la giornata sui mercati

Torna la paura del virus cinese. Wall Street e Ue in rosso, Milano tiene con St

Petrolio in ribasso sui timori che il coronavirus si trasformi in una vera e propria epidemia. Nessuna novità, nel frattempo, dalla Bce targata Lagarde che ha garantito il Qe ma ha annunciato una «strategic review» delle politiche monetarie. Piazza Affari chiude sulla parità e si salva con St (+6,5%) grazie a una trimestrale sopra le attese. Spread sotto 160

di Flavia Carletti ed Enrico Miele

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(James Thew - stock.adobe.com)

Petrolio in ribasso sui timori che il coronavirus si trasformi in una vera e propria epidemia. Nessuna novità, nel frattempo, dalla Bce targata Lagarde che ha garantito il Qe ma ha annunciato una «strategic review» delle politiche monetarie. Piazza Affari chiude sulla parità e si salva con St (+6,5%) grazie a una trimestrale sopra le attese. Spread sotto 160


4' di lettura

Il virus cinese ruba la scena alla Bce e manda in rosso i listini europei. La paura che scatti un contagio a livello globale, con il Capodanno cinese alle porte e i primi casi sospetti in Europa, è infatti tornata a contagiare le Borse mondiali. In calo anche Wall Street e il petrolio, tra le materie prime più sensibili ai possibili effetti del virus sul commercio mondiale. In questo contesto si è salvato solo il FTSE MIB che ha resistito sulla parità fino a fine seduta grazie all’exploit di Stmicroelectron (+6,5%) che ha chiuso l’ultimo trimestre sopra le attese. Nessuna sorpresa, secondo gli analisti, è invece arrivata dalle decisioni della Bce targata Lagarde che ha non ha toccato i tassi ma ha lanciato una «revisione strategica» della politica monetaria. In attesa di valutarne le ricadute sull’economia del Vecchio Continente, a farne le spese per ora è l’euro in forte ribasso sul dollaro. Sul listino principale milanese tengono anche le utility, mentre in fondo si piazza Moncler (-2,7%) che paga la debolezza del settore del lusso europeo. Male anche l’auto con Pirelli & C (-2,5%) e i titoli legati al greggio, come Saipem (-2,2%). Fuori dal Ftse Mib tonfo per Unieuro (-7,6%) dopo la vendita del 17,6% del capitale da parte di Ieh (riconducibile ai fondi dell'operatore di private equity Rhone).

Tornando alla Bce, in conferenza stampa la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha parlato di «Qe necessario» e di una «politica monetaria altamente accomodante a lungo». Quanto alla revisione strategica, «durerà fino alla fine dell'anno e credo che avremo un risultato verso novembre». Intanto è continuato il World economic forum di Davos ma la prevista partecipazione del presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, è stata annullata per preparare il consiglio dei ministri di questa sera e per incontri politici.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Stm chiude in testa dopo i conti, tonfo di Unieuro
Tra i titoli ha chiuso in testa Stmicroelectron che che guidato il Ftse Mib dopo la pubblicazione dei risultati del 2019 e le stime del primo trimestre 2020. Per gli analisti i conti del quarto trimestre 2019 e le previsioni per l'inizio del 2020 sono migliori delle attese. Tonfo per Unieuro, all'indomani del collocamento del 17,6% del capitale in una operazione di accelerated bookbuilding. Italian Electronics Holdings (Ieh) ha completato ieri in tarda serata, a poche ore dall'annuncio dell'avvio della cessione, la procedura di accelerated bookbuilding e ha ceduto a investitori istituzionali circa 3,5 milioni di azioni ordinarie detenute in Unieuro, corrispondenti a circa il 17,6% del capitale azionario esistente della Società, al prezzo di 13,25 euro per azione. Il collocamento ha riguardato l’intera partecipazione detenuta da Ieh in Unieuro. Con questa operazione il flottante di Unieuro supera l'85% del capitale, facendola così diventare una public company.

Male il lusso in Europa
Tutto il comparto del lusso in Europa è stato sotto pressione per i timori legati alla diffusione del coronavirus dalla Cina. Oltre a Moncler, infatti, hanno perso terreno anche Salvatore Ferragamo (-1,6%) e, fuori dal segmento principale, Brunello Cucinelli (-2,3%) mentre Tod's ha chiuso praticamente invariata (-0,2%). Tra in bancari in rosso Banco Bpm (-1,7%) mentre nel comparto auto ha perso terreno anche Fiat Chrysler Automobiles (-1,4%) anche sui timori dei dazi sull'import di auto negli Usa minacciati da Trump.

Usa, sussidi di disoccupazione meglio delle stime
Nei sette giorni conclusi il 18 gennaio, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è è cresciuto ma meno di quanto atteso. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 6.000 unità a 211.000 unità; le attese erano per un dato a 215.000 unità. La media delle ultime quattro settimane, un misura più stabile del dato, è diminuita di 3.250 unità dalla settimana precedente a 213.250 unità.

Euro in netto calo dopo la Bce
Sul mercato valutario verso fine seduta è in netta discesa l’euro che viene scambiato a 1,103 contro il dollaro (1,1086 alla vigilia) e 0,841 verso la sterlina (0,844). La moneta unica scende a 120,68 yen (121,806), quando il dollaro vale 109,32 yen (109,85). Sul fronte del greggio, i timori del coronavirus si traducono in un crollo delle quotazioni: il Wti di marzo è scambiato a 54,9 dollari al barile (-3,1%) e il Brent a 61,4 dollari (-2,9%).

Spread chiude in netto calo a 156 punti
Chiusura in netto calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato. Recuperando il terreno perso ieri in una seduta dominata dall'incertezza per la tenuta politica del Governo dopo le dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico del M5S, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha terminato gli scambi a 156 punti base dai 161 punti del finale di ieri. In netto calo anche il rendimento del BTp benchmark decennale, indicato in chiusura all'1,26% dall'1,35% del finale della vigilia.

(Il Sole 24 Ore - Radiocor)

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