la giornata

Testacoda Ferrari (-6%) pesa su Piazza Affari (-0,55%), spread a 159

Gli indici europei hanno chiuso contrastati. Geopolitica sotto i riflettori: segnali positivi sul fronte del commercio, incertezza sulla Brexit. Occhi puntati sulle banche centrali. A New York, ancora debole il settore tech, male Ford dopo bocciatura di Moody's

di Flavia Carletti


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4' di lettura

Brusco scivolone per Ferrari a Piazza Affari, con il FTSE MIB (-0,55%) che ha limitato i danni grazie alle performance positive di alcuni bancari e dei petroliferi. La chiusura delle altre Borse del Vecchio Continente è stata contrastata, quando sale l’attesa per la riunione della Banca centrale europea di giovedì. Parigi ha terminato le contrattazioni poco mossa (+0,08%) e Francoforte in rialzo (+0,35%), Madrid ha fatto ancora meglio (+0,75%), con Londra +0,44 per cento. Nel giorno in cui è stata definita la nuova Commissione Ue, con l'italiano Paolo Gentiloni che ha avuto la delega agli Affari economici, gli investitori guardano agli istituti centrali e sul fronte internazionale c'è moderato ottimismo per la ripresa dei negoziati commerciali di alto livello tra Stati Uniti e Cina, che riprenderanno all'inizio di ottobre.

Sale l'attesa per le mosse della Banca centrale europea
Giovedì la Bce potrebbe annunciare un pacchetto di misure espansive anche se resta alta l’incertezza su quali saranno. Rimane alta l'incertezza su quello che sarà il pacchetto di misure messo in campo dall'Eurotower, tenendo a mente oltretutto che l’attuale presidente, Mario Draghi, vorrà lasciare qualche arma a disposizione di Christine Lagarde che erediterà la sua carica a partire dal primo novembre. Il consensus dei mercati è dunque ora che la Bce annuncerà un taglio dei tassi sui depositi che sono già ora negativi a -0,40%. Le ipotesi predominanti sono di un taglio di 10-20 punti base con la possibilità di ulteriori tagli nei mesi a venire. Al tempo stesso potrebbe essere introdotto un sistema di "tiering", ovvero l'introduzione di scaglioni in virtù del quale il tasso massimo verrà applicato solo sulle somme in eccesso di una certa percentuale mentre sulle altre verrà utilizzato un livello più basso. Questo per andare incontro alle preoccupazioni espresse dalle banche, soprattutto quelle del nord Europa, che lamentano una drastica caduta della redditività a causa in particolare del tasso negativo sui depositi. Proprio per questa attesa, alla Borsa di Francoforte, Deutsche Bank (+1,66%), ha proseguito la fase di recupero iniziata nei giorni scorsi. Il 18 settembre, invece, sono attese le decisioni della Federal Reserve, che potrebbe tagliare i tassi d'interesse Usa di 25 punti base, come avvenuto, per la prima volta in oltre un decennio, lo scorso 31 luglio. Intanto, Wall Street viaggia sotto la parità, frenata dalla debolezza del settore tech e di titoli come Ford, che risente della decisione di Moody's, che nella notte ha declassato il giudizio sul titolo a Ba1, il primo gradino del «non-investment grade», ovvero «spazzatura» (junk), per il debito troppo alto della società automobilistica.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Acquisti su settore auto, fanno eccezione Ferrari e Fca
Il settore auto in Europa, tuttavia, è ben intonato, quando è iniziato il Salone dell’auto di Francoforte. In controtendenza a Piazza Affari, Ferrari (-6%), e Fca (-1,23%), che trascinano in rosso anche la controllante Exor (-1,7%). La Casa di Maranello è stata investita da una pioggia di realizzi, nonostante sia reduce da due successi consecutivi in Formula 1 e dalla presentazione di due nuove vetture ma va considerato che da molti investitori è associata al settore del lusso e non a quello motori, quindi le performance su pista non sono il barometro per l'andamento del titolo. Ferrari nelle scorse sedute si è riavvicinata a quota 150 euro (il 6 settembre era a 148,8) non lontana dai massimi storici del 16 luglio scorso a 152,55. Per quanto riguarda il comparto auto europeo, Continental ha guadagnato il 3,54%, Bmw lo 0,87%, Daimler lo 0,86% e Volkswagen lo 0,35 per cento. A Parigi, Peugeot è salita del 2,14%, Valeo dell'1,97%, Renault dello 0,58% e Michelin dello 0,29 per cento.

Male Amplifon e Nexi, in controtendenza Unipol e Ubi Banca
Tonfo anche per Amplifon (-4,.11%), complice il giudizio degli analisti di Jefferies che hanno abbassato a “hold” la raccomandazione, consigliando di prendere beneficio sul titolo. Contrastati i finanziari. In particolare, le vendite hanno colpito Nexi (-4,24%), in una seduta in cui anche Visa a Wall Street è in rosso. Gli acquisti hanno premiato Unipol (+2,33%), Ubi banca (+1,39%), UnipolSai (+1,27%), Bper Banca (+1,13%) e Intesa Sanpaolo (+1,05%).

Il cambio euro / dollaro

Il petrolio sostiene Eni e Saipem ,stabile l'euro
Hanno chiuso in terreno positivo, invece, i petroliferi come Eni (+1,3%) e Saipem (+1,4%), quando il contratto sul petrolio Wti consegna Ottobre sale dell'1,24% a 58,57 dollari al barile e il contratto di pari scadenza sul Brent del Mare del Nord guadagna l'1,61% a 63,6 dollari al barile. Infine, sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1047 dollari (1,105 in avvio e ieri sera), e a 118,496 yen (118,66 e 118,45), mentre il biglietto verde vale 107,268 yen.

Spread BTp/bund chiude a 159 punti base, rendimento sale sopra 1%
Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco, che ieri aveva chiuso a 154 punti base, ha concluso la giornata a 159 punti base, cinque punti in più rispetto al riferimento precedente. Sale sopra la soglia dell'1% il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta in chiusura all'1,04%, rispetto allo 0,97% della vigilia.

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