07% beneficiando dei giudizi delle case di investimento, tra cui Equita Sim che ha alzato la raccomandazione a "Buy" con un target di prezzo di 47 euro. Tra i titoli energia/utility hanno chiuso in rialzo anche Snam +2,94%, A2A +2,17%, Terna +2%, Italgas +1,94%, Eni +1,36% ed Enel +0,84 per cento.

Ancora vendite su Unipol, debole il lusso

Dopo le forti vendite subite venerdì scorso, ancora una seduta debole per Unipol (-0,67%), che sconta la delusione del mercato per il mancato accorciamento della catena di controllo. Fuori dal Ftse Mib, segno opposto per la controllata UnipolSai (+0,99%). Deboli anche Ferrari (-3,48%) e Moncler (-2,16%). Tim chiude in calo del 2,02%, con il settore tlc europeo poco mosso non approfittando in pieno del buon andamento a Londra di Vodafone dopo la notizia che Emirates Telecommunications Group Company ha acquistato 2,766 milioni di azioni del gruppo, ovvero il 9,8% del capitale sociale, a un costo di circa 4,4 miliardi di dollari.

Spread Btp/bund in lieve rialzo a 190 punti base

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 190 punti base dai 189 registrati al closing di venerdì. In calo frazionale il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 2,84% dall'ultima posizione del closing di venerdì scorso al 2,85%.

Petrolio poco mosso, euro recupera soglia 1,04 dollari

In chiusura dei mercati europei è poco mosso il prezzo del petrolio dopo un avvio debole: il contratto consegna Luglio sul Brent si attesta a 111,62 dollari al barile (+0,06%) e quello scadenza Giugno sul Wti sale dello 0,59% a 111,13 dollari al barile. Sul mercato dei cambi, la moneta unica vale 1,0404 dollari (1,0397 in avvio e 1,0414 venerdì), e 134,343 yen (134,05 e 134,59), quando il dollaro/yen è a 129,119 (128,89 e 129,21).

Yuan ai minimi da ottobre 2020 dopo dati macro

Lo yuan è ai minimi da ottobre 2020 nei confronti del dollaro dopo la pubblicazione dei deludenti dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio. Il cambio ha toccato i 6,7924 yuan per un dollaro. Negli ultimi due mesi, i nuovi lockdown imposti in Cina per frenare il ritorno dei contagi da Covid-19 e il rallentamento dell'economia hanno portato la valuta a deprezzarsi di circa il 7% nei confronti di quella americana. Ad aprile le vendite al dettaglio sono calate dell'11,1% annuo mentre la produzione industriale è scesa del 2,9% annuo e del 7% rispetto al mese precedente.

Germania: Ifo, portafoglio ordini produttori a livelli record

Il portafoglio ordini dei produttori tedeschi è a livelli record. Un sondaggio Ifo di aprile rileva che, anche senza un singolo nuovo ordine, la produzione potrebbe continuare per 4,5 mesi. La media a lungo termine per un portafoglio ordini è di 2,9 mesi. "Questo recente aumento indica che l'assunzione di nuovi ordini sta gradualmente diminuendo", afferma Timo Wollmershäuser, head of forecasts di Ifo. "Il portafoglio ordini riflette l'elevata domanda di prodotti industriali tedeschi negli ultimi mesi e le difficoltà che le aziende stanno incontrando nell'elaborazione tempestiva degli ordini a causa della carenza di prodotti intermedi e delle materie prime", continua Wollmershäuser.

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