ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

L'Europa chiude poco mossa una giornata ingessata, a Milano svetta Ferrari

Dollaro in rally, sterlina ai massimi da inizio 2020 sull'euro. Spread in lieve rialzo a 122 punti. Petrolio in calo con timori eccesso produzione

di Stefania Arcudi e Paolo Paronetto

Aggiornato alle 22,09 del 17 novembre 2021

La Borsa, gli indici del 17 novembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta interlocutoria per i listini azionari europei, che hanno chiuso poco mossi mentre gli investitori continuano a concentrarsi sulle prospettive di inflazione e sulle possibili contromosse delle banche centrali.
Wall Street chiude invece in calo. Il Dow Jones perde lo 0,58% a 35.931,52 punti, il Nasdaq cede lo 0,33% a 15.921,57 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,26% a 4.688,76 punti.

Se in Europa la Bce ha infatti già rassicurato i mercati sottolineando che l'anno prossimo non ci saranno le condizioni per un rialzo dei tassi, negli Stati Uniti la Fed potrebbe anticipare la stretta ai primi mesi del 2022, anche perché le pressioni sui prezzi stanno cominciando a riflettersi sui bilanci aziendali sotto forma di un aumento di costi. Sotto osservazione anche l'andamento dei contagi da Covid, in crescita in tutto il Vecchio Continente. In attesa di sviluppi concreti gli investitori hanno preferito rimanere alla finestra: a Piazza Affari il FTSE MIB ha così terminato la giornata a +0,07%, mentre a livello continentale la maglia nera è andata a Londra, che ha scontato l'accelerazione dell'inflazione inglese, che in ottobre ha registrato la crescita più marcata da dieci anni. Pochi spunti tra le blue chip di Piazza Affari, che si sono mosse soprattutto alla luce dei report delle banche d'affari. Ferrari ha così guadagnato terreno grazie al giudizio di Morgan Stanley, che ha fissato un target price alla notevole cifra di 350 dollari scommettendo sul futuro elettrico della casa di Maranello. In rosso invece Diasorin, sui cui Kepler Cheuvreux ha tagliato il giudizio a "hold" dal precedente "buy".

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Sul fronte dei prezzi, si monitorano i numeri sull'inflazione: Eurostat ha confermato che il tasso di inflazione annuale nell’area euro a ottobre è risultato in rialzo a 4,1% dopo 3,4% a settembre. Un anno prima era a quota -0,3%. In Gran Bretagna i numeri sono aumentati dell'1,1% mensile portando l'inflazione ad accelerare al 4,2% annuo, un'indicazione importante per la Bank of England, che a sorpresa non ha toccato i tassi nell'ultima riunione. Il dato ha per altro fatto volare la sterlina ai massimi da febbraio 2020 sull'euro.

A Milano svetta Ferrari, bene anche Prysmian

A Piazza Affari la migliore è Ferrari, che ha toccato un massimo di seduta di 236,9 euro, valore che per altro aggiorna ulteriormente il record storico intraday. A dare sostegno è un report di Morgan Stanley, che ha confermato la valutazione "overweight" e ha alzato l'obiettivo di prezzo da 265 a 350 dollari, scommettando sul futuro nell'elettrico di Maranello. Volatile Telecom Italia nonostante la fiammata iniziale a +2%, dopo la debolezza della scorsa settimana e sulle indiscrezioni di una possibile revisione del contratto con Dazn sulla serie A. Bene anche Prysmian e Stmicroelectronics. Tra le banche si muove bene Unicredit con Jefferies che ha alzato il target price da 13,40 a 14,65 euro, confermando il giudizio buy. Bene Generali dopo che Caltagirone ha superato il 7% nel capitale, portando il patto (con Delfin e Fondazione CrT) al 13,81%. In coda al listino Amplifon, mentre Diasorin ha recuperato parte delle perdite iniziali, con Kepler-Cheuvreux che ha tagliato il rating da buy a hold e il target price da 225 a 203 euro. Poco mossa Exor nel giorno in cui Il Sole 24 Ore ricorda che a dicembre scatta il voto multiplo, cosa che apre a vari scenari (i più "gettonati" sembrano essere la creazione di un polo del lusso, una diversificazione costante e il riassetto della catena di controllo).

Spread e rendimenti BTp in lieve rialzo

Andamento poco mosso per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il titolo di pari durata tedesco ha chiuso a 122 punti base dai 121 del closing precedente. In lieve ascesa anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta allo 0,98% dallo 0,97% registrato all'ultimo riferimento della vigilia.

Il cambio euro / dollaro
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Dollaro si rafforza, sterlina ai massimi dopo l'inflazione Uk

Più movimento sul mercato valutario, dove il balzo dell'inflazione inglese mette le ali alla sterlina. La divisa britannica è indicata ai massimi da febbraio 2020 a 0,8397 per un euro (0,8453 ieri in chiusura) e 1,3462 dollari (1,3428). L'euro vale 1,1303 dollari (1,1342 ieri), dopo aver toccato un minimo da luglio 2020 a 1,1264, e 129,44 yen (129,94), mentre il rapporto dollaro/yen è a 114,53 (114,55).

Petrolio in calo, preoccupa rischio eccesso produzione

Torna qualche segnale di preoccupazione sul mercato petrolifero per un possibile eccesso di offerta e scattano le vendite. Il future dicembre sul Wti cede l'1,93% a 79,20 dollari al barile, mentre il contratto gennaio sul Brent perde l'1,43% a 81,25 dollari. A favorire le vendite, «il rapporto sulle scorte di benzina negli Stati Uniti inferiori alle attese, cosa che potrebbe potenzialmente costringere le autorità di Washington a usare le riserve petrolifere di emergenza per fermare l'aumento dei costi del carburante», scrivono gli analisti di ActivTrades. I mercati questa mattina stanno dunque scontando tale scenario, che potrebbe comportare un improvviso aumento dell'offerta e un calo dei prezzi.


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