la giornata dei Mercati

Borse sostenute dall'industria tedesca. Mercati al test di fine ottobre con Bce e i conti dei Big Usa

Investitori ottimisti a meno di due settimane dal voto per le presidenziali in Usa, mentre il trend dei contagi da Covid continua a produrre nuovi lockdown nel mondo. Spread senza tensioni a 132 punti prima di S&P

di Enrico Miele e Andrea Fontana

La giornata dei mercati

Investitori ottimisti a meno di due settimane dal voto per le presidenziali in Usa, mentre il trend dei contagi da Covid continua a produrre nuovi lockdown nel mondo. Spread senza tensioni a 132 punti prima di S&P


3' di lettura

L'andamento della manifattura tedesca, a ottobre sopra le stime, e le trimestrali di diverse big hanno spinto le Borse del Vecchio Continente che hanno registrato tutte (con l'eccezione di Francoforte) rialzi superiori all’1%. Wall Street invece è debole dopo l'ultimo dibattito Trump-Biden in vista delle presidenziali: sul fronte macroeconomico Usa attività manifatturiera e servizi in miglioramento a ottobre. Sul listino americano pesa invece il tonfo di Intel dopo i conti trimestrali deludenti del gigante tecnologico.

Bce e i big Usa le bussole dell'ultima settimana di ottobre

Piazza Affari ha chiuso a +1,09% ma la performance non è stata sufficiente a "raddrizzare" una settimana di generale debolezza: -0,54% il saldo complessivo per il Ftse Mib. Nella prossima settimana occhi puntati sul consiglio direttivo della Bce e sulle trimestrali delle big americane della tecnologica e di internet (come Apple, Google, Amazon), ma anche sui dati del Pil del terzo trimestre in Europa e negli Stati Uniti.

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Sorprese dal manifatturiero tedesco

L’accelerazione dei listini europei, partiti con cautela, è stata legata non solo alla pubblicazione dell'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona – con gli analisti colpiti dalla forza del comparto tedesco – ma anche da alcune trimestrali in due settori chiave: Barclays (banche), Daimler e Renault (auto), infatti, con i loro conti migliori del previsto hanno trascinato al rialzo i titoli in tutto il Vecchio Continente. Inoltre le indiscrezioni sui piani di Airbus per accelerare la produzione di A320 una volta usciti dal picco della pandemia hanno sostenuto il comparto aeronautico. In serata S&P si pronuncerà sul debito sovrano italiano: lo spread è rimasto stabile a 132 punti, e il rendimento del BTp decennale è addirittura migliorato, confermando che l'attesa è quella di un giudizio senza novità da parte dell'agenzia di rating americana.

Sul Ftse Mib balzo Pirelli(+8,6%), automotive protagonista

Sul Ftse Mib la regina della seduta è stata Pirelli che beneficia della “promozione” a buy di Equita: il broker vede segnali di ripresa a “V” post-lockdown per il comparto e ha deciso l’upgrade sulla base dei «migliori volumi» di vendita registrati nelle ultime settimane. Secondo gli analisti, infatti, la pandemia «può rallentare la ripresa, ma non compromette le dinamiche di settore». Sempre nel settore dell'automotive hanno corso Brembo(+4,8%) e Sogefi(+10,6%). Bene le utility e le banche, da Banco Bpm a Unicredit. Ha rialzato la testa Moncler dopo ricavi sopra le attese nell’ultimo trimestre. In fondo al listino Unipol, Diasorin e Tim, mentre la holding Atlantia ha contenuto i guadagni (+0,7%)aspettando la nuova offerta di Cdp su Autostrade (ma resta il nodo del prezzo) mentre si registra la salita al 10% del fondo Tci in vista dell’assemblea. Ancora acquisti su Saras (+4,7%) dopo che Trafigura è salito al 3% del capitale.

In attesa del giudizio di S&P sull'Italia è sostanzialmente stabile lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund, infatti, ha chiuso a 132 punti base in linea con la chiusura precedente. In discesa invece il rendimento del BTp decennale benchmark a quota 0,77% dallo 0,80% del closing della vigilia.

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