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Per l'Europa è ancora recupero, Piazza Affari +1,8% con effetto Del Vecchio e spread sotto 190

Sospiro di sollievo tra gli investitori dopo che Trump ha abbassato i toni con la Cina sul caso Hong Kong, mentre proseguono le proteste negli Usa. Wall Street positiva grazie ai dati macro dopo un avvio in rosso. A Milano tiene banco la mossa del patron di EssilorLuxottica per salire al 20% della banca d'affari. Crollo di Cattolica dopo la richiesta dell'Ivass per un aumento di capitale da mezzo miliardo. Attesa per il vertice Bce di giovedì, che potrebbe rafforzare il programma di acquisti Pepp

di Paolo Paronetto e Andrea Fontana

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(Bloomberg)

Sospiro di sollievo tra gli investitori dopo che Trump ha abbassato i toni con la Cina sul caso Hong Kong, mentre proseguono le proteste negli Usa. Wall Street positiva grazie ai dati macro dopo un avvio in rosso. A Milano tiene banco la mossa del patron di EssilorLuxottica per salire al 20% della banca d'affari. Crollo di Cattolica dopo la richiesta dell'Ivass per un aumento di capitale da mezzo miliardo. Attesa per il vertice Bce di giovedì, che potrebbe rafforzare il programma di acquisti Pepp


4' di lettura

Le Borse europee confermano i rialzi di maggio e continuano a sperare che la progressiva riapertura delle attività dopo il lockdown si traduca in una rapida ripresa economica. A dare fiato agli investitori è anche l'attesa per la riunione del consiglio direttivo della Bce, in calendario giovedì, che potrebbe rafforzare il programma di acquisti di emergenza Pepp varato per fronteggiare la pandemia Covid-19. In quest'ottica gli investitori hanno messo da parte i timori legati alle proteste in molte città degli Stati Uniti dopo l'uccisione del 46enne afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto, nonché le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump ha annunciato di voler revocare lo status privilegiato di Hong Kong in risposta alla nuova legge sulla sicurezza imposta da Pechino, ma non ha al momento messo in discussione l'accordo commerciale con la Repubblica Popolare.

A Piazza Affari, aiutata da uno spread BTp-Bund sotto quota 190 punti base, il FTSE MIB ha terminato la giornata a +1,79%, trainato dal fermento della galassia Mediobanca-Generali in scia alla richiesta presentata dall'imprenditore Leonardo Del Vecchio alla Bce per poter salire al 20% del capitale di Piazzetta Cuccia. A picco invece Cattolica Ass dopo che l'Ivass ha chiesto un aumento di capitale da 500 milioni.

A Milano in coda Diasorin, Mediobanca sotto i riflettori
Tra i titoli di Piazza Affari, Mediobanca è scattata fin dall'avvio dopo la mossa di Del Vecchio, che ha presentato a Bankitalia istanza per l’autorizzazione ad aumentare la partecipazione detenuta da Delfin fino al 20%. Bene anche Generali in attesa di capire se (e quali) saranno le ricadute delle tensioni sull'azionariato di Piazzetta Cuccia, visto che quest'ultima detiene una quota del 13% circa nel gruppo assicurativo e Del Vecchio circa del 5%. In coda al Ftse Mib finisce invece Diasorin dopo la grande corsa delle ultime sedute. Seduta positiva anche per i titoli legati al comparto industriale, più penalizzati dal lockdonwn, come Leonardo - Finmeccanica e Cnh Industrial.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Cattolica crolla dopo lettera Ivass, rally di Trevi
Fuori dal listino principale, Cattolica è crollata a seguito della lettera inviata da Ivass in cui l’Autorità di Vigilanza chiede di lanciare un aumento di capitale da 500 milioni entro l’autunno per rafforzare il gruppo. Questa mattina, prima dell’apertura dei mercati, una nota della compagnia veronese ha sottolineato che ieri il cda ha preso atto della missiva di Ivass e «ha dato mandato al management di preparare un piano nei tempi richiesti, al fine di rafforzare la solvibilità del gruppo». Rally invece per Trevi Fin (+28%), che ha completato l'aumento di capitale e nei primi quattro mesi dell'anno ha visto salire del 15% gli ordini acquisiti a circa 200 milioni di euro.

Negli Stati Uniti le spese per costruzioni scendono meno delle attese
Sul fronte macroeconomico, negli Stati Uniti il settore delle costruzioni ha subito una contrazione inferiore alle attese ad aprile. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio, le spese per costruzioni sono infatti diminuite del 2,9%, contro il -5,8%% delle attese. L'indice Ism sul settore manifatturiero, inoltre, in maggio è salito a 43,1 punti dai 41,5 punti del mese precedente, anche se al di sotto dei 44 punti previsti.

Petrolio debole, occhi sul meeting Opec+ del 4 giugno
Prima seduta della settimana in ribasso per il petrolio, con gli investitori che prendono profitto in vista della riunione dell'Opec del 4 giugno, durante la quale si discuterà di un'estensione dei tagli della produzione oltre la fine del mese, in riposta al crollo della domanda provocato dalla pandemia di coronavirus. L'output dei Paesi Opec è già ai minimi in vent'anni: ad aprile l'Opec+ aveva tagliato la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno in maggio e giugno, una decisione senza precedenti. Il Wti luglio cede il 2,4% a 34,64 dollari al barile, mentre il Brent con scadenza agosto, alla prima seduta come contratto di riferimento, cala dello 0,92% a 37,49 dollari. A sparigliare le carte, con conseguenze negative sulla domanda, potrebbero essere le tensioni tra Stati Uniti e Cina, il primo e il secondo maggiore consumatore mondiale di greggio.

Spread in calo a 189 punti base
Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund. A fine seduta il differenziale
di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 189 punti base dai 196 punti del finale di venerdì Rendimento in calo anche per i BTp decennale benchmark, che ha terminato la seduta all'1,50% (dall'1,53% nel finale della vigilia).

In Italia indice manifatturiero risale a maggio
Dato ancora negativo per l'indice pmi manifatturiero italiano ma in netta risalita rispetto al record negativo raggiunto in aprile. L'indice, che sintetizza la situazione del comparto attraverso interviste ai responsabili degli acquisti delle industrie manifatturiere, segnala per maggio un dato di 45,4 che si confronta con 31,1 di aprile che rappresentava un record negativo. Il dato di maggio, in ogni caso, indica Ihs Markit, rappresenta, sia per la produzione che per i nuovo ordini il ventiduesimo mese consecutivo di calo. La parziale riapertura delle fabbriche a maggio ha avuto il suo effetto sull'indice anche se la domanda rimane debole e i nuovi ordini sono diminuiti al livello piu' veloce mai osservati in piu' di 11 anni.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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