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Ottobre in recupero per le Borse europee, Milano +4,64%. Spread al top da novembre 2020

Il mese si è chiuso con performance al rialzo per tutti i principali listini continentali dopo un settembre deludente.

di Flavia Carletti

Aggiornato alle 16.30

La Borsa, gli indici del 29 ottobre 2021

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mese di ottobre si chiude con un bilancio positivo per le Borse europee, che vedono crescere ulteriormente il guadagno messo a segno da inizio anno anche se emergono differenze significative tra i listini. Nell'ultimo mese il Ftse Mib ha guadagnato il 4,64% e da inizio anno il 20,88% (+1,14% nell'ultima settimana). Lo Stoxx Europe 600 ha messo a segno a ottobre un rialzo del 4,55%, portando il bilancio da inizio anno a +19,17% (+0,77% nell'ottava). Si sono mosse in linea con Milano anche Parigi e Amsterdam, che è maglia rosa nel mese e nel 2021 fino a ora. Il Cac40 a ottobre ha guadagnato il 4,76% e da inizio anno il 23,04% (+1,44% nell'ottava), quando l'Aex di Amsterdam ha registrato un +5,05% nel mese di ottobre, il 29,83% da inizio anno, mentre nella settimana appena terminata ha perso lo 0,25 per cento. Il Dax40 di Francoforte a ottobre è salito del 2,81%, del 14,36% da inizio anno e dello 0,94% nell'ultima settimana. Il Ftse100 di Londra mette a segno un +2,31% su mese, +12,03% su anno e +0,46% nell'ottava, quando l'Ibex35 di Madrid ha guadagnato il 2,97% su mese, il 12,19% da inizio anno e l'1,7% in settimana. A livello europeo, nel mese di ottobre si sono mossi al rialzo tutti i settori, tranne le telecomunicazioni (-3,76%), con quello dei Viaggi rimasto pressoché piatto (-0,05%). Le migliori performance mensili sono state quelle dei comparti Utility +8,19% e Servizi Finanziari +7,67 per cento.

Sull’altra sponda dell’Atlantico, Wall Street chiude in territorio positivo. Il Dow Jones sale dello 0,25% a 35.819,59 punti, il Nasdaq avanza dell’0,33% a 15.498,39 punti mentre lo S&P 500 segna un progresso dello 0,33% a 4.605,36 punti.

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Europa fiacca nell'ultima seduta del mese

Chiusura fiacca per le Borse europee che comunque mostrano un deciso recupero dai minimi di giornata. A Piazza Affari il Ftse Mib e a Francoforte il Dax40 hanno perso entrambi lo 0,05%, quando a Parigi il Cac40 ha invertito la rotta sul finale e guadagnato lo 0,38 per cento. Mentre pr osegue a ritmo sostenuto la pubblicazione delle trimestrali da una parte e dall'altra dell'Oceano, l'attenzione degli investitori oggi si è concentrata sui dati macro. In particolare, sono stati pubblicati i dati sul Pil del terzo trimestre della zona euro (+2,2% e +3,7% su anno) e delle principali economie dell'area (con la Germania cresciuta meno delle attese) e 'inflazione per il mese di ottobre, che ha registrato una impennata del +4,1% su anno. Gli analisti, tuttavia, ritengono che sia solo un movimento temporaneo. Intanto, negli Usa inflazione Pce è salita dello 0,3% mensile a settembre e del 4,4% su anno, variazione più alta dal 1991.

Dopo un avvio debole, Wall Street ha invertito la rotta nel corso dell'ultima seduta del mese di ottobre. S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno aggiornato i rispettivi record intraday, con i titoli tecnologici ora in rialzo dello 0,15%, dopo una partenza in calo a causa dei forti ribassi di Apple e Amazon dovuti alle trimestrali. I titoli delle due società restano in deciso calo, ma si registrano i record di Microsoft e Tesla; Microsoft ha così superato Apple, diventando (di nuovo) la società a maggior capitalizzazione. Bene anche Facebook, dopo il cambio di nome in "Meta".

A Milano bene Eni, tonfo Bper e Bpm

Nella seduta di venerdì 29 ottobre, l'ultima della settimana e del mese, a Piazza Affari protagoniste in negativo Bper (-6,44%) e Banco Bpm (-7,28%), fortemente penalizzate dalle vendite sul venir meno dell'appel speculativo sul fronte M&A, alla luce dell'abbassamento degli incentivi alle fusioni bancarie introdotte con la Legge di Bilancio 2022 presentata dal Governo. Ancora vendite su Tim (-2,96%), mentre le case di investimento mettono in fila le perplessità sull'andamento del business - dopo la trimestrale e la revisione della guidance per fine anno - ma guardano anche al tema delle nuove strategie e della possibile riorganizzazione. Vivendi, come anticipato da Radiocor, ha chiesto la convocazione di un consiglio straordinario per discutere una riorganizzazione del business. Segno opposto per Eni (+1,97%) dopo la pubblicazione dei conti: il terzo trimestre si è chiuso con un utile netto di 1,2 miliardi di euro, contro una perdita di 503 milioni nello stesso periodo del 2020 caratterizzato dalla crisi Covid.

Sotto i riflettori Exor, ancora debole Saipem

Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, gli investitori hanno premiato Recordati (+2,38%) che ieri ha pubblicato i risultati dei primi 9 mesi del 2021, chiusi con ricavi in crescita del 5,7% a 1.156,2 milioni di euro e un utile netto di 296,4 milioni (+8,1%). Bene anche Moncler (+1,47%) e Atlantia (+1,77%). Sotto i riflettori Exor (+1,22%). La holding della famiglia Agnelli-Elkann ieri sera a mercati chiusi ha comunicato di aver siglato un accordo con il gruppo francese Covea finalizzaro alla cessione per 9 miliardi di dollari della controllata attiva nel settore delle riassicurazioni PartnerRe. Un accordo analogo e allo stesso prezzo era saltato lo scorso anno a causa dell’esplosione della pandemia di Covid-19. Secondo indiscrezioni stampa, le trattative tra Exor e Covea erano ripartite e ieri sera è arrivata la conferma da parte della holding, che continua ad aggiornare i suoi massimi storici. Guardando agli altri titoli della galassia Exor, Ferrari +0,74%, anch’essa sui massimi, Stellantis -0,21%, Cnh Industrial +0,27% e, fuori dal segmento principale, Juventus (-1,76%), nel giorno in cui l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio e l’aumento di capitale fino a 400 milioni di euro. Giornata di vendite anche per St (-1,05%), penalizzata dall’andamento negativo del settore tech a New York dopo che i conti di Apple e Amazon hanno deluso le attese. Seduta negativa per molti titoli del comparto utility in Europa tra cui A2A (-1,81%) e Terna (-1,65%). Dopo il forte calo di ieri (-10,98%) sulla scia dei conti e del nuovo piano al 2025, ancora vendite su Saipem che oggi ha perso il 2,32 per cento.

Petrolio poco mosso, torna a rafforzarsi il dollaro

Sul mercato dei cambi, riperde quota la moneta unica: l'euro vale 1,1556 dollari (1,1669 in avvio e 1,1593 ieri in chiusura), con il biglietto verde che trae forza dalle attese per un possibile intervento della Federal Reserve per frenare l'inflazione. L'euro vale anche 131,834 yen (132,487 e 131,7 ieri), mentre il cambio dollaro/yen è a 114,07 (113,536 in avvio). Debole il prezzo del petrolio: il contratto consegna Dicembre sul Wti scende dello 0,58% a 82,33 dollari al barile e quelli di pari scadenza sul Brent lo 0,05% a 84,28 dollari al barile.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread sale a 128 punti al top da novembre 2020

Chiusura ancora in forte rialzo per lo spread BTp/Bund che ha consolidato la traccia inaugurata ieri dopo l'annuncio della presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha indicato una data di scadenza del piano di acquisti d'emergenza Pepp. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a fine seduta a 128 punti base dai 122 punti del finale della vigilia, ai massimi da novembre del 2020 e su livelli mai visti dall'insediamento del Governo Draghi. In netto rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha chiuso la seduta all'1,18%, dall'1,12% del closing della vigilia.


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