LA GIORNATA

Europa fiacca senza Wall Street. Piazza Affari corre (+1%) con le banche

Lo spread ha chiuso a 206 punti, mentre il rendimento del decennale, dopo essere sceso fino all'1,58% si è portato all'1,67%

di Eleonora Micheli


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5' di lettura

Piazza Affari in evidenza con l’indice FTSE MIB che, come ieri, ha vantato la performance migliore d’Europa in progresso dello 0,98%, beneficiando ancora dell’andamento dello spread e dei valori dei titoli di Stato. Senza slancio, invece, le altre Borse europee in una giornata priva della guida di Wall Street, chiusa per festività. Sul finale il differenziale tra Btp e Bund a dieci anni si è attestato a 206 punti base, dopo essere sceso sotto la soglia di 200 punti in mattinata, livello che non si vedeva dal maggio 2018. Anche il rendimento dei Btp a dieci anni ha toccato un minimo in area 1,58%, come non succedeva da ben tre anni, per poi chiudere in area 1,67%.

Andamento dello spread Btp / Bund

Ftse Mib conquista livelli di un anno fa, occhi sui rendimenti Btp
Le Borse europee hanno registrato un andamento contrastato per tutta la seduta, complice l’assenza di investitori americani, con gli Stati Uniti in festa per in festa per il giorno dell’Indipendenza. L’Italia è rimasta sotto la lente con il Ftse Mib che ha chiuso sopra la soglia dei 22.100 punti, come non succedeva dal luglio dell'anno scorso.
Lo spread è rimasto abbastanza stabile poco sopra i 200 punti, dopo che in mattinata si è spinto sotto tale soglia, sui minimi dalla primavera 2018. Le rassicurazioni dei giorni scorsi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sui conti pubblici italiani, la decisione della Commissione europea di non aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia e la nomina di Christine Lagarde alla testa della Bce, dopo che scadrà il mandato di Mario Draghi, hanno determinato un violento movimento sui bond governativi italiani, come non si vedeva dagli anni 2011-2012.

Banche in evidenza, Mps in volata del 18%
Il forte movimento registrato dai bond governativi negli ultimi giorni ha di nuovo favorito gli acquisti sui titoli delle banche. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione Unicredit (+4,96%) e Ubi Banca (+5,6%) hanno vantato le performance migliori. L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha beneficiato anche della vendita di un portafoglio di Npl in Bosnia per 24,5 mln di euro. Ad ogni modo sono salite anche le azioni di Banco Bpm (+3,2%), Intesa Sanpaolo(+2,28%) e Banca Pop Er (+2,9%). Quest’ultime nel giorno in cui è stato ufficialmente annunciato che Unipol (+1,7%) è salita al 19,97% del capitale, come emerso durante l’assemblea straordinaria chiamata a deliberare l'aumento di capitale da 171,7 milioni e l'emissione di un bond convertibile additional tier 1 da 150 milioni, entrambe operazioni legate all'acquisto del 49% del Banco di Sardegna (Bds) dalla Fondazione di Sardegna.

L’ad, Alessandro Vandelli, ha preannunciato un buon semestre. «Non posso anticipare i risultati del primo semestre, che approveremo a inizio agosto – ha spiegato - ma posso confermare l'andamento positivo e dal mio punto di vista di soddisfazione». Il manager ha anche indicato di voler chiudere entro la fine di luglio o comunque nei prossimi mesi alcune operazioni chiave come l'acquisizione di Unipol Banca, la cessione degli Npl e l'acquisto del controllo di Arca. Fuori dal paniere principale sono volate le azioni di Banca Mps(+17,5%),tornata ad affacciarsi sul mercato obbligazionario.

Azimut continua la marcia al rialzo, bene Fineco
Azimutha continuato la marcia al rialzo (+1,5%) che va avanti quasi ininterrottamente da inizio anno, tanto che la società vanta la performance migliore del 2019 tra i titoli a maggiore capitalizzazione. Ieri, del resto, è stato ribadito che la società a fine anno dovrebbe vantare un utile netto superiore a 300 milioni. Il presidente, Pietro Giuliani, ha inoltre preannunciato che la raccolta netta d giugno «sarà sui 700 milioni di euro». Sono inoltre andate bene anche le Finecobank, premiate con un progresso del 3,18% nel giorno in cui è emerso che la raccolta netta di giugno è stata pari a 626 milioni. Sono invece scattati realizzi sulle utility, grandi protagoniste delle ultime sedute.

Realizzi su Amplifon, Campari e Ferrari
Le prese di beneficio hanno penalizzato Amplifon (-0,76%), Davide Campari (-1,9%) e Ferrari (-0,27%). Della scuderia Agnelli, hanno continuato a salire le Fiat Chrysler Automobiles(+0,3%) dopo la buona performance della vigilia innescata dai dati sulle immatricolazioni americane che sono salite in giugno del 2%, segnando il secondo rialzo di fila dopo tre mesi in calo (rappresentano circa il 50% dei volumi del gruppo). Un segnale positivo, che arriva dopo il ribasso dell'11,21% delle vendite in Italia nello stesso mese (11,95% nel primo semestre). Sono inoltre salite anche le Cnh Industrial(+1%), sempre sull’onda dell parole dell'amministratore delegato, Hubertus Muhlhauser, che ha spiegato che Iveco ha deciso di puntare sulla mobilità a metano per le nuove linee di veicoli pesanti. Il manager ha anche rassicurato che nonostante le tensioni internazionali, Cnh sarà in grado di mantenere gli obiettivi del 2019. Le azioni della Juventus Fc, infine, hanno più volte cambiato la direzione di marcia, chiudendo in calo dello 0,3%.

Mediaset snobba Vivendi e sale grazie ad accordo con Sky
Fuori dal paniere principale Mediaset ha registrato un rialzo dello 0,7%, dopo avere annunciato di avere siglato un accordo con Sky per riportare la Champions su Canale 5 da settembre. Mediaset sceglierà la partita da trasmettere il mercoledì e secondo il Sole 24 Ore il costo sarebbe attorno ai 42 milioni di euro. «La notizia è positiva perché riporta lo sport di pregio sui canali del gruppo, che nel primo trimestre 2019 ha visto un calo della raccolta pubblicitaria del 4,4%, attribuita per il 3.8% al fatto di non avere più la Champions League sl chiaro e lo sport su Premium», hanno commentato gli analisti di Equita. Inoltre secondo indiscrezioni pare che Mediaset starebbe trattando con Netflix un accordo sulle coproduzioni per prodotti locali che andrebbero sia sulla tv che sulla piattaforma della società Usa. E’ passata invece in secondo piano la notizia della notifica di un atto di citazione da parte di Vivendi per annullare la delibera sul voto maggiorato.

A Parigi bene Edf dopo mossa di Edison
Nel resto d'Europa, Parigi e Madrid hanno chiuso sulla parità, Francoforte è salita dello 0,11%, mentre Londra ha perso un frazionale 0,08%. La francese Edf ha perso l'1,4% dopo l'annuncio che la controllata italiana Edison cederà le attività di esplorazione petrolifera per circa un miliardo di dollari. A Parigi sono andate abbastanza bene le banche con Crédit Agricole in rialzo dell'1,78% e Bnp Paribas dell'1,12%. A Francoforte, invece, Thissenkrupp ha perso oltre il 2% risentendo del giudizio negativo degli analisti di Metzler bank.

Movimenti limitati sul valutario, debole il petrolio
Sul fronte dei cambi, l’euro è rimasto stabile nei confronti del biglietto verde: vale 1,1281 dollari (ieri in chiusura a 1,128). La valuta passa inoltre di mano a 121,62 yen (121,51), mentre il dollaro-yen si attesta a 107,8. In calo il prezzo del petrolio: il Wti, contratto con consegna ad agosto, segna un calo dello 0,78%, attestandosi a 56,91 dollari al barile.

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